Salvare le api con l'AI e la robotica: l'alveare intelligente arriva dagli Stati Uniti
Negli USA, la startup Beewise ha introdotto l’alveare robotico BeeHome, dotato di intelligenza artificiale e bracci robotici, per combattere il crollo delle colonie di api e garantire la sopravvivenza dei principali impollinatori delle coltivazioni agricole
di Andrea Bai pubblicata il 02 Luglio 2025, alle 15:41 nel canale Scienza e tecnologiaIl lavoro delle api, indaffarate ad impollinare fiori e a produrre miele, rievoca alla mente immagini bucoliche e certamente lontane dagli scenari più affini alle nostre pagine, fatti di datacenter e fonderie di silicio. C'è però una realtà statunitense, Beewise, che sta applicando robotica e intelligenza artificiale proprio al mondo delle api realizzando alveari decisamente futuristici.
BeeHome, questo il nome dell'alveare, è di fatto un'evoluzione industriale di un alveare tradizionale: ha una struttura in metallo bianco, rivestita da pannello solari, e racchiude all'interno un particolare scanner e un braccio robotico. Beewise ne ha installati 300 mila in tutti gli Stati Uniti, all'interno di colture che hanno bisogno proprio del lavoro di questi insetti per poter prosperare.
La priorità di BeeWise è stata quella di realizzare soluzioni che aiutino a preservare le colonie di api, utilizzando un sistema di monitoraggio che non sarebbe possibile con i sistemi tradizionali. Saar Safra, CEO e co-fondatore di Beewise, è convinto che l’IA e la robotica possono sostituire il 90% delle attività svolte dall’apicoltore sul campo.
BeeHome offre un flusso continuo di dati in tempo reale sullo stato della colonia e consente di intervenire tempestivamente in caso di problemi. Le telecamere e gli scanner presenti scattano continuamente immagini dei telai interni dell'alveare, che vengono analizzate dall'IA. Ogni telaio può contenere fino a 6 mila cellette, e un alvear e BeeHome è in grado di ospitare fino a 10 arnie. Ciò significa migliaia di dati per le analisi automatiche che vengono effettuate in tempo reale. Nel momento in cui qualche dato devia dalla sua condizione di normalità, l'apicoltore può essere avvisato tempestivamente e altrettanto tempestivamente può intervenire da remoto ad esempio somministrando nutrienti, debellando parassiti o minacce, regolando la ventilazione o chiudendo gli sportelli dell'alveare per proteggere le api da temperature estreme o da eventuali diffusioni di pesticidi.
La possibilità di intervenire da remoto è fondamentale, in quanto gli apicoltori potrebbero dover impiegare troppo tempo per giungere fisicamente al luogo dell'alveare, quando ormai è troppo tardi per intervenire. Gli alveari BeeHome hanno inoltre mostrato una particolare resistenza anche a seguito di eventi atmosferici violenti, restando operativi in situazioni in cui alveari e arnie tradizionali sono andate distrutte. I dati che cita la società, da considerare quindi con le opportune cautele, sono di una perdita di colonie dell'8% circa rispetto ad una media nazionale che negli USA è superiore al 40%.
Il nodo resta la disponibilità degli apicoltori a sostituire strumenti collaudati da quasi due secoli, come l’arnia Langstroth, inventata nel 1852 e ancora oggi standard del settore. E probabilmente la resistenza degli apicoltori nasce anche da considerazioni prettamente pratiche: chiunque abbia avuto a che fare con un alveare, anche solo incidentalmente, conosce molto bene l'abilità delle piccole api di sigillare e incollare ogni elemento all’interno dell’alveare. Talvolta i singoli telai risultano incollati tra loro, e di difficile separazione, e da qui le possibili perplessità degli apicoltori sull'eventualità che questo genere di problemi possa interessare anche le strutture di BeeHome come il braccio robotico o le telecamere. Se da un lato, quindi, c'è il vantaggio della tempestività d'intervento, anche da remoto, dall'altro potrebbero esistere inconvenienti tali da richiedere una più laboriosa attività di manutenzione.
Preservare le api è fondamentale per la sopravvivenza degli ecosistemi e la sicurezza alimentare mondiale. Questi insetti garantiscono circa il 70% dell’impollinazione delle specie vegetali e il 35% della produzione globale di cibo, favorendo la biodiversità e la riproduzione di piante selvatiche e coltivate. Senza le api, molte colture e alimenti essenziali scomparirebbero, mettendo a rischio l’equilibrio naturale e la nostra stessa esistenza, come ricordato dalla citazione "Se l’ape scomparisse dalla faccia della Terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita" attribuita, ma senza conferme, ad Albert Einstein.










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