Un'insegnante toglie ogni schermo dalla classe e l'alfabetizzazione risale
In una classe di AP Literature del Washburn High School di Minneapolis telefoni e laptop sono stati sostituiti da carta e penna. In cinque mesi gli studenti sicuri delle proprie capacità di lettura sono passati dal 46% al 95%
di Andrea Bai pubblicata il 22 Giugno 2026, alle 14:01 nel canale Scienza e tecnologiaIn cinque mesi la quota di studenti che si dichiarano sicuri delle proprie capacità di lettura è passata dal 46% al 95%. Il cambiamento, in una classe di AP Literature del Washburn High School di Minneapolis, ha avuto una causa sola: la sparizione di telefoni e laptop dai banchi, sostituiti da carta e penna.
A imporre la regola è stata Maureen Mulvaney, insegnante di letteratura e inglese, che ha bandito ogni dispositivo e chiesto che tutti i compiti fossero svolti a mano. L'esperimento è partito dopo che si era trovata a fare i conti con plagio diffuso, studenti distratti e tassi di alfabetizzazione in calo. Il primo giorno la maggior parte della classe si fermava dopo mezza pagina di scrittura a mano; a febbraio quasi tutti riuscivano a scrivere almeno due pagine, qualcuno cinque o sei.
Accanto al dato sulla lettura, il 79% degli studenti ha riferito che organizzare i propri pensieri è più facile su carta che su schermo. Gli effetti si sono fatti sentire anche fuori dall'aula: meno distrazioni, più conversazioni tra compagni e un ricorso minore a Google e agli strumenti di intelligenza artificiale a casa.
L'allenamento alla scrittura a mano
Mulvaney ha descritto l'approccio come una progressione graduale. "Ho detto ai ragazzi che è come sollevare pesi: non parti subito da ottanta libbre", ha spiegato. Il punto, nelle parole degli studenti, è la rimozione della scorciatoia. "Sul Chromebook potrei essere tentato di cercare qualcosa, trovare la definizione di una parola. Ma quando scrivo su carta sento di poter usare la scrittura per me stesso", ha raccontato lo studente Khalil Omar. Un altro è stato più diretto: "Quando usiamo la carta non c'è la tentazione di ricorrere all'AI. Devo sforzarmi di trovare le mie idee. E così faccio".
Una delle osservazioni di Mulvaney riguarda l'asimmetria del dibattito pubblico. Nelle discussioni sui dispositivi in classe i telefoni finiscono spesso sotto accusa, mentre i laptop restano fuori dal mirino. Eppure, nota l'insegnante, anche su quegli schermi gli studenti possono giocare, fare acquisti e dialogare con un'AI.
Un movimento che parte dai governi
Il caso del Washburn non è isolato. Diversi governi stanno limitando gli smartphone nelle scuole e reinvestendo in libri di carta: a marzo 2026 la Danimarca ha vietato gli smartphone scolastici investendo milioni in libri cartacei, mentre Svezia, Paesi Bassi, Finlandia, Australia e Canada si trovano in vari stadi del percorso verso un divieto.
La cornice che Mulvaney mette attorno al proprio esperimento, nell'op-ed con cui lo ha raccontato, è meno tecnologica di quanto si potrebbe pensare. "I ragazzi non sono cambiati. È la scuola a essere cambiata, e dobbiamo tornare a ciò che funziona".










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62 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoStiamo veramente parlando di una auto-valutazione?
solo lo studente puo sapere cosa ha imparato veramente mica puoi decider tu senza parametri
Ai miei tempi esisteva una roba chiamata verifica dove l'insegnante ti metteva alla prova e poi con una procedura chiamata correzione valutava se avevo appreso oppure no.
Se invece mi chiedevi se avevo capito tutto ti avrei risposto sempre di Sì che avevo capito 10 su 10.
Se invece mi chiedevi se avevo capito tutto ti avrei risposto sempre di Sì che avevo capito 10 su 10.
Dal punto di vista scientifico infatti ha valenza zero, manca anche il gruppo di controllo. Magari è il prof che spiega meglio se non è costretto a usare un device elettronico. Poi dal punto di vista razionale e soprattutto dal punto di vista di che cosa ci vogliamo sentir dire, può avere assolutamente senso, ma non per questo è provato
Ovviamente la verità sta nel mezzo, elogiare o demonizzare qualcosa non serve a nulla, va preso il meglio di ogni cosa, incluso l'utilizzo di dispositivi elettronici.
Ad esempio, io preferisco prendere appunti a "penna". Infatti scrivo in corsivo sul mio tablet, utilizzando la penna. Per poi fare copia & incolla in editor di testi, messaggi e quant'altro.
Se invece mi chiedevi se avevo capito tutto ti avrei risposto sempre di Sì che avevo capito 10 su 10.
Ai tempi delle verifiche io avrei preso sempre 4/5, mentre di solito avevo 7/8.
Questo grazie al fatto che in Problem Solving avevo 10+
Ma quando mai !
Esistono le "verifiche" che ai miei tempi si facevano regolarmente.
Ma da quando è lo studente ad autovalutarsi ?
era la più brava di tutti noi, per altro.
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