Rilasciato il video del rientro della navicella spaziale Orion Integrity della missione Artemis II
Nelle scorse ore l'Agenzia Spaziale Canadese (CSA) ha rilasciato il video del rientro della navicella spaziale Orion Integrity della missione Artemis II dal punto di vista degli astronauti mostrando le loro reazioni a questo momento critico.
di Mattia Speroni pubblicata il 10 Maggio 2026, alle 11:47 nel canale Scienza e tecnologiaNASAESAArtemis
La missione Artemis II si è conclusa l'11 aprile con un ammaraggio nell'Oceano Pacifico al largo delle coste della California dopo una partenza il 2 aprile. Si è trattata della prima missione del nuovo programma di esplorazione lunare con un equipaggio e la prima missione con degli esseri umani a bordo ad aver superato l'orbita bassa terrestre dalla fine del programma Apollo negli anni '70. Ora la NASA sta raccogliendo e analizzando tutti i dati utili per prepararsi prima al lancio di Artemis III nel 2027 e poi ad Artemis IV (programmata per inizio 2028 ma che potrebbe essere posticipata a non prima di metà 2028).
Grazie all'Agenzia Spaziale Canadese (CSA) possiamo vedere uno dei momenti più critici della missione Artemis II: il rientro della capsula Orion Integrity nell'atmosfera terrestre dal punto di vista degli astronauti. Anche durante la missione Artemis I era stato rilasciato un video simile, ma questa volta all'interno della navicella spaziale erano presenti quattro astronauti.

Ora che sappiamo che tutto è andato per il meglio, con gli astronauti Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch (della NASA) e Jeremy Hansen (della CSA) che sono rientrati sani e salvi e senza problemi evidenti dalla loro missione di alcuni giorni vicino alla Luna, le agenzie coinvolte stanno rilasciando moltissimo materiale per tutti gli appassionati, comprese oltre 12 mila fotografie scattate proprio dall'equipaggio quando si trovava nello Spazio.
Il video rilasciato dalla CSA mostra la capsula Orion Integrity della missione Artemis II nella fase di blackout delle comunicazioni dovuto al plasma che avvolge la struttura e che non permette lo scambio di dati. Questo genere di video viene quindi salvato in locale per poi essere scaricato e diffuso successivamente, anche considerando il termine positivo delle operazioni e della salute degli astronauti.

Nel breve filmato è possibile vedere sia una parte della vista del finestrino della navicella, dove la Terra è ormai distante pochi chilometri, ma anche l'equipaggio e la loro reazione a questo momento adrenalinico. Nel video si può notare Rise (l'indicatore di assenza di peso, zero gravity indicator o ZGI) agganciato a una delle console di comando.
The view from inside Integrity as recovery forces pop open the hatch…watching the helicopter pass over their shoulders and hearing all the joy, it was as good as it gets. pic.twitter.com/oQTe1niH6h
— Reid Wiseman (@astro_reid) May 8, 2026
I quattro astronauti, a differenza di capsule come Crew Dragon, non sono disposti uno a fianco all'altro, ma su due file e quindi mentre si può notare il viso di uno dei membri sono visibili nella zona superiore gli scarponi di un altro. Il filmato mostra anche il momento dell'apertura dei paracadute e il senso di soddisfazione per il completamento della missione e il rientro a casa. L'astronauta statunitense Reid Wiseman (comandante di questa missione) ha anche rilasciato un video che mostra il momento dell'apertura del portello da parte delle squadre di recupero dopo l'ammaraggio rendendo la fine della missione Artemis II ancora più emozionante.










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6 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoE perché durante l'ammaraggio non si vede la produzione di vapore dovuto al contatto della navicella bollente con l'acqua?
AVCOAT
[COLOR="White"]https://it.wikipedia.org/wiki/AVCOAT[/COLOR]
una resina "epossidica a nido d'ape" che si consuma (scudo ablativo)
già dall'era Apollo
io non ho mai visto filmati con vapore al contatto con l'acqua del mare...
magari durante le ultime fasi, quelle dove la velocità è rallentata da una serie di paracadute, le caratteristiche di quel materiale, lo raffreddano subito, diversamente da uno scudo in titanio, [S]che mi pare abbiano le Soyuz[/S]...
EDIT, EHM, NO[/COLOR]
https://www.google.com/search?q=soyuz+scudo+termico&newwindow=1&sca_esv=b38e11246799189c&ei=J_8BarOYKo787_UPzcnu2AQ&biw=1749&bih=823&ved=0ahUKEwjzx-28z7GUAxUO_rsIHc2kG0sQ4dUDCBE&uact=5&oq=soyuz+scudo+termico&gs_lp=Egxnd3Mtd2l6LXNlcnAiE3NveXV6IHNjdWRvIHRlcm1pY28yBRAAGO8FMgUQABjvBTIIEAAYiQUYogQyBRAAGO8FSIp5UOsIWIhzcAF4AZABAJgBgiGgAdKSAaoBAzktNrgBA8gBAPgBAZgCAqACnRPCAgoQABhHGNYEGLADmAMAiAYBkAYIkgcFMS44LTGgB8wfsgcDOC0xuAeVE8IHBTAuMS4xyAcHgAgB&sclient=gws-wiz-serp"][COLOR="White"]soyuz scudo termico[/COLOR][/URL]
E perché durante l'ammaraggio non si vede la produzione di vapore dovuto al contatto della navicella bollente con l'acqua?
Il motivo è semplice: quando rientra in atmosfera inizialmente la velocità è folle, svariati "chilometri al secondo". E' in quel momento che l'impatto con l'atmosfera è tale da produrre plasma incandescente, ma man mano che la navicella scende diventa sempre più lenta e lo scambio termico velocissimo con l'aria raffredda lo scudo, che di fatto diventa freddo.
Il materiale di cui è composto lo scudo assorbe quantità enormi di calore disperdendolo ai lati, consumandosi come un grosso marshmellow, ma che brucia e disperde materiale molto lentamente.
https://phys.org/news/2026-04-artemis-ii-crew-3000c-reentry.html
Non sono un esperto di materiali, ma ne esistono di veramente eccezionali, come quello che compone lo scudo del Parker Solar Orbiter, dacci un occhi: questo però non è fatto per consumarsi!
https://phys.org/news/2018-08-parker-solar-probe.html
secondo me è proprio la caratteristica della struttura "a nido d'ape" a permettere lo scambio del calore...
piccolissimi canali
(si trova un video mi pare da un thread qui sul forum, di come venga fatto quello scudo, ablativo, con delle siringhe a pompa, larghe 2-3mm che riempiono la struttura, cella per cella, che non trovo come sia fatta, con la "resina epossidica"
che quando lo scudo scende la struttura viene abrasa con i piccoli canali che fanno da sfiatatoio... più o meno
non si tratta di un corpo unico, ad esempio uno scudo in titanio (esempio), spesso, che riscaldandosi avrebbe difficoltà a dissipare il calore OLTRE CHE LO TRASMETTEREREBBE al resto della navicella,
MA evidentemente studi già negli anni '60 hanno permesso di scegliere un materiale con [U]altre caratteristiche struttural[/U]i che permettono la dissipazione
se non è come dico, o un pò diversamente, vorrei saperlo.
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