Sistemi di riconoscimento facciale: in Cina ingannati da una maschera

Sistemi di riconoscimento facciale: in Cina ingannati da una maschera

Una maschera 3D è stata sufficiente per ingannare alcuni sistemi di riconoscimento facciale pubblici in Cina. Un esperimento, comunque limitato, che è stato raccontato da The Verge

di pubblicata il , alle 14:41 nel canale Scienza e tecnologia
 

Le tecnologie di riconoscimento facciale che hanno trovato posto nei nostri smartphone si sono via via diffuse anche nella vita quotidiana, in alcuni Paesi più di altri. E' il caso della Cina, ad esempio, che fa un utilizzo abbastanza masiccio di queste tecnologie per consentire l'accesso a numerosi servizi, anche pubblici, ovviamente con il secondo fine di realizzare un tracciamento e una catalogazione quanto più capillare possibile dei suoi cittadini.

Tecnologie che però sono ancora acerbe, come è stato mostrato in un esperimento condotto da un società che si occupa di intelligenza artificiale, Kneron. La società ha condiviso un video con il sito web The Verge, chiedendo però di non renderlo pubblico.

The Verge pertanto racconta che nel video si vede un individuo che mette alla prova dapprima due terminali di pagamento AliPay e WeChat, indossando una maschera 3D che ritrae il suo stesso volto. Il sistema di riconoscimento facciale identifica la maschera come fosse un volto reale, autorizzando così i pagamenti.

Un secondo esperimento è invece stato condotto con i varchi di accesso di una stazione. Lo stesso individuo ha inserito il proprio documento nello scanner del tornello d'ingresso e, sempre indossando la maschera, si è poi rivolto in direzione della fotocamera per il riconoscimento facciale. Anche in questo caso la maschera è stata riconosciuta come volto reale, autorizzando l'accesso alla stazione.

Ovviamente, come sottolinea anche The Verge, gli esempi sono comunque limitati e il video non mostra se siano state effettuate altre prove e con quali esiti e nemmeno se siano stati utilizzati altri tipi di maschera. Inoltre è bene osservare che i sistemi che sono stati messi alla prova nel video non si basano unicamente sul riconoscimento del volto: nel caso dei terminali AliPay e WeChat è necessario inserire le cifre del proprio numero di telefono, mentre per i varchi d'accesso alla stazione è necessario usare anche il documento d'identità.

Nonostante le limitazioni, si tratta comunque di un episodio che evidenzia come queste tecnologie abbiano ancora bisogno di affinamento e sviluppo prima che le si possa credere così sicure e infallibili come spesso vengono promosse.

In passato qualcuno ha provato a mettere in crisi, riuscendoci, i sistemi di riconoscimento Face ID di Apple e le varie implementazioni in terminali Android. Ne avevamo parlato in queste news: Android: il riconoscimento facciale fallisce con una faccia stampata in 3D e Face ID crackato di nuovo con una maschera, dagli stessi ricercatori

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4 Commenti
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Cappej16 Dicembre 2019, 17:00 #1
Forse perché sono tutti uguali..

Prima di scatenare l'inferno è solo una battuta sulla battuta, nessuna forma razzismo poiché ai loro occhi anche noi siamo tutti uguali.

Fine
aqua8416 Dicembre 2019, 17:12 #2
Originariamente inviato da: Cappej
Forse perché sono tutti uguali..

Razzista!!!
Che ti hanno fatto quei poveri musi gialli??
Gnubbolo16 Dicembre 2019, 19:35 #3
I'm so Asian I was baptized inside a Honda Civic
dr-omega17 Dicembre 2019, 12:58 #4
Originariamente inviato da: Cappej
Forse perché sono tutti uguali..

Prima di scatenare l'inferno è solo una battuta sulla battuta, nessuna forma razzismo poiché ai loro occhi anche noi siamo tutti uguali.

Fine


Dannato politically correct, una volta si potevano fare tranquillamente innocue battute e ora per il mal di pancia di pochi stracciamaroni bisogna pure specificare che non si voleva offendere nessuno.

Che tristezza.

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