Rocket Lab, il prossimo lancio è una prova generale per il recupero del razzo Electron

Rocket Lab, il prossimo lancio è una prova generale per il recupero del razzo Electron

A metà novembre Rocket Lab testerà il rientro del razzo Electron e alcune fasi che dovrebbero consentirne il recupero e il riutilizzo. L'azienda testerà tutto, salvo l'ultimo passaggio: il recupero in aria del razzo tramite un elicottero.

di pubblicata il , alle 15:41 nel canale Scienza e tecnologia
 

Rocket Lab ha annunciato che il prossimo lancio spaziale che si terrà a metà novembre sarà una "prova generale" di tutti i passaggi necessari per recuperare uno dei suoi razzi, eccezion fatta per l'ultima fase che contempla il salvataggio del razzo prima che colpisca l'oceano. Questo test dovrebbe consentire a Rocket Lab di salvare un razzo in modo che possa essere riusato in una missione successiva.

L'obiettivo di Rocket Lab è simile a quello di SpaceX, che recupera e riutilizza il primo stadio dei suoi razzi: nel caso specifico l'azienda neozelandese vuole riutilizzare il suo lanciatore leggero, chiamato Electron, basato su motori Rutherford con turbopompa alimentata da batterie ai polimeri di litio. A differenza dei razzi Falcon 9 di SpaceX, che atterrano su una piattaforma o una chiatta nell'oceano, la modalità con cui Rocket Lab intende salvare il razzo è totalmente diversa.

Dopo che il razzo Electron ha terminato il suo scopo principale, ossia portare il suo carico nello Spazio, si gira e ritorna in modo controllato nell'atmosfera. Rocket Lab ha paragonato il processo all'attraversamento di un "muro", in quanto il razzo subisce un intenso riscaldamento e un accumulo di gas e plasma che può facilmente distruggere l'elettronica di bordo.

Nel caso Electron riesca a passare indenne tale fase, apre un paracadute pilota e un paracadute principale per rallentare la propria corsa: a quel punto entra in gioco un elicottero che afferra il paracadute, salvando il razzo a mezz'aria prima tocchi l'oceano. Quest'ultimo passaggio non sarà testato nel prossimo lancio, ma tutti i passi precedenti sì.

Rocket Lab prevede che il razzo Electron rallenti da otto volte la velocità del suono a soli 10 metri al secondo e poi, dopo l'ammaraggio controllato, si passerà al recupero per un'attenta ispezione. Il nuovo test è il più completo fatto finora: Electron è tornato due volte in modo controllato nell'atmosfera, senza subire danni. I due razzi però si sono schiantati nell'oceano e questo ha complicato le operazioni di ispezione.

Rocket Lab ha inoltre "catturato al volo" un finto razzo con uno dei suoi elicotteri, facendolo cadere da un'altitudine elevata, ma al momento non si è mai tentata la manovra con un razzo che effettivamente rientrava dallo Spazio. L'azienda prevede di svolgere alcuni di lanci con paracadute prima di introdurre il recupero con gli elicotteri.

Oltra a salvare i razzi, in modo da contenere i costi, l'obiettivo di Rocket Lab è quello di accelerare le tempistiche da un lancio all'altro. L'azienda, a differenza di SpaceX, si concentra sull'invio di piccoli satelliti in orbita attorno alla Terra, con costi a partire da circa 7,5 milioni di dollari per missione.

0 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - info

Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".

La discussione è consultabile anche qui, sul forum.
 
^