Trasformare le bottiglie in Tachipirine: la rivoluzione nel riciclo della plastica

Trasformare le bottiglie in Tachipirine: la rivoluzione nel riciclo della plastica

Un team di ricerca dell’Università di Edimburgo ha sviluppato una nuova tecnica per trasformare le bottiglie di plastica in paracetamolo. Utilizzando batteri geneticamente modificati, i ricercatori convertono il PET in paracetamolo (principio attivo della Tachipirina) senza emissioni di carbonio

di pubblicata il , alle 16:47 nel canale Scienza e tecnologia
 

Una nuova tecnologia sviluppata dai biologi ingegneri dell'Università di Edimburgo potrebbe rivoluzionare il modo in cui si riciclano i rifiuti plastici. Un gruppo di ricerca ha infatti ideato un processo che consente di convertire il polietilene tereftalato o, più comunemente, PET – plastica utilizzata per bottiglie e imballaggi alimentari – in paracetamolo, ovvero il principio attivo utilizzato per antidolorifici e antipiretici come la Tachipirina.

Il metodo impiega ceppi di Escherichia coli geneticamente modificati per eseguire una serie di trasformazioni chimiche che, attraverso una fermentazione simile a quella usata nella produzione della birra, riescono a scomporre il PET in acido tereftalico. Questo viene poi trasformato, attraverso una reazione biochimica interna al batterio (nota come riorganizzazione di Lossen), in acido para-aminobenzoico (PABA), che a sua volta viene ulteriormente convertito in paracetamolo tramite vie metaboliche ingegnerizzate all'interno dei batteri.

Il processo si svolge interamente a temperatura ambiente, impiega meno di 24 ore e non produce emissioni di carbonio. Secondo i ricercatori, circa il 90% della sostanza ottenuta dalla reazione tra il PET degradato e l'E. coli è effettivamente paracetamolo, rendendo la tecnica altamente efficiente.

Attualmente, il paracetamolo viene prodotto attraverso processi industriali alimentati da combustibili fossili come il petrolio, contribuendo in modo significativo alle emissioni globali di gas serra. La produzione su scala industriale richiede ogni anno migliaia di tonnellate di risorse fossili. Questo nuovo approccio, invece, rappresenta una valida alternativa ecologica e sostenibile, riducendo sia i rifiuti plastici sia la dipendenza da risorse non rinnovabili.

Il PET è uno dei polimeri più diffusi al mondo e, secondo le stime, genera oltre 350 milioni di tonnellate di rifiuti ogni anno. Nonostante esistano già metodi per il suo riciclo, i prodotti ottenuti tendono comunque a contribuire al problema dell'inquinamento da plastica. L'innovazione dell'Università di Edimburgo si distingue proprio perché consente una vera e propria riconversione del materiale in una sostanza utile, priva di effetti ambientali collaterali.

Il lavoro è stato pubblicato sulla rivista Nature Chemistry e i ricercatori hanno già dichiarato di essere al lavoro per portare il processo su scala industriale con colossi farmaceutici come Astra Zeneca. Tuttavia, sarà necessario ancora del tempo poiché sia l'ingegnerizzazione che il processo richiedono diverse ottimizzazioni.

"Stiamo coinvolgendo aziende eccezionali come AstraZeneca affinché collaborino con Stephen e altri membri dell'Università per trasformare queste scoperte all'avanguardia in innovazioni capaci di cambiare il mondoLa biologia ingegneristica offre un immenso potenziale per interrompere la nostra dipendenza dai combustibili fossili, costruire un'economia circolare e creare prodotti chimici e materiali sostenibili" ha spiegato Ian Hatchresponsabile della consulenza presso la divisione commerciale dell'università.

Gli esperti sottolineano come questa ricerca dimostri il potenziale della cooperazione tra chimica tradizionale e ingegneria biologica per creare veri e propri "stabilimenti microbici viventi", capaci di produrre sostanze chimiche riducendo rifiuti e impatto ambientale.

Sebbene la tecnologia non sia ancora pronta per la produzione su larga scala, gli sviluppi finora ottenuti lasciano intravedere una svolta significativa nella gestione sostenibile dei rifiuti plastici e nella produzione di farmaci di uso comune.

10 Commenti
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rattopazzo30 Giugno 2025, 17:43 #1
Per quanto la domanda di Tachipirina sia enorme, dato che la gente la prende anche per un banale mal di testa, non credo sia così urgente ricorrere a sistemi così fantasiosi per produrla.
Piuttosto concentrerei le forze e gli investimenti sulla trasformazione dei rifiuti biologici (e con 8 miliardi di persone che li producono costantemente, insieme a tutte le filiere di allevamento e agricoltura, di certo non mancano) in energia, come il biogas. Questo, pur comportando una combustione, produce CO2 biogenica, con un impatto ambientale molto inferiore rispetto a quello derivante dalla produzione di pannelli fotovoltaici o pale eoliche, e nel contempo si risolverebbe gran parte dei problemi relativi all'inquinamento delle falde acquifere derivate dalle attività umane.
giovanni6930 Giugno 2025, 19:40 #2
Vorrei sapere cosa è esattamente quel 10% che rimane non trasformato in...paracetamolo. Se rimangono contaminazioni di microplastiche o materiale pericoloso per la salute non facilmente eliminabili a livello di processo produttivo (o troppo costoso per ottenere un prodotto puro), non lo vedo un grande affare...sempre per la salute.
Notturnia01 Luglio 2025, 00:56 #3
Ma perchè non riciclarlo visto che il petrolio è limitato e la plastica aiuta molto a ridurre le emissioni inquinanti..
Voglio vedere la gente che da domani compra bevande in bottiglie di vetro.. tanto per fare un esempio
gnpb01 Luglio 2025, 07:30 #4
E.coli è un batterio che abbiamo anche nel nostro organismo, ma già così può causare diarrea e cistite (e più raramente malattie molto più gravi).
Quello geneticamente modificato la prima volta che verrà "accidentalmente" rilasciato nell'ambiente quali catastrofi "non previste" sarà in grado di produrre?

Anche perché se digerisce il pet a temperatura ambiente...
MitchBook01 Luglio 2025, 07:32 #5
Originariamente inviato da: rattopazzo
Per quanto la domanda di Tachipirina sia enorme, dato che la gente la prende anche per un banale mal di testa, non credo sia così urgente ricorrere a sistemi così fantasiosi per produrla.
Piuttosto concentrerei le forze e gli investimenti sulla trasformazione dei rifiuti biologici (e con 8 miliardi di persone che li producono costantemente, insieme a tutte le filiere di allevamento e agricoltura, di certo non mancano) in energia, come il biogas. Questo, pur comportando una combustione, produce CO2 biogenica, con un impatto ambientale molto inferiore rispetto a quello derivante dalla produzione di pannelli fotovoltaici o pale eoliche, e nel contempo si risolverebbe gran parte dei problemi relativi all'inquinamento delle falde acquifere derivate dalle attività umane.


L'abuso della Tachipirina è figlio dell'immensa ignoranza umana. Pensa in quanti in meno la prenderebbero se sapessero che è petrolio raffinato.

Comunque non c'è una cosa da fare prima delle altre per "salvare il pianeta" (sorvoliamo il discorso che non ha bisogno di essere salvato il pianeta), ma sono tutte strade parallele che vanno percorse contemporaneamente e, più ce ne sono, meglio è.
gnpb01 Luglio 2025, 07:49 #6
La Tachipirina è un farmaco sia antifebbrile che analgesico e riduce i sintomi del raffreddore, quindi normale che chi abbia dolori non dovuti a infiammazione (mal di testa, dolori muscolari o alle ossa,ecc) la prenda anche se non ha febbre, anche per "un banale mal di testa".
Tra l'altro ne soffre il fegato, quindi chi ha problemi di stomaco e deve evitare l'aspirina ha risolto. Ovviamente il contrario se soffri di fegato.
In cosa saresti ignorante a prenderla?
Doraneko01 Luglio 2025, 08:09 #7
Originariamente inviato da: Notturnia
Ma perchè non riciclarlo visto che il petrolio è limitato e la plastica aiuta molto a ridurre le emissioni inquinanti..
Voglio vedere la gente che da domani compra bevande in bottiglie di vetro.. tanto per fare un esempio


Il vetro ha indubbiamente alcuni vantaggi ma mi sa che è un materiale particolarmente energivoro, sia quando lo produci sia quando lo trasporti. Pensa all'energia per produrlo rispetto alla plastica o alla differenza di peso tra un camion che trasporta bottiglie di vetro anziché bottiglie di plastica.
R@nda01 Luglio 2025, 08:25 #8
Quindi per malditesta/cervicale non devo prendere la tachipirina (che non uso, uso moment)
Devi soffrire, sopportare e stare muto
(non parlo di abuso ovviamente)
rattopazzo01 Luglio 2025, 08:40 #9
Originariamente inviato da: gnpb
La Tachipirina è un farmaco sia antifebbrile che analgesico e riduce i sintomi del raffreddore, quindi normale che chi abbia dolori non dovuti a infiammazione (mal di testa, dolori muscolari o alle ossa,ecc) la prenda anche se non ha febbre, anche per "un banale mal di testa".
Tra l'altro ne soffre il fegato, quindi chi ha problemi di stomaco e deve evitare l'aspirina ha risolto. Ovviamente il contrario se soffri di fegato.
In cosa saresti ignorante a prenderla?


Sembra che la tachipirina sia considerata uno dei farmaci più tossici a livello epatico, non in senso assoluto ovviamente ma perchè statisticamente è molto abusata.
In fin dei conti, si tratta pur sempre di un farmaco, ma la gente la prende con una nonchalance tale da farla sembrare quasi una caramella.
Cromwell01 Luglio 2025, 08:43 #10

Trasformare le bottiglie in Tachipirine

Quindi in futuro ci saranno supposte grandi come le bottiglie di plastica?

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