Rocket Lab, dopo Return to Sender, pensa ai lanci del 2021

Rocket Lab, dopo Return to Sender, pensa ai lanci del 2021

Rocket Lab ha concluso con successo la missione sperimentale Return to Sender che ha portato in orbita diversi satelliti di piccole dimensioni mentre il primo stadio del razzo Electron è riuscito ad arrivare fino all'oceano intatto.

di pubblicata il , alle 15:31 nel canale Scienza e tecnologia
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La missione Return to Sender di Rocket Lab è stato un successo! Si trattava di una missione sperimentale per capire la possibilità di riutilizzo del primo stadio del razzo Electron così da ridurre il costo dei lanci. Grazie all'ultimo rapporto reso disponibile, sappiamo che i risultati hanno superato le aspettative.

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Rocket Lab si lancia nel mercato dei razzi riutilizzabili

Ricordiamo che per questa missione, il primo stadio del razzo Electron è rientrato da 80 km di quota finendo nell'oceano frenato da un paracadute. Questo però non dovrebbe accadere nelle missioni non di prova, dove dopo l'apertura del paracadute, il primo stadio dovrebbe essere catturato "al volo" da un elicottero. Non si tratta di una novità in senso assoluto, già in passato era stato impiegato questo sistema, ma mai con razzi di queste dimensioni (18 x 1,2 metri).

In questo modo Rocket Lab potrebbe evitare il contatto con l'acqua salata del mare riducendo i possibili problemi nel riutilizzo futuro. Per via della struttura del razzo e delle sue dimensioni, non è possibile realizzare quanto fatto da SpaceX con i suoi Falcon. La società ha quindi dovuto pensare a un approccio diverso. C'è anche da considerare che, come raccontato, il razzo ha subito temperature di oltre 2400°C e una velocità in caduta di 2350 m/s che potenzialmente lo avrebbero potuto distruggere. Tanto che questa fase di rientro viene chiamata "il muro (The Wall)" dagli addetti ai lavori.

Nel rapporto della missione Return to Sender si legge anche che "lo stadio del razzo ha tenuto benissimo, non male dopo aver sperimentato il viaggio nello Spazio e ritorno in soli 13 minuti. La struttura in materiale composito in carbonio era completamente intatta. Come previsto, il materiale isolante alla base dello stadio ha subito dei danni da calore durante il rientro. Non è mai stato progettato per questo tipo di utilizzo, ma prima di rafforzare lo scudo termico volevamo vedere quanto calore poteva sopportare senza modifiche. Con una grande quantità di dati su questo punto ora, il nostro team ha già iniziato a lavorare su aggiornamenti per future missioni di recupero".

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Ora si guarda ai prossimi lanci. In particolare all'inizio del 2021 verrà lanciata un'altra missione simile a Return to Sender. Questo significa che anche questa volta non ci sarà il recupero con l'elicottero del primo stadio che invece toccherà la superficie dell'oceano. Se questa missione avrà successo, come la prima, allora si passerà al prossimo livello con un potenziale recupero con elicottero.

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