Sentite come 'suona' la ionosfera di Venere
La sonda solare Parker della NASA si è avvicinata così tanto a Venere da captare i segnali radio naturali emanati dalla ionosfera del pianeta. L'Agenzia Spaziale ha pubblicato un audio che ci permette di sentire come "suona" la ionosfera.
di Manolo De Agostini pubblicata il 06 Maggio 2021, alle 10:31 nel canale Scienza e tecnologiaNASA
Tutti gli occhi sono puntati su Marte grazie a Perseverance e Ingenuity, ma anche Venere può regalare emozioni. Un incontro ravvicinato tra il secondo pianeta più vicino al Sole e la sonda spaziale Parker Solar Probe, un po' imprevisto a dire la verità, ci fa sentire come "suona" la ionosfera del pianeta.
Al Johns Hopkins Applied Physics Laboratory di Laurel, nel Maryland, si aspettavano un avvicinamento, ma non un ingresso nella ionosfera. L'11 luglio dello scorso anno però, in occasione del terzo flyby della sonda a soli 833 km dalla superficie, ecco l'incontro che ha restituito quella che, a tutti gli effetti, è la prima misurazione diretta dell'atmosfera venusiana in quasi 30 anni.
Studiare Venere è interessante perché è un po' il gemello sfortunato della Terra: in entrambi i casi si tratta pianeti rocciosi, con dimensioni e struttura simili. A separarli il destino opposto, con Venere che è un mondo inospitale dove non c'è un campo magnetico e con temperature che possono sciogliere il piombo. Le sonde inviate sulla superficie finora sono sopravvissute solo un paio d'ore.
Nel suo passaggio nei pressi di Venere, Parker Solar Probe ha captato con lo strumento FIELDS un segnale radio naturale a bassa frequenza che si è rivelato essere legato all'attraversamento della sonda nella ionosfera. Glyn Collinson del Goddard Space Flight Center della NASA ha capito di cosa si trattasse perché il segnale era simile a quello registrato dall'orbiter Galileo della NASA ogni volta che attraversava le ionosfere delle lune di Giove.
Come la Terra, anche Venere ha uno strato di gas caricato elettricamente nella ionosfera. Questi gas carichi, o plasma, emettono naturalmente onde radio che possono essere rilevate da strumenti come FIELDS. Quando Collinson e il suo team hanno visto quel segnale, si sono resi conto che Parker Solar Probe aveva attraversato l'atmosfera superiore di Venere.
Tutto qui? No, il segnale si è rivelato importante per calcolare la densità della ionosfera. L'ultima misurazione diretta risale al Pioneer Venus Orbiter del 1992, quando il Sole era al massimo del suo ciclo solare (mediamente lungo 11 anni). Rilevazioni successive dalla Terra indicarono che l'ingresso della nostra stella in un periodo di calma, anche detto minimo solare, aveva cambiato la ionosfera di Venere, rendendola molto più sottile.

Foto del lato buio di Venere catturata dal Wide-Field Imager for Solar Probe (WISPR) della sonda a oltre 12.000 chilometri di distanza
I dati raccolti al passaggio della sonda Parker Solar Probe, avvenuto sei mesi dopo l'ultimo minimo solare, confermano che la ionosfera di Venere è molto più sottile rispetto alle precedenti misurazioni svolte durante il massimo solare. "Quando più missioni confermano lo stesso risultato, una dopo l'altra, ciò ti dà molta fiducia sul fatto che l'assottigliamento sia reale", ha affermato Robin Ramstad, coautore dello studio e ricercatore presso l'Università del Colorado a Boulder.
Comprendere il motivo per cui la ionosfera di Venere si assottiglia vicino al minimo solare è una parte del mistero che ancora avvolge il modo in cui Venere risponde al Sole. Quando tutti i pezzi del puzzle si completeranno, i ricercatori potranno appurare perché Venere, una volta così simile alla Terra, sia diventato il mondo di aria cocente e tossica che è oggi.
"Ad esempio", spiega la NASA, "la ionosfera di Venere è soggetta a perdite, il che significa che si verifica una fuga di gas energizzati nello spazio. La raccolta di dati su questo e altri cambiamenti nella ionosfera è fondamentale per capire come l'atmosfera di Venere si è evoluta nel tempo".










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