Tidal è il nuovo progetto di Alphabet per salvare gli oceani

Tidal è il nuovo progetto di Alphabet per salvare gli oceani

Videocamere subacquee, intelligenza artificiale, computer vision: è la ricetta per costruire un sistema che permetta di comprendere meglio la vita sotto il livello dell'acqua e adottare approcci più sostenibili

di pubblicata il , alle 14:21 nel canale Scienza e tecnologia
Alphabet
 

Alphabet ha annunciato Tidal, un nuovo progetto che fa parte della sua divisione X e che ha l'obiettivo di comprendere meglio cosa accade sotto il livello dell'acqua degli oceani per preservarne lo stato di salute e al contempo riuscire a sviluppare metodi sostenibili per soddisfare le necessità alimentari del pianeta. Tidal è uno di quei progetti che Alphabet chiama "moonshot", ovvero "lancio sulla luna" ma anche, per prendere a prestito dal gergo del baseball, un fuoricampo alto e profondo.

Insomma per Alphabet un progetto moonshot è qualcosa di ambizioso e con un grande impatto positivo sulla società. L'obiettivo iniziale di Tidal è lo sviluppo di tecnologie che possano offrirci una miglior comprensione della vita subacquea con un'attenzione particolare ad aiutare gli allevatori ittici ad operare in maniera ambientalmente sostenibile.

Neil Davé, general manager del progetto Tidal - che non deve essere confuso con il servizio di streaming musicale lossless - ha dichiarato: "L'umanità sta portando l'oceano oltre il suo punto critico ma non possiamo proteggere ciò che non comprendiamo". E allora per comprendere meglio gli oceani Tidal ha sviluppato un sistema di videocamere subacqueo che può essere abbinato a tecniche di computer vision e Intelligenza Artificiale per tracciare e monitorare il comportamento e le abitudini di migliaia di pesci così da portare alla luce tendenze ed elementi altrimenti non evidenti agli acquacoltori.

Registrando i comportamenti alimentari delle specie ittiche e i dati ambientali come la temperatura e i livelli di ossigeno dell'acqua, gli allevatori ittici possono maturare decisioni più consapevoli per la gestione delle loro vasche. E una maggior salubrità dell'ambiente di allevamento promuove ovviamente la crescita di pesci più sani e parallelamente la necessità di utilizzare meno antibiotici.

Il progetto Tidal è già stato operativo per un arco di tre anni, almeno secondo quanto indica il Financial Times, con il sistema di videocamere allestite in Europa e Asia per aiutare a monitorare alcune specie ittiche come i salmoni e i tonni pinna gialla.

"Può esistere l'opportunità di allentare la pressione sulla fauna ittica se rendiamo l'acquacoltura più soddisfacente dal punto di vista ambientale e operativo. I pesci hanno un basso impatto ambientale rispetto ad altre fonti di proteine animali e giocano un ruolo chiave per l'alimentazione di 3 miliardi di persone. Aiutare gli allevatori ittici potrebbe essere un passaggio chiave per l'umanità e per la salute dell'oceano" ha concluso Davé.

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3 Commenti
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phmk04 Marzo 2020, 14:56 #1

Forse era meglio un approccio differente...

Sarebbe stato meglio un invesimento su come ripulire gli oceani.
Non dovrebbe essere poi troppo difficile: è noto che il grosso dei rifiuti si concentra in zone "tranquille", basterebbe andare lì con grosse navi opportunamente attrezzate e recuperare il pattume galleggiante costituito in gran parte da plastica e residui oleosi.
Una apposita nave dotata di inceneritore potrebbe convertirlo in energia elettrica con cui ricaricare batterie che un'altra nave porterebbe a terra, da usare per le auto etc.
Gli investimenti sarebbero enormi ma non "fuori portata".
Ho fatto un piccolo studio in merito
dr-omega04 Marzo 2020, 16:37 #2
Bel nome Tidal, chissà cosa ne pensano loro: https://tidal.com/
Neil Davé, general manager del progetto Tidal deve essere un furbacchione .
Skogkatt05 Marzo 2020, 10:44 #3
Originariamente inviato da: dr-omega
Bel nome Tidal, chissà cosa ne pensano loro: https://tidal.com/
Neil Davé, general manager del progetto Tidal deve essere un furbacchione .


Anche se fossero entrambi marchi registrati (e non sono sicuro che il nome del progetto di Alphabet lo sia), gli ambiti di utilizzo e riferimento dei due marchi sono completamente differenti, quindi anche a livello legale non ci sarebbe alcun problema

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