OSIRIS-REx ce l'ha fatta: la sonda ha 'toccato' l'asteroide Bennu e ha raccolto campioni

OSIRIS-REx ce l'ha fatta: la sonda ha 'toccato' l'asteroide Bennu e ha raccolto campioni

La sonda OSIRIS-REx ha toccato con successo l'asteroide Bennu a circa 330 milioni di distanza dalla Terra con l'obiettivo di raccogliere campioni che saranno riportati sul nostro Pianeta nel 2023 per essere studiati e analizzati.

di pubblicata il , alle 08:55 nel canale Scienza e tecnologia
 

OSIRIS-REx ha centrato l'obiettivo: la sonda inviata dalla NASA per collezionare polveri e campioni dall'asteroide Bennu ha dispiegato senza problemi il suo braccio robotico e, per la prima volta in assoluto, ha toccato brevemente un corpo celeste, raccogliendo del prezioso materiale dalla superficie che sarà inviato sul nostro Pianeta nel 2023 (il 24 settembre) per essere analizzato. OSIRIS-Rex era partita da Cape Canaveral l'8 settembre 2016 e ha incrociato il solitario Bennu il 3 dicembre 2018, per iniziare a orbitarvi attorno il 31 dicembre 2018.

Benne è un asteroide che si trova attualmente a 321 milioni di chilometri dalla Terra e secondo gli scienziati è così antico che ci offre una "finestra sul sistema solare primordiale", quando l'Universo che conosciamo stava iniziando prendere forma spargendo "ingredienti" essenziali per creare la vita. Se la "toccata e fuga" di OSIRIS-Rex su Bennu, nota più precisamente come "Touch-And-Go" (TAG), ha raccolto sufficiente materiale, la sonda inizierà il suo viaggio di ritorno nel marzo 2021. In caso contrario ci sarà un nuovo tentativo di ottenere i campioni necessari il 12 gennaio.

Il "contatto"

Alla 19:50 di ieri ora italiana, OSIRIS-REx ha acceso i suoi propulsori per spostarsi fuori dall'orbita di Bennu. Ha poi esteso il suo braccio lungo di 3,35 metri, chiamato "Touch-And-Go Sample Acquisition Mechanism" (TAGSAM), e ha iniziato la sua discesa di 805 metri verso la superficie. Dopo quattro ore, a un'altitudine di circa 125 metri, la sonda ha eseguito una manovra in due parti per arrivare precisamente al sito di raccolta dei campioni, noto come "Nightingale".

Dieci minuti dopo, la sonda ha acceso i propulsori per avvicinarsi lentamente e adeguarsi alla rotazione dell'asteroide. Per fare ciò ha costeggiato per 11 minuti un masso delle dimensioni di un palazzo di due piani soprannominato "Mount Doom", atterrando in un punto chiaro all'interno di un cratere nell'emisfero settentrionale di Bennu. Il sito Nightingale, secondo la NASA, è uno dei pochi punti relativamente chiari (quindi favorevoli alla raccolta di polvere e campioni) su un asteroide ricoperto di massi.

I dati inviati dalla telemetria dicono che l'evento TAG è avvenuto con successo (e in modo autonomo, con istruzioni pre-programmate dagli ingegneri sulla Terra), ma servirà circa una settimana per capire se OSIRIS-REx ha raccolto la quantità di campioni richiesta: almeno 60 grammi. I dati in tempo reale dicono che il braccio è entrato in contatto con la superficie e "sparato" dell'azoto per sollevare polvere e campioni sulla superficie di Bennu, alcuni dei quali dovrebbero essere stati catturati. Poco dopo l'operazione il veicolo spaziale si è allontanato in sicurezza da Bennu.

"La manovra TAG di oggi è storica", ha detto Lori Glaze, direttore della Planetary Science Division della sede NASA di Washington. "Il fatto che abbiamo toccato in sicurezza e con successo la superficie di Bennu, oltre a tutte le altre pietre miliari che questa missione ha già raggiunto, è una testimonianza del fervido spirito di esplorazione che continua a scoprire i segreti del sistema solare".

È andato tutto bene? C'è un piano B

Per capire se OSIRIS-REx ha raccolto la giusta quantità di campioni gli ingegneri della NASA useranno diverse tecniche, in modo da poter fare stime il più accurate possibili a distanza. Per prima cosa, confronteranno le immagini del sito Nightingale prima e dopo l'evento, per vedere quanto materiale in superficie si è spostato. In seguito, il team scatterà una foto della testa del braccio TAGSAM, dove dovrebbero essere stipati i campioni, con una fotocamera chiamata SamCam, dedicata alla documentazione del processo di raccolta. Un'indicazione indiretta sarà la quantità di polvere trovata intorno alla testa. Gli ingegneri di OSIRIS-REx tenteranno anche di scattare foto che potrebbero, a patto di avere le giuste condizioni di illuminazione, mostrare l'interno della testa.

Un paio di giorni dopo l'analisi delle immagini scattate dalla SamCam, il veicolo spaziale tenterà ancora un altro metodo per misurare la massa del campione raccolto, in modo da determinare il cambiamento nel "momento di inerzia" della sonda, ossia come la massa è distribuita e come influisce sulla rotazione del corpo attorno a un asse centrale. Questa manovra comporterà l'estensione del braccio TAGSAM verso il lato del veicolo e la rotazione lenta dello stesso attorno a un asse perpendicolare al braccio. "Questa tecnica", spiega la NASA, "è analoga a una persona che gira con un braccio esteso mentre tiene una corda con una palla all'estremità. La persona può percepire la massa della palla dalla tensione nella corda. Eseguendo questa manovra prima dell'evento TAG e in seguito gli ingegneri possono misurare la variazione della massa della testa come risultato del campione all'interno".

Se tutte le analisi e prove dimostreranno che il campione è valido, la NASA si dirà soddisfatta e inizierà a pensare al ritorno di OSIRIS-REx sulla Terra. Una decisione sarà presa il 30 ottobre. Come detto, qualora l'operazione non avesse convinto totalmente, ci si riproverà a gennaio 2021, puntando a un altro sito di raccolta chiamato Osprey, un altro spazio relativamente privo di rocce in un cratere vicino all'equatore di Bennu.

4 Commenti
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jepessen21 Ottobre 2020, 09:02 #1
Qui si deve solamente alzarsi ed applaudire a tanto ingegno!!
Bluknigth21 Ottobre 2020, 09:18 #2
Tuttavia si è grattata solo la superficie...

Peraltro sarà contaminata da altri corpi che l’avranno colpita nel suo lungo girovagare.

Però chissà cosa nasconde al suo interno.

Il massimo sarebbe stato un atterraggio è una trivellazione a qualche metro di profondità, ma forse oggi è oltre le nostre capacità.

Ma intanto un passo avanti è stato fatto.

Però a vedere con che velocità si evolve la tecnologia sulla terra in confronto ai progressi aerospaziali, sembra davvero che nello spazio il tempo scorra più lentamente.
È una battuta...
jepessen21 Ottobre 2020, 10:28 #3
Originariamente inviato da: Bluknigth
Però a vedere con che velocità si evolve la tecnologia sulla terra in confronto ai progressi aerospaziali, sembra davvero che nello spazio il tempo scorra più lentamente.
È una battuta...


Non scorre piu' lentamente. Vanno con i piedi di piombo.. Occorre tecnologia ultra-super collaudata, conosciuta, testata e di cui si conoscono tutti i segreti. Non sono telefonini che se li rompi ne compri uno nuovo, specialmente nello spazio profondo...

C'era un articolo su Le Scienze di qualche tempo fa dove visitavano un hangar dove costruivano i razzi, un giornalista ha chiesto ad un responsabile perche' ci sono tutte quelle valvole nei macchinari invece di utilizzare roba piu' moderna e pratica, e il responsabile ha risposto "Scherziamo? Dopo tutto il tempo e denaro che abbiamo speso per farle funzionare per bene?". Il che spiega esattamente il concetto.
Qarboz21 Ottobre 2020, 23:09 #4
Originariamente inviato da: jepessen
Qui si deve solamente alzarsi ed applaudire a tanto ingegno!!


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