Rocket Lab e la missione Victus Haze per la Space Force: dall'ordine al decollo in meno di 20 ore in vista di future minacce

Rocket Lab e la missione Victus Haze per la Space Force: dall'ordine al decollo in meno di 20 ore in vista di future minacce

Negli scorsi giorni Rocket Lab e la Space Force hanno lanciato la missione Victus Haze pensata per essere un test di risposta a minacce spaziali da parte di stati nemici. Dall'ordine al decollo del razzo spaziale in meno di 20 ore.

di pubblicata il , alle 20:28 nel canale Scienza e tecnologia
Rocket LabSpace Force
 

Lo Spazio è fonte di importanti novità dal punto di vista scientifico, ma dal lancio dei primi satelliti artificiali è stato chiaro come potesse essere anche un luogo dove gli stati si sarebbero potuti "scontrare". Nel corso del tempo sono state lanciate diverse tipologie di satelliti militari, da quelli per il monitoraggio fino a missioni pensate per permettere il danneggiamento di veicoli di potenze nemiche. Una delle ultime novità riguarda la missione Victus Haze realizzata da Rocket Lab per conto della Space Force.

Questa missione è stata voluta dallo Space Systems Command della Space Force statunitense all'interno del programma Space Safari, in collaborazione con la Defense Innovation Unit (DIU). Lo scopo, come per altre missioni di questa tipologia, è quella di dimostrare come fornitori di servizi di lancio possano rispondere a un'esigenza del Dipartimento della Guerra (DoW) con pochissimo preavviso e breve tempo così da permettere l'individuazione di minacce spaziali da parte di stati ostili.

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Rocket Lab e la missione Victus Haze

In particolare la missione Victus Haze è stata lanciata alle 11:19 del 19 giugno (ora italiana) dal Launch Complex 1 della società in Nuova Zelanda sfruttando il razzo spaziale leggero Electron. Il lancio è avvenuto solo 16 ore e 42 minuti dopo la ricezione dell'ordine da parte della Space Force, battendo di oltre 10 ore il record precedente stabilito dalla missione Victus Nox.

Il carico utile del vettore è chiamato Victus Haze Puma o più semplicemente PUMA realizzato sempre da Rocket Lab. Si tratta di un veicolo spaziale basato su bus Pioneer e pensato per svolgere operazioni di rendezvous e prossimità di altri veicoli spaziali. Questo consentirebbe alla Space Force di raccogliere informazioni su satelliti militari ostili e di prevedere contromisure efficaci.

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Trattandosi di un test, l'obiettivo scelto è stato un satellite "bersaglio" amico chiamato Jackal e realizzato da True Anomaly (lanciato in precedenza). Come spiegato dalla società "il satellite Pioneer di Rocket Lab sta attualmente conducendo operazioni di rendezvous e prossimità (RPO) in orbita terrestre bassa, simulando uno scenario di risposta rapida a una minaccia in prossimità di un satellite non collaborativo. Con lo Spazio che rappresenta un dominio sempre più conteso, la capacità di lanciare rapidamente un satellite, inseguire un oggetto nello Spazio, fotografarlo e monitorarne il comportamento in tempo reale, fornisce agli Stati Uniti e ai loro alleati la capacità di consapevolezza del dominio spaziale e le informazioni vitali necessarie per mantenere la superiorità statunitense nello Spazio".

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Sempre stando a quanto riportato da Rocket Lab, il team dedicato al calcolo della traiettoria, una volta conosciuto il bersaglio, ha impiegato 4 ore per impostare le informazioni, aggiornare il software e coordinare le stazioni di terra. In totale sono state impiegate 37 ore e 36 minuti per rendere operativo il satellite ed eseguire la prima manovra orbitale, riuscendo così a restare ampiamente entro il termine di 72 ore per queste operazioni.

Il 23 giugno il satellite Victus Haze Puma è arrivato a 100 km dal bersaglio mentre il 25 giugno il satellite Jackal (bersaglio) ha eseguito una manovra evasiva. Questo genere di operazioni simula un vero e proprio scenario di minaccia spaziale che potrebbe essere impiegato in futuro per missioni vere e proprie. Nei prossimi giorni ci potrebbero essere ulteriori manovre orbitali per proseguire la raccolta di dati utili.

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