Silenzioso e a idrogeno: contro la Russia scende in campo il rinnovato drone ucraino Raybird
Il drone Raybird a propulsione ibrida a idrogeno di Skyeton è entrato in servizio operativo con le Forze Armate ucraine. Progettato per missioni di ricognizione a lungo raggio, si distingue per bassa rumorosità, firma termica ridotta e 12 ore di autonomia.
di Manolo De Agostini pubblicata il 19 Gennaio 2026, alle 09:21 nel canale Scienza e tecnologiaPer la prima volta un drone a propulsione ibrida basata su idrogeno è stato impiegato in missioni operative reali all'interno di una zona di guerra. L'annuncio arriva da Skyeton, azienda ucraina specializzata in sistemi UAV, che ha confermato l'impiego sul campo di una nuova variante del proprio Raybird da parte delle Forze di Difesa ucraine.
Il velivolo, entrato in servizio operativo dopo una fase di test interagenzia avviata a dicembre 2025, utilizza un'architettura ibrida nella quale una cella a combustibile a idrogeno genera energia elettrica per alimentare motori elettrici di propulsione. Non si tratta di un semplice aggiornamento del modello esistente: per integrare il nuovo sistema energetico, Skyeton ha riprogettato l'intera architettura del drone, ottimizzando la distribuzione dei pesi e lo spazio necessario per i serbatoi di idrogeno, più voluminosi rispetto ai combustibili tradizionali.

Dal punto di vista dimensionale e prestazionale, il Raybird a idrogeno rimane nella stessa classe del modello convenzionale. Il peso massimo al decollo è di circa 23 kg, con un'apertura alare fino a 4,7 metri e un carico utile che può raggiungere i 10 kg. La velocità di crociera si attesta intorno ai 110 km/h, mentre l'autonomia attuale è di circa 12 ore: un valore inferiore rispetto alle oltre 28 ore garantite dalla versione con motore a combustione interna, ma ritenuto sufficiente per le tipiche missioni di ricognizione profonda, che superano spesso le 10 ore di durata.
Il Raybird non è armato e nasce come piattaforma ISR (Intelligence, Surveillance and Reconnaissance). A bordo trovano posto radar e sensori avanzati per missioni di osservazione a lungo raggio. L'adozione della propulsione elettrica offre vantaggi tattici concreti: la rumorosità è sensibilmente ridotta rispetto a un motore a quattro tempi e la firma termica risulta quasi trascurabile, rendendo il drone più difficile da individuare. L'altitudine operativa raggiunge circa 5.500 metri.

Durante lo sviluppo del progetto, Skyeton ha dovuto affrontare alcune criticità tipiche delle tecnologie a idrogeno. Tra queste, la permeabilità del gas, risolta migliorando connessioni, gestione della pressione ed ergonomia per gli operatori, e la resilienza climatica. L'azienda dichiara che la versione ibrida mantiene la stessa capacità operativa del Raybird tradizionale in un ampio intervallo di temperature, da -35 °C a +55 °C, un requisito essenziale per l'impiego militare.
Un altro aspetto chiave riguarda la logistica. Il Raybird a idrogeno viene proposto come sistema autosufficiente, con due possibili modalità di rifornimento: l'uso di serbatoi intercambiabili pre-riempiti, simili a cartucce, oppure l'impiego di unità mobili compatte in grado di produrre idrogeno direttamente sul campo.

Secondo Roman Knyazhenko, CEO di Skyeton, il nuovo drone rappresenta il risultato concreto di due anni di test di laboratorio tradotti in una piattaforma pronta all'uso operativo. L'obiettivo è combinare l'affidabilità e la semplicità di manutenzione dei motori elettrici con l'autonomia estesa tipica degli UAV dell'azienda. Gli ingegneri stanno già lavorando a un ulteriore incremento dell'autonomia, con un target dichiarato di 20 ore di volo.
Attualmente il Raybird ibrido a idrogeno è in fase di codifica, passaggio necessario per consentirne una diffusione più ampia all'interno delle Forze Armate ucraine. L'esperienza maturata in combattimento potrebbe rappresentare un banco di prova rilevante anche per future applicazioni civili, dove efficienza energetica e riduzione dell'impatto ambientale stanno assumendo un ruolo sempre più centrale.










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33 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoC'è scritto, firma termica ridotta.
Il contrario
Solita storia italica si vuole spendere cifre esorbitanti in roba inutile e obsoleta prima ancora di entrare in servizio, così tanti soldi restano appiccicati alle mani di politici e faccendieri e poi bisogna buttarli via e ricomprare da capo qualcosa di utile.
Vale per la spesa militare, ma anche per un sacco di infrastrutture-patacca (vedi Mose o altra roba assurda)
Lanciare banane fredde ai russi
Solita storia italica si vuole spendere cifre esorbitanti in roba inutile e obsoleta prima ancora di entrare in servizio, così tanti soldi restano appiccicati alle mani di politici e faccendieri e poi bisogna buttarli via e ricomprare da capo qualcosa di utile.
Vale per la spesa militare, ma anche per un sacco di infrastrutture-patacca (vedi Mose o altra roba assurda)
Droni e carri armati sono due cose completamente diverse con compiti altrettanto diversi. Forse gli unici che possono venir sostituiti dai droni sono, in certi casi, gli elicotteri o altri aerei da esclusivo attacco al suolo.
l'italia è circondata dalle alpi. Spiegami a cosa ci servono i carri armati. Dobbiamo invadere la francia o l'austria? No, dobbiamo (forse, ma molto forse) difenderci da cyberattacchi e (forse forse forse talmente forse che è più vera la marmotta che impasta la cioccolata) da ipotetici attacchi missilistici.
Il resto per noi sono soldi buttati (in tasca ai soliti noti).
Il resto per noi sono soldi buttati (in tasca ai soliti noti).
Voglio vedere come fai con i droni a difendere una posizione, per non parlare della capacità di fuoco o della sopravvivenza in un territorio ostile o con forti contromisure elettroniche. E questa è solo una parte delle limitazioni dei droni.
L'esatto contrario, il motore a idrogeno ha autonomie più ridotte.
Inoltre nei velivoli ad elica il rumore percepito proviene principalmente dalla rotazione dell’elica, non dal motore a scoppio e quello rimane inalterato.
Così come rimane inalterata la traccia doppler.
Inoltre è molto più costoso, un motore a 2t tradizionale costa una frazione.
Senza contare la maggiore difficoltà nel trasportare idrogeno liquido fra le linee di fanteria rispetto ad alla benzina, devono necessariamente usare infatti serbatoi intercambiabili pre-riempiti.
Gli ucraini ed i russi lo fanno continuamente, i droni da fanteria con filo in fibra ottica sono immuni da ogni contromisura e possono coprire diversi km di distanza.
Possono trasportare piccole granate contro la fanteria o testate a carica cava e possono essere usati sia per l'attacco che per la difesa.
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