SpaceX ha intenzione di costruire più siti di lancio per il razzo spaziale Starship, negli USA e all'estero

SpaceX ha intenzione di costruire più siti di lancio per il razzo spaziale Starship, negli USA e all'estero

Nel corso dei prossimi anni SpaceX costruirà diversi siti di lancio per il razzo spaziale completamente riutilizzabile Starship. I siti individuati attualmente sono in Texas, Florida, California e Louisiana ma non sono escluse nazioni estere.

di pubblicata il , alle 13:38 nel canale Scienza e tecnologia
SpaceX
 

Come abbiamo scritto negli scorsi giorni, il dodicesimo lancio (Flight 12) del razzo spaziale Starship di SpaceX è attualmente previsto il 20 maggio alle 0:30 (ora italiana). La società sta conducendo gli ultimi test e preparativi in vista del decollo dal Pad 2 di Starbase in Texas. Si tratta di una missione importante che dovrà dimostrare come la terza generazione del vettore completamente riutilizzabile sia maturata e le novità introdotte a livello hardware potranno far incrementare la cadenza di lancio. Un momento fondamentale per SpaceX (per via della quotazione in borsa) ma anche per il programma Artemis, in vista della terza missione prevista per la seconda metà del 2027.

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Quando SpaceX ha annunciato il nuovo lancio di Starship è stato confermato ufficialmente che la società statunitense sta nuovi terreni dove costruirà pad di lancio dedicati al nuovo razzo spaziale. Attualmente sono attivi Pad 1 e Pad 2 di Starbase (Texas), con il primo che è in fase di aggiornamento mentre il secondo vedrà la sua inaugurazione proprio con Flight 12 nei prossimi giorni.

I futuri pad di lancio di SpaceX Starship

I piani della società sono però decisamente più ambiziosi. Nei progetti di SpaceX c'è la possibilità che Starship venga lanciata più volte al giorno da diversi siti di lancio per svolgere missioni sia in orbita bassa terrestre sia verso lo Spazio profondo (Luna e Marte) ma anche come trasporto da un punto all'altro della Terra, soluzione valutata anche dal Dipartimento della Guerra (DoW, in precedenza DoD) per spostare truppe e carichi.

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La notizia nasce da un agente immobiliare della Keaty Real Estate che ha dichiarato che SpaceX sta acquisendo terreni in Louisiana. Inizialmente l'informazione non era verificata, anche se plausibile. A distanza di poco tempo la società ha invece confermato di essere interessata ai siti, anche se i piani sarebbero in via di definizione. SpaceX ha scritto "non è un segreto che intendiamo lanciare Starship molte volte, con l'obiettivo di migliaia di voli all'anno. Quel ritmo richiederà la capacità di lanciare da molte località diverse, quindi stiamo costantemente esplorando per trovare siti validi per espandere le operazioni di Starship in futuro, sia a livello nazionale che internazionale", concetto ulteriormente ribadito da Musk.

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Alcuni dei siti di lancio che sono sorti o potrebbero essere costruiti nei prossimi anni comprendono: i siti di lancio Pad 1 e Pad 2 di Starbase. Un pad di lancio è in fase di realizzazione al Launch Complex 39A (LC-39A) del Kennedy Space Center. A poca distanza saranno poi realizzati due siti di lancio, Pad A e Pad B, allo Space Launch Complex 37 (SLC-37) della Cape Canaveral Space Force Station. In Louisiana invece ci sarà almeno un pad di lancio a Pecan Island (come riportato sopra), anche se il sito potrà ampliarsi ulteriormente con il crescere delle esigenze di SpaceX. Almeno un sito di lancio è previsto in California, alla Vandenberg Space Force Base.

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Oltre a questi pad potrebbero essere costruiti siti in altre zone del Mondo (per esempio in Australia) ma non ci sono conferme ufficiali sulle località scelte. Ancora più avanti nel tempo e con il crescere dei lanci di Starship, la società potrebbe riprendere l'idea di modificare piattaforme petrolifere per lanciare i vettori in zone lontano dalla costa. Un progetto di questo tipo era in fase di realizzazione tra la fine del 2020 e il 2021 poi abbandonato nel 2023. Oltre a una grande capacità di carico, questo vettore promette di essere velocemente riutilizzabile superando i ritmi di Falcon 9. Essendo un progetto complesso le tempistiche sono incerte ma, se tutto andrà come previsto, si aprirà una nuova era non solo per l'esplorazione spaziale ma anche per l'economia spaziale.

5 Commenti
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raxas15 Maggio 2026, 13:43 #1
e fu così che scomparimmo tra le esalazioni di fumi vaganti, gas e detriti,
oscurati da una piaga, e nube, di satelliti simile all'invasione delle cavallette in Egitto
LMCH16 Maggio 2026, 14:14 #2
É più probabile che in Luisiana SpaceX-xAI voglia costruire un datacenter.

Il datacenter da 10 miliardi di $ che Meta sta costruendo da quelle parti riceverà sgravi fiscali di circa il 30%.
Personaggio21 Maggio 2026, 01:27 #3
Originariamente inviato da: raxas
e fu così che scomparimmo tra le esalazioni di fumi vaganti, gas e detriti,
oscurati da una piaga, e nube, di satelliti simile all'invasione delle cavallette in Egitto


Starship non usa il propellente per missili come il Falcon 9, altamente inquinante, ma banale metano che alla combustione produce banalmente CO2, che è sicuramente climalterante tuttavia non inquina ma soprattutto per viaggiare tra l'Europa e gli USA si produrrebbe meno di 1/10 della CO2 che producono oggi gli aerei di linea transatlantici.
I serbato non creano fuoriuscite di Metano, perché può essere tranquillamente trattenuto in un serbatoio a differenza dell'idrogeno per il quale si va molta fatica, soprattutto sulle valvole e una piccola perdita c'è sempre.
I detriti ci sono stati quando sono esplose, ma quando saranno operative non ci saranno detriti.

Sulla terra vivono 8.2 miliardi di persone che messe tutte insieme con 1mq a testa, occuperebbero un area di 8200 kmq, un area grande circa 6 volte Roma, una volta e mezzo la provincia di Roma. Stiamo parlando dell'intera popolazione mondiale di 8.2 mld di persone.
Ci fossero anche 1 milione di piccoli satelliti in orbita bassa, non creerebbero nessun problema. Per avere una nube tale da coprire il sole dovresti avere decine di miliardi di questi piccoli satelliti.
Sono molto più pericolosi i detriti attuali causati dai vecchi satelliti dei quali non veniva considerato il deorbitamento controllato che 1 milione di piccoli satelliti sotto controllo.
mmorselli21 Maggio 2026, 02:06 #4
Originariamente inviato da: Personaggio
Ci fossero anche 1 milione di piccoli satelliti in orbita bassa, non creerebbero nessun problema.


Rompono solo un po' le balle ai telescopi terrestri. Toccherà farli sulla Luna.

Sono molto più pericolosi i detriti attuali causati dai vecchi satelliti dei quali non veniva considerato il deorbitamento controllato che 1 milione di piccoli satelliti sotto controllo.


Beh, non tutti deorbitano senza problemi, se alzi molto il numero anche una piccola probabilità diventa grande.

https://teslanorth.com/2025/03/01/h...ely-in-reentry/

On August 20, 2024, a 2.5 kg (5.5 lbs) piece of aluminum was found on a farm in Saskatchewan, Canada. SpaceX engineers confirmed that the debris came from a Starlink direct-to-cell satellite that had reentered after a Falcon 9 rocket issue.


2,5Kg è un bel tocco d'alluminio

Il rischio fa parte della vita, l'importante è che non sia inaccettabile. A volte cadono aerei che fanno danni a cose e persone che non erano a bordo, ma nessuno pensa di vietarli.
raxas21 Maggio 2026, 02:15 #5
Originariamente inviato da: Personaggio

quote

scherzavo, ma... non troppo riguardo all'oscuramento del cielo

ma c'è un problema, :
Originariamente inviato da: mmorselli
Rompono solo un po' le balle ai telescopi terrestri. ...

e non è poco, un pò, troppo, le balle, ai telescopi terrestri,
già da adesso,
e quando aumenteranno di numero il già poco troppo diventerà troppo...
tra osservazioni programmate di oggetti, non è che "guardino da un'altra parte", hanno anche un piano di osservazione che è fitto e programmato
non è come uno che ha il suo telescopio e dice, "mah, stasera guardo da un'altra parte"...
ci sono telescopi, che costano decine di miliardi, con piani di impiego da diverse università,
con una prenotazione di oggetti che riempiono un'orientamento fisso e irrimandabile di osservazioni

Toccherà farli sulla Luna.

quando sarà possibile, tra 120anni,
non è soluzione di adesso
e certo non si aspetterà di saturare le finestre di osservazione terrestre...

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