SpaceX, il 3% dei satelliti Starlink potrebbe essere morto. Un problema per il futuro?

SpaceX, il 3% dei satelliti Starlink potrebbe essere morto. Un problema per il futuro?

Secondo le analisi di un astronomo, il 3% dei satelliti Starlink lanciati da SpaceX starebbe vagando senza controllo. Un numero non pericoloso allo stato attuale, ma preoccupante in vista delle dimensioni finali della costellazione.

di pubblicata il , alle 11:18 nel canale Scienza e tecnologia
SpaceX
 

La costellazione di satelliti Starlink conta già 775 elementi attivi, ma SpaceX ha già il benestare per arrivare a circa 12mila e poi punta a lanciarne altri 30mila, arrivando così a 42mila. Numeri che fanno paura e che creeranno un grande affollamento in orbita, peraltro già densa di satelliti vecchi e detriti spaziali. L'obiettivo di SpaceX è "nobile" (oltre che economico), ossia coprire con connettività a banda ultralarga tutto il pianeta, anche le aree più remote, ma senza dubbio non scevro di pericoli, come il tasso di malfunzionamenti dei satelliti che potrebbe portare a collisioni.

Secondo una stima, sarebbero circa il 3% i satelliti Starlink non più funzionanti, su cui si avrebbe zero o scarso controllo. I satelliti della costellazione di SpaceX sono stati progettati per essere manovrabili tramite un motore a ioni e persino deorbitarsi per bruciare nell'atmosfera, ma se i propulsori o le comunicazioni non dovessero funzionare a dovere, i satelliti potrebbero trovarsi a vagare in modo incontrollato diventando un pericolo per altri satelliti e le future missioni spaziali umane, come già in parte affermato dal CEO di Rocket Lab la scorsa settimana.

Jonathan McDowell, astronomo dell'Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics, ha spiegato a Business Insider di essere giunto alla stima del 3% analizzando i dati sui movimenti dei satelliti raccolti da SpaceX e dal governo degli Stati Uniti, che mostrano quali satelliti Starlink sono tornati verso la Terra e quali non sarebbero sotto controllo. Nel 3% non sono stati inclusi i 45 satelliti che SpaceX ha "spinto" intenzionalmente fuori dall'orbita iniziale.

"Direi che il loro tasso di fallimento non è eclatante", ha detto McDowell a Business Insider. "Non è peggiore dei tassi di fallimento di chiunque altro. La preoccupazione è che anche un normale tasso di fallimento in una costellazione così grande porterà a un sacco di spazzatura spaziale". Se SpaceX riuscirà davvero a lanciare 42mila satelliti come previsto, un tasso di fallimento del 3% significa qualcosa come "1260 satelliti da 250 kg delle dimensioni di una scrivania che girano senza meta intorno al Pianeta".

Secondo dati dell'ESA del febbraio scorso, c'erano circa 3200 satelliti non funzionanti nell'orbita terrestre, potenziali proiettili pronti a scontrarsi con altri satelliti creando moltissimi detriti spaziali. Nelle scorse settimane, ad esempio, vi sarebbe stato un passaggio ravvicinato definito "ad altissimo rischio" (una probabilità del 10% di collisione) tra un satellite morto e lo scarto di un corpo di un razzo. Fortunatamente non si è verificato.

SpaceX dichiara che i suoi satelliti deorbitano naturalmente o bruciano nell'atmosfera terrestre se i sistemi di propulsione non funzionano. Si tratta però di un processo che può richiedere fino a cinque anni, sempre secondo l'azienda. Nei documenti depositati presso la Federal Communications Commission, SpaceX ha minimizzato il rischio, affermando che "considera inaccettabile un fallimento del 10 o 5 percento dei satelliti nel deorbitare, e anche un tasso dell'1 percento è improbabile".

Leggi anche: La comunità scientifica e SpaceX Starlink: scontro inevitabile?

Se l'1% dei satelliti Starlink dovesse perdere qualsiasi possibilità di manovra, SpaceX ritiene comunque che vi sia "circa l'1% di possibilità per decennio che qualsiasi satellite SpaceX guasto si scontri con uno dei detriti tracciati". Tanto rumore per nulla quindi? Se ci si sofferma a SpaceX forse sì, ma se si pensa che l'azienda di Elon Musk non è l'unica al lavoro per portare decine di migliaia di satelliti in orbita, allora il problema assume connotati ben diversi.

OneWeb conta di creare una costellazione formata da 48mila satelliti e Amazon vuole raggiungere 3200 con la sua flotta Kuiper, solo per fare alcuni esempi. Nel caso di satelliti totalmente fuori controllo, le collisioni potrebbero creare nuvole di piccoli detriti davvero pericolosissime per i futuri lanci spaziali.

Test e collisioni accidentali che si sono già verificati, oltre 500 eventi in totale, hanno generato quasi 130 milioni di frammenti di detriti nell'orbita terrestre che sfrecciano a più di 28mila chilometri orari. Qualora il problema della spazzatura spaziale dovesse diventare estremo, una catena di eventi potrebbe portare la Terra ad essere circondata da un campo di detriti praticamente insuperabile. Questa possibilità è nota come sindrome di Kessler, dal nome di Donald J. Kessler, che ha lavorato per il Johnson Space Center della NASA e ha calcolato in un documento del 1978 che potrebbero volerci centinaia o addirittura migliaia di anni perché tali detriti si diradino a sufficienza da rendere di nuovo sicuro un viaggio spaziale.

18 Commenti
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phmk19 Ottobre 2020, 11:38 #1
E poi c'è l'Europa (Italia in primis) con l'altro "pacco" Galileo... che nessuno se lo c...a ...
Lo spreco di denaro pubblico a go-go
harlock1019 Ottobre 2020, 11:47 #2
Altro che Pacco, Galileo serve per non essere dipendenti dagli Usa, sia in ambito civile ma sopratutto militare.
Axios200619 Ottobre 2020, 12:10 #3
Originariamente inviato da: harlock10
Altro che Pacco, Galileo serve per non essere dipendenti dagli Usa, sia in ambito civile ma sopratutto militare.


Non sia mai che l'Europa dichiara guerra agli USA...

Starlink... spazzatura nello spazio... siccome non era sufficiente quelle vecchia....
TigerTank19 Ottobre 2020, 12:17 #4
Più che altro il problema è che dove arriva l'uomo, arriva anche la spazzatura.
Ora siamo a livello spazzatura terrestre + spazzatura spaziale orbitante.
Nei secoli futuri mi vedo già spazzatura lunare e spazzatura marziana
jepessen19 Ottobre 2020, 12:38 #5
Considerato che la maggior parte del pianeta e' coperta da oceani, la maggior parte di questi starlink non servira' praticamente a niente, a parte far postare su instagram le foto del navigatore solitario di turno...
Zurlo19 Ottobre 2020, 12:42 #6
Originariamente inviato da: harlock10
Altro che Pacco, Galileo serve per non essere dipendenti dagli Usa, sia in ambito civile ma sopratutto militare.


Certo, mi immagino che gli F35 basino la loro posizione su Galileo
harlock1019 Ottobre 2020, 12:54 #7
Gli f35 sono utili solo quelli vstol per le portaerei Cavour e Trieste.
L’italia produce e impiega parecchi sistema d’arma sia navale che terrestri, avere un sistema di posizionamento affidabile e non proprietario di un paese straniero é consigliabile, anche solo per poter intervenire in situazioni regionali senza in bene stare degli Usa.

Poi una guerra tra stati eu e usa é improbabile, ma non é certo un buon motivo per non fare investimenti strategici.
cignox119 Ottobre 2020, 13:09 #8
Visto che gli usa, sulla carta, possono staccare il GPS quando vogliono, avere una alternativa europea é consigliabile.
Inoltre il GPS ha ormai un pó di annetti, qualcuno una svecchiata doveva darla. Perché non noi?
SpyroTSK19 Ottobre 2020, 13:36 #9
Scusate, ma se usassero l'1% o x% della propulsione rimanente per farli bruciare nell'atmosfera o verso il sole, non risolverebbe almeno il problema dei satelliti morti in orbita?

Oppure ancora meglio, se facessero un recupero facendoli precipitare e recuperarli con la nave "da pesca" di SpaceX?
Marko_00119 Ottobre 2020, 14:17 #10
F35 e affidabile nella stessa frase? complimenti per l'ardire.
comunque non preoccupatevi per la spazzatura lassù
stanno in orbita bassa e devono essere alzati ogni tanto e,
quando finisce il carburante - parlano di 7 / 8 anni -, questi
vengono giù naturalmente e si friggono al contatto con l'atmosfera.
non essendo particolarmente grandi, nulla dovrebbe arrivare a terra.
preoccupatevi piuttosto dei lanci continui che dovranno fare
per mantenere la costellazione con il giusto numero necessario
per farla funzionare, fare razzi, satelliti e farli salire direi
che è poco ecologico, e non sono 2 o 3 all'anno

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