Non serve aprire il cranio per le interfacce neurali: la cinese BrainCo scommette sulle BCI indossabili

Non serve aprire il cranio per le interfacce neurali: la cinese BrainCo scommette sulle BCI indossabili

BrainCo, startup cinese nata ad Harvard, punta sulle interfacce cervello-computer non invasive basate su sensori esterni e algoritmi di IA. Tra protesi bioniche, wearable e una strategia sostenuta dal governo cinese, l'azienda propone un'alternativa agli impianti cerebrali.

di pubblicata il , alle 09:41 nel canale Scienza e tecnologia
 

Quando si parla di interfacce cervello-computer (Brain-Computer Interface, BCI), il nome che domina il dibattito è quello di Neuralink, la società di Elon Musk che sviluppa impianti cerebrali destinati a ristabilire alcune funzioni compromesse da patologie neurologiche o lesioni. In Cina, però, puntano a rendere questa tecnologia accessibile senza ricorrere ad alcun intervento chirurgico.

Tra le aziende protagoniste di questo approccio figura BrainCo, startup fondata nel 2015 e nata all'interno degli Harvard Innovation Labs, oggi considerata una delle cosiddette "Six Little Dragons" di Hangzhou, il gruppo di giovani aziende simbolo dell'espansione tecnologica cinese. La società, al centro di uno speciale della CNBC, sviluppa sistemi capaci di acquisire i segnali elettrici del cervello attraverso il cuoio capelluto mediante fasce e caschetti dotati di sensori, evitando completamente l'impianto di elettrodi all'interno del cervello.

Le BCI elaborano l'attività cerebrale trasformandola in comandi destinati a dispositivi esterni. Grazie ai progressi nell'intelligenza artificiale, in particolare negli algoritmi di elaborazione del segnale, questa tecnologia sta raggiungendo nuovi traguardi, consentendo già oggi ad alcuni pazienti affetti da patologie neurodegenerative, come la sclerosi laterale amiotrofica (SLA), di scrivere testi o controllare applicazioni semplicemente attraverso il pensiero.

Secondo BrainCo, tuttavia, non tutte le applicazioni richiedono un impianto cerebrale. La vicepresidente senior Nyx He sostiene che molte condizioni possono essere affrontate con sistemi non invasivi, caratterizzati da costi inferiori, minori rischi clinici e una più semplice accettazione da parte degli utenti. Il principale ostacolo consiste nell'acquisire segnali cerebrali sufficientemente chiari dall'esterno del cranio, un compito reso complesso dalla debolezza e dal rumore dei dati raccolti. Per affrontare questo problema, l'azienda ha sviluppato elettrodi a secco proprietari e algoritmi di intelligenza artificiale dedicati alla decodifica dei segnali.

BrainCo afferma che i dati rimangono archiviati localmente sui dispositivi degli utenti, senza essere trasferiti al cloud, e vengono eliminati dopo ogni utilizzo.

La tecnologia è già impiegata in prodotti commerciali. Le protesi bioniche sviluppate da BrainCo, autorizzate dalla Food and Drug Administration statunitense, interpretano i segnali neurali e muscolari residui degli amputati trasformandoli nei movimenti delle dita della mano artificiale. Accanto al settore medicale, l'azienda propone anche dispositivi indossabili destinati al benessere, tra cui un sistema per il sonno che utilizza impulsi elettrici a bassa intensità per stimolare neurotrasmettitori associati alla riduzione dello stress.

La roadmap segue un percorso preciso: partire dalle applicazioni mediche rivolte ai pazienti che hanno maggiormente bisogno della tecnologia, estendere successivamente l'utilizzo al trattamento di disturbi come ADHD e depressione e, infine, approdare al mercato consumer con dispositivi elettronici di largo consumo. In prospettiva, BrainCo intende inoltre concedere in licenza la propria piattaforma tecnologica ad altre aziende, trasformando il software e gli algoritmi BCI nella principale fonte di ricavi.

La startup ha raccolto finora circa 2 miliardi di yuan, equivalenti a circa 280 milioni di dollari, in un round guidato da IDG Capital e Walden International, il fondo fondato dall'attuale CEO di Intel Lip-Bu Tan, e secondo indiscrezioni avrebbe avviato in forma riservata il percorso verso una possibile quotazione alla Borsa di Hong Kong.

Pechino ha inserito le interfacce cervello-computer tra le industrie strategiche del proprio piano quinquennale e sette ministeri hanno definito un programma nazionale che punta a conseguire importanti progressi tecnologici entro il 2027. Diverse amministrazioni locali stanno inoltre accelerando ricerca, produzione e industrializzazione del settore, mentre ospedali e università collaborano direttamente con le startup per facilitare sperimentazione clinica e sviluppo dei prodotti. La Cina ha anche creato una specifica categoria assicurativa per le BCI, una misura che potrebbe favorire una diffusione più rapida delle tecnologie riabilitative.

1 Commenti
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UtenteHD13 Luglio 2026, 15:40 #1
Eh speriamo, a meno che non sia strettamente necessario e per casi particolari.
Per il resto si spera possa tutto funzionare perfettamente con strumenti esterni indossabili, SAO docet.
Grazie per info.

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