ULA conferma il lancio inaugurale del razzo Vulcan Centaur per il 2022
La ULA (United Launch Alliance) ha confermato ancora una volta che il lancio inaugurale del nuovo vettore Vulcan Centaur è previsto per quest'anno con i motori BE-4 di Blue Origin che saranno consegnati entro la metà del 2022.
di Mattia Speroni pubblicata il 24 Marzo 2022, alle 07:41 nel canale Scienza e tecnologiaBlue OriginULA
La guerra in Ucraina ha fatto capire come il mercato legato allo Spazio sia in una situazione critica per quanto riguarda i razzi utilizzabili per le missioni. In particolare alcune realtà si sono trovate "spiazzate" in quanto si sono trovate in una fase di aggiornamento/avvicendamento tra vecchi progetti e quelli nuovi. Tra i nomi più importanti c'è la ULA (United Launch Alliance) che sta cercando di portare a compimento lo sviluppo di Vulcan Centaur.

Con la fine della carriera di Atlas V, ULA punterà in futuro sul nuovo vettore per molte missioni. Da un lato la scelta consentirà di essere indipendenti dalla Russia (che forniva i motori RD-180) e dall'altro avere un razzo più aggiornato e in grado, in futuro, di avere alcune componenti riutilizzabili. Questo però si scontra con un progetto completamente nuovo e sui ritardi della fornitura dei motori BE-4 da parte di Blue Origin.
Vulcan Centaur sarà lanciato per la prima volta quest'anno
Una delle incognite era se ULA sarebbe riuscita a organizzare il lancio inaugurale nel 2022. La conferma è arrivata dal CEO Tory Bruno che ha dichiarato ancora una volta che il nuovo razzo partirà per la sua missione di certificazione entro quest'anno. Si tratta di un'ulteriore conferma di quanto già annunciato in precedenza.
Purtroppo nessuna dichiarazione di Bruno ha dato un'idea più precisa di quando il nuovo Vulcan Centaur potrà essere lanciato. I motori BE-4 (due per ogni primo stadio) sono realizzati da Blue Origin e saranno anche impiegati nel grande razzo New Glenn. I primi esemplari certificati per il volo dovrebbero essere consegnati entro la metà dell'anno. Le unità di test attualmente sono in prova con accensioni prolungate tre volte la settimana in uno stabilimento di Blue Origin.

I motori dovranno poi essere integrati con le altre parti del razzo e superare gli ultimi test prima del lancio effettivo (che porterà in orbita le ceneri dell'ideatore di Star Trek). Una corsa contro il tempo per permettere a ULA di continuare a essere competitiva nei confronti di realtà come SpaceX. In futuro il primo stadio del Vulcan Centaur potrà far separare la base del razzo e riportare i motori a terra (frenati da paracadute) così da essere riutilizzati. Si tratta di un approccio diverso da quello di SpaceX ma che dovrebbe preservare una delle componenti più costose, delicate e difficili da produrre del lanciatore.
All'interno di questo scenario si inserisce anche Blue Origin. La società di Jeff Bezos sta continuando a lanciare il suo razzo riutilizzabile New Shepard con missioni suborbitali. Il passo più significativo avverrà però con New Glenn che potrebbe vedere il lancio inaugurale nel 2023 (sicuramente non nel 2022). Questo vettore sarà più grande di Falcon 9 ma più piccolo di Starship e, come quest'ultima, sarà completamente riutilizzabile. I sistemi sono attualmente in fase di test in diversi stabilimenti (compresi siti della NASA) e la società è a buon punto per la certificazione delle componenti del vettore.
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