Scoperto un esopianeta simile alla Terra ricoperto di vulcani, si chiama LP 791-18 d
A 90 anni luce di distanza è stato scoperto un esopianeta simile alla nostra Terra ma ricoperto di vulcani attivi. Si chiama LP 791-18 d e potrebbe avere un'atmosfera e anche acqua liquida o ghiaccio sul lato notturno.
di Mattia Speroni pubblicata il 19 Maggio 2023, alle 14:47 nel canale Scienza e tecnologiaNASA
Grazie ai nuovi strumenti scientifici gli esopianeti sono più facilmente individuabili e gli scienziati ne stanno scoprendo un numero crescente con caratteristiche molto interessanti. Chiaramente la maggior attenzione è per quelli che sono più simili alla Terra (perché potenzialmente abitabili e abitati) ma anche gli altri, con caratteristiche diverse, possono riservare molte sorprese. L'ultimo esopianeta scoperto si chiama LP 791-18 d grazie ai dati ottenuti dai telescopi spaziali TESS e Spitzer (quest'ultimo attualmente non più operativo).

Le sue caratteristiche lo portano a essere assimilabile alla Terra per alcuni aspetti come dimensione e il fatto che sia di tipo roccioso, ma la sua superficie non è così adatta allo sviluppo della vita. In particolare si tratterebbe di un corpo celeste ricoperto di vulcani che potrebbe comunque portare a farlo diventare qualcosa di simile a Venere ma anche alla stessa Terra se la sua attività dovesse ridursi nel corso di milioni di anni. Questo è quello che sappiamo.

L'esopianeta LP 791-18 d e le sue caratteristiche
Secondo quanto riportato nello studio A temperate Earth-sized planet with tidal heating transiting an M6 star, questo pianeta avrebbe una superficie particolarmente attiva (simile alla luna gioviana Io, quindi più attivo anche della Terra). Come per altri corpi celesti, l'esopianeta LP 791-18 d è bloccato marealmente mostrando sempre la stessa faccia alla stella intorno alla quale orbita.

Questo significa che il lato esposto alla stella (una nana rossa) è probabilmente molto caldo e difficilmente presenterà acqua liquida in superficie. L'attività vulcanica potrebbe però immetterne nell'atmosfera sotto forma di vapore acqueo che poi si potrebbe condensare nel lato notturno. LP 791-18 d si trova a circa 90 anni luce di distanza nella costellazione del Cratere. Le sue dimensioni sarebbero solo leggermente superiori a quelle della Terra così come la sua massa.
Nello stesso sistema dell'esopianeta LP 791-18 d si trovano anche altri due pianeti. Uno è LP 791-18 b che è il 20% più grande della Terra mentre LP 791-18 c è 2,5 volte la Terra ma con una massa circa sette volte maggiore. Proprio il pianeta "c" orbita in alcuni frangenti molto vicino a "d" attraendolo gravitazionalmente e modificando la sua orbita da una circolare a una più ellittica.

Unita all'attrazione della stella, questo genere di alterazioni potrebbe creare modifiche interne che spiegherebbero l'intensa attività vulcanica di LP 791-18 d (in maniera similare a quanto avviene su Io). Proprio l'attività vulcanica potrebbe permettere la creazione di composti a base di carbonio che potrebbero essere alla base della costruzione di molecole fondamentali per la vita. In futuro ci saranno nuove osservazioni con il JWST che consentiranno di caratterizzarlo al meglio e scoprire se effettivamente è presente un'atmosfera.









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8 Commenti
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come si può perdere tempo nel supporre che ci possa essere un ambiente STABILE PER LA VITA, intesa con acqua liquida, in pianeti bloccati marealmente?
infatti da un lato c'è un caldo costante, dall'altro un lato freddo,
tutto questo a parte l'attività vulcanica, intesa ANCHE come emanatrice di gas che alterano l'atmosfera...
se esiste un'atmosfera favorevole alla vita verrà riscaldata da una parte e al terminatore del pianeta si scontrerà con quella fredda, provocando delle risulte di perturbazioni per nulla tranquille
per cui la possibilità di una mitigazione tra le temperature ai confini dei due lati bloccati potrebbe svanire in un turbine atmosferico...
che ipotesi di un ambiente invece favorevole, sul filo di un limite troppo esile invece ci potrebbero essere?
penso che qui è importante la temperatura del lato esposto, e di quello in ombra, un range tale che sia il più favorevole possibile... ma quale?
e in questo influisce anche il tipo di superficie, rocciosa, liquida o un misto, quale?
come dovrebbe essere la situazione più favorevole possibile?
In estrema sintesi direi che ne sappiamo davvero troppo poco per poterlo escludere a prescindere, intanto c'è chi suppone che fra i due emisferi possa comunque esserci una zona temperata in cui la vita come la conosciamo potrebbe proliferare, ma anche per esempio nell'emisfero al buio potrebbero esserci delle zone temperate grazie all'attività vulcanica, oppure nella zona esposta alla luce potrebbero esserci dei laghi sotterranei dove la vita prolifera..
Per ora abbiamo un solo modello di vita che possiamo studiare, cioè quello presente sulla Terra e quindi tutto quello che possiamo fare è cercare luoghi che abbiano condizioni simli alla Terra, che poi ad essere pignoli non è che sappiamo con esattezza quali siano le condizioni che hanno fatto scoccare la scintilla della vita sulla terra, anzi ad essere ancora più pignoli non siamo nemmeno sicuri che la scintilla della vita sia scoccata sul nostro pianeta e non altrove...
Per quanto riguarda la ricerca di vita extraterrestre io sono pienamente convinto che stiamo guardando lontano ma ne abbiamo esempi vicino a noi, così vicini che è necessario semplicemente indagare più a fondo con gli strumenti che già abbiamo ...
Tanto per dirne una si pensi a Titano il satellite di Saturno, esso è un gemello della Terra e potrebbe nascondere forme di vita simili a quelle terrestri ma fondamentalmente diverse perché basate sul metano liquido e non sull'acqua (Titano ha come la terra mari di metano liquido), anche altre lune satelliti dei supergiganti gassosi potrebbero rivelarci forme di vita fino ad ora impensabili soprattutto i satelliti maggiori di Giove, di fatto Giove è una stella mancata che insieme ai suo molteplici satelliti è un esempio palese di un mini sistema solare, del resto l'idea anti geocentrica di Galileo Galilei è nata proprio dall'osservazione del sistema Giove con tutta la sua coorte di satelliti ...
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