Nuovo rinvio per il dodicesimo lancio del razzo spaziale SpaceX Starship: il decollo è previsto per il 22 maggio
Negli ultimi giorni si sono susseguiti alcuni rinvii per il lancio del razzo spaziale SpaceX Starship. Secondo la società di Elon Musk ora il decollo è previsto per il 22 maggio (alle 0:30, ora italiana).
di Mattia Speroni pubblicata il 19 Maggio 2026, alle 23:16 nel canale Scienza e tecnologiaSpaceXNASAArtemisStarlink
La data del dodicesimo lancio (Flight 12) del razzo spaziale riutilizzabile Starship di SpaceX continua a essere spostata un po' più in là, anche se ormai dovrebbe essere vicina. Inizialmente, stando alle allerte legate alle operazioni di lancio, un potenziale decollo era previsto per il 13 maggio, poi posticipato al 16 maggio, poi al 20 maggio e infine al 21 maggio. Nell'ultimo aggiornamento di SpaceX la data del decollo di Starship per Flight 12 è stata fissata per il 22 maggio alle 0:30 (ora italiana).

Ship 39 e Super Heavy Booster 19 sono ora posizionati nella zona del Pad 2 di Starbase (Texas) per essere assemblati e per eseguire un ultimo Wet Dress Rehearsal (WDR) nella giornata di domani. Se tutto andrà come previsto il lancio sarà confermato per il 22 maggio con il debutto della terza generazione dell'hardware che dovrebbe essere poi impiegato per missioni importanti come Artemis III (nella seconda metà del 2027) e successivamente per l'allunaggio con Artemis IV, nel 2028.
Starship si prepara al dodicesimo lancio
Pur chiamandosi in maniera analoga alle precedenti versioni e con un design complessivo simile, in realtà le novità della terza generazione di Starship sono moltissime e solo alcune sono state rese note al pubblico. SpaceX sembra fiduciosa nel successo di Flight 12, anche se gli imprevisti potrebbero essere molti.

Per esempio ci sarà il debutto del Pad 2 e delle relative strutture di terra. I motori Raptor 3 non hanno mai volato pur essendo stati provati da diverso tempo per ottimizzare componenti e prestazioni, ma l'ambiente di volo operativo rimane differente da uno static fire. Super Heavy Booster 19 ha ora tre alette superiori che sono più grandi del 50% della seconda versione, sono state spostate più in basso e l'hardware di controllo è inserito nei serbatoi così da essere protetto dal calore generato dai motori del secondo stadio. Inoltre le alette saranno utilizzate per la cattura da parte di Mechazilla (da Flight 13).
L'hot stage ring (HSR) è stato integrato e non sarà più rilasciato durante le operazioni di rientro del primo stadio. Questo, sul lungo periodo, è pensato per il pieno e rapido riutilizzo del vettore spaziale. Il primo stadio ha ancora 33 motori alla base, tutti Raptor 3 atmosferici, che prevedono una struttura più semplice ed efficiente, riducendo la massa complessiva e la necessità di protezioni termiche avanzate.

A causa delle diverse novità né Super Heavy Booster 19 né Ship 39 saranno recuperate. La prima dovrebbe ammarare nel Golfo del Messico (un'unità sarà recuperata a partire da Flight 13) mentre la seconda ammarerà al largo delle coste dell'Australia (il recupero del secondo stadio con Mechazilla e la prima missione orbitale sono previsti non prima di Flight 14).
Interessante notare che l'hardware di terza generazione avrà altre novità in vista del futuro. Per esempio ci saranno ancora dei simulatori di massa/mockup dei satelliti Starlink di terza generazione: in questa missione ne saranno caricati 22 all'interno del PEZ dispenser con gli ultimi due che avranno per la prima volta delle fotocamere per riprendere lo scudo termico da un punto di vista privilegiato.

Ship 39 ha anche i supporti dedicati al rifornimento orbitale, pur non essendo previsto in questa missione (e sicuramente non prima di Flight 15). Le strutture presenti sul corpo del secondo stadio permetteranno l'accoppiamento preciso tra due Ship utilizzando le stesse tecnologie già collaudate dalle capsule Dragon (che a loro volta erano state provate sullo Space Shuttle). Il trasferimento di metano e ossigeno a temperature criogeniche avverranno invece attraverso gli stessi collegamenti di quick disconnect arm (QDA).
Allo stato attuale è complicato fare previsioni su come andrà Flight 12 di Starship. Da un lato c'è l'esperienza accumulata con i precedenti voli che sarà sicuramente utile, dall'altro però ci sono moltissime novità che rappresentano incognite per la riuscita della missione. Nel frattempo SpaceX sta già ampliando i propri pad, puntando sia a quelli statunitensi ma anche su territori esteri.









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