NVIDIA punta sui data center AI raffreddati a liquido: il nuovo design Rubin promette consumi d'acqua quasi azzerati
NVIDIA sostiene che il nuovo design Rubin per data center AI con raffreddamento totalmente liquido possa ridurre quasi a zero il consumo d'acqua. Il sistema funziona con server più caldi e una gestione avanzata del calore. Restano però dubbi sui costi, sulla costruzione delle strutture e sul consumo energetico complessivo
di Francesco Messina pubblicata il 23 Giugno 2026, alle 12:51 nel canale Scienza e tecnologiaNVIDIA
NVIDIA sta puntando su una nuova progettazione dei data center dedicati all'intelligenza artificiale con l'obiettivo di ridurre drasticamente il consumo di acqua utilizzato nei sistemi di raffreddamento. L'azienda sostiene che il design di riferimento della generazione Rubin, basato su un raffreddamento completamente a liquido, possa portare l'utilizzo idrico a livelli vicini allo zero.
Il tema dei consumi dei grandi data center è diventato sempre più rilevante, soprattutto con la crescita dell'intelligenza artificiale, che richiede infrastrutture molto potenti ma anche grandi quantità di energia e risorse per funzionare. NVIDIA ha quindi presentato il nuovo approccio come una possibile soluzione per migliorare l'efficienza dei sistemi destinati ai carichi di lavoro AI.
Secondo l'azienda, uno dei principali vantaggi deriva dall'utilizzo esclusivo del raffreddamento a liquido e dalla possibilità di far funzionare i server a temperature più elevate rispetto agli standard tradizionali. I sistemi della nuova architettura possono arrivare fino a 45 gradi Celsius, permettendo una gestione del calore più efficiente.
Ulteriori dettagli sul progetto dei nuovi data center AI di NVIDIA
Il principio alla base del progetto consiste nel catturare il calore direttamente dai chip attraverso circuiti liquidi ad alta temperatura. Il calore viene poi trasferito verso sistemi esterni in grado di disperderlo sfruttando meglio le condizioni ambientali, offrendo maggiore flessibilità rispetto ai tradizionali metodi basati sull'aria.
NVIDIA afferma che questa soluzione potrebbe ridurre il consumo d'acqua dai circa 2,6 milioni di galloni per megawatt all'anno dei sistemi convenzionali con torri di raffreddamento fino a un valore quasi nullo, arrivando secondo l'azienda a una riduzione potenziale del 100%.
Tuttavia, il nuovo sistema non elimina tutte le problematiche legate ai data center per l'intelligenza artificiale. Restano infatti questioni relative all'impatto ambientale della costruzione delle strutture e alla grande quantità di energia necessaria per alimentare questi impianti. Inoltre, non sono stati forniti dettagli sui costi di realizzazione di un data center con raffreddamento completamente liquido rispetto a soluzioni più tradizionali basate sull'aria.










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13 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - info(meglio che buttare via miliardi di litri di acqua al giorno, comunque)
(meglio che buttare via miliardi di litri di acqua al giorno, comunque)
No guarda, purtroppo o per fortuna l'impatto sull'inalzamento delle temperature medie del pianeta di anche cento milioni di datacenter che dissipano calore all'esterno è meno di un bicchiere nell'oceano.
L'innalzamento è dovuto alla prcentuale media di CO2 in atmosfera che crea effetto serra a livello planetario impedendo la normale dispersione dell'eccesso dell'apporto energetico del Sole.
Non mi è poi chiaro il perchè dello spreco di acqua.. io ero convinto che l'acqua dedicata al raffreddamento di un datacenter lavorasse a ciclo chiuso come nei loop per i PC.
Perchè evapora durante il raffreddamento del circuito primario, e quindi va "persa". Al contrario di quanto accade in una centrale idroelettrica , dove l'acqua dopo essere stata utilizzata per muovere la turbina, può essere usata per altri scopi come l'irrigazione.
Nel caso del PC, l'acqua attraversa uno scambiatore dove l'aria viene utlizzata per "portare" via il calore dall'acqua. In questo caso non c'è consumo d'acqua, ma l'efficienza è molto bassa rispetto a uno scambiatore acqua/acqua
Nel caso del PC, l'acqua attraversa uno scambiatore dove l'aria viene utlizzata per "portare" via il calore dall'acqua. In questo caso non c'è consumo d'acqua, ma l'efficienza è molto bassa rispetto a uno scambiatore acqua/acqua
non ho capito.. parliamo di un range di temperatura piuttosto basso, sotto i cento gradi, altrimenti andrebbe tutto a donnine.. fai un circuito di raffreddamento che, molto in grande, funziona come quello dei PC di fatto.. l'acqua scaldata dai componenti hardware arriverà (PENSO) in uscita a roba tipo 60-70 gradi magari.. mica divneta vapore.
Pare cosa logica prendere quell'acqua e dissipare il calore accumulato con grossi radiatori e magari anche con un boost refrigerante per riportarla a 20-25 gradi e rimandarla nei server.. che senso ha buttarla via?
non ho capito.. parliamo di un range di temperatura piuttosto basso, sotto i cento gradi, altrimenti andrebbe tutto a donnine.. fai un circuito di raffreddamento che, molto in grande, funziona come quello dei PC di fatto.. l'acqua scaldata dai componenti hardware arriverà (PENSO) in uscita a roba tipo 60-70 gradi magari.. mica divneta vapore.
Pare cosa logica prendere quell'acqua e dissipare il calore accumulato con grossi radiatori e magari anche con un boost refrigerante per riportarla a 20-25 gradi e rimandarla nei server.. che senso ha buttarla via?
Il processo di evaporazione avviene a qualsiasi temperatura, solitamente sulle molecole superficiali di un liquido in quanto hanno una maggiore "agitazione termica". Ovviamente maggiore è la temperatura maggiore l'evaporazione nel caso dell'acqua a 100 gradi avviene poi il processo di ebollizione dove la trasformazione da stato liquido a gassoso avviene non più solo in superficie e pertanto si formano le bolle... quindi l'utilizzo dell'acqua porta comunque ad un suo "consumo". Naturalmente non è che l'acqua sparisca, semplicemente rientra nel naturale ciclo dell'evaporazione tuttavia si perde "acqua liquida".
Scusate se insisto.. lo conosco il processo di evaporazione, non è questo il punto.
Non è che ci sono spruzzini che nebulizzano acqua sule CPU eh..
C'è un ciclo chiuso dove l'acqua passa attraverso i waterblock montati sui server. Entra fredda, esce calda.
Poi, sempre a logica passa dntro a dei radiatori e/o refrigeratori (sempre chiusi) dove si raffredda e torna al serbatoio prinpale.
Capisco che una miminissima quantità possa perdersi nel tempo ma parliamo davvero di pochissima roba.
DOVE CACCHIO LA CONSUMANO TUTTA STA ACQUA???
Non è che ci sono spruzzini che nebulizzano acqua sule CPU eh..
C'è un ciclo chiuso dove l'acqua passa attraverso i waterblock montati sui server. Entra fredda, esce calda.
Poi, sempre a logica passa dntro a dei radiatori e/o refrigeratori (sempre chiusi) dove si raffredda e torna al serbatoio prinpale.
Capisco che una miminissima quantità possa perdersi nel tempo ma parliamo davvero di pochissima roba.
DOVE CACCHIO LA CONSUMANO TUTTA STA ACQUA???
Ora ho capito da dove nasce la tua confusione, effettivamente nei datacenter il ciclo di raffreddamento interno è chiuso ma l'acqua che si trova in questo tipo di circuito di raffreddamento viene solitamente raffreddata poi da un circuito di raffreddamento esterno aperto, le torri di raffreddamento, e li avviene l'evaporazione che consuma effettivamente l'acqua.
AH. Ecco questo allora spiega già molto di più la cosa.
Però (anche qui ragiono a braccio perchè poi bisogna vedere nel tecnico) è proprio necessario usare questo metodo sprecando tutta sta acqua??
Parliamo sempre di un circuito a temperatura molto bassa, ben sotto ai cento gradi.. a livello industriale sono davvero spiccioli.. senza dubbio parecchi metri cubi di volume ma di certo nulla che non si possa gestire..
Possibile che non si possa scelgiere in alternativa una batteria di scambiatori ad ARIA?? La versione XXXXXXL dei comuni radiatori.. e magari con un boost di pompa di calore per massimizzare la performance.
Cioè.. nelle industrie si fa tranquillamente di peggio, ma tanto di peggio.
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