NASA, investimento da 600 milioni di dollari per 4 nuove missioni lunari

NASA, investimento da 600 milioni di dollari per 4 nuove missioni lunari

La NASA ha assegnato quasi 600 milioni di dollari ad Astrobotic, Firefly Aerospace e Intuitive Machines per quattro nuove missioni lunari entro fine 2028, parte del programma Moon Base e dell'iniziativa CLPS per i lander commerciali

di pubblicata il , alle 12:51 nel canale Scienza e tecnologia
NASA
 

La NASA ha assegnato ad Astrobotic, Firefly Aerospace e Intuitive Machines il compito di portare quattro nuove missioni scientifiche sulla Luna entro la fine del 2028. L'annuncio riguarda l'ampliamento del programma Moon Base, l'iniziativa con cui l'agenzia punta a costruire il primo avamposto permanente su un altro corpo celeste.

Le tre aziende si dividono un pacchetto di finanziamenti che sfiora i 600 milioni di dollari. Astrobotic incassa la fetta più consistente, 297,9 milioni per due consegne, mentre Firefly Aerospace riceve 144,2 milioni e Intuitive Machines 148,3 milioni, una consegna a testa. Gli accordi rientrano nell'iniziativa CLPS (Commercial Lunar Payload Services), la spina dorsale logistica di Moon Base. Le aziende useranno versioni aggiornate di lander già collaudati, scelta che NASA giustifica con la necessità di alzare il ritmo dei lanci.

"Questi nuovi incarichi ai nostri partner commerciali dimostrano l'impegno ad accelerare la presenza a lungo termine sulla superficie lunare", ha dichiarato Lori Glaze, a capo della direzione Human Spaceflight Mission Directorate al quartier generale NASA di Washington. Sulla stessa linea Ryan Stephan, direttore facente funzione dei lander cargo del programma: l'obiettivo, ha spiegato, è costruire un "campo prova" per le operazioni di Moon Base, aumentando la cadenza delle missioni per correggere il tiro più rapidamente.

Diciassette consegne e un rover gemello di Perseverance: i piani della NASA per la Luna

Con questi contratti il conteggio delle consegne sulla superficie lunare affidate a più fornitori privati sale a 17. NASA anticipa anche nuove opportunità per l'industria americana: tra queste spicca PROMISE (Polar Rover for Observation, Mapping, and In-Situ Exploration), versione di sviluppo ingegneristico del rover Perseverance impiegato su Marte, che l'agenzia valuta di inviare sulla Luna per caratterizzare superficie e sottosuolo e individuare risorse sfruttabili.

Nei prossimi mesi seguiranno altre richieste di proposte: un lander per dimostrare tecnologie di energia e avionica, un nuovo manifesto scientifico e un imager ottico per il Polo Sud lunare. NASA prevede anche un bando per dimostrazioni tecnologiche di Moon Base e un fornitore per una costellazione di relay tra base e Terra.

Ogni consegna porterà sulla Luna tre strumenti scientifici NASA identici. Lo SCALPSS usa quattro fotocamere e fotogrammetria stereo per ricostruire in 3D l'impatto dei getti dei motori sulla polvere lunare durante la discesa, dati utili a modellare l'erosione del regolite quando i lander opereranno vicini tra loro. Il LRA è un dispositivo passivo grande come un biscotto, otto prismi di quarzo in un telaio a cupola, che riflette i fasci laser di orbiter e lander per la navigazione: contribuirà a una rete di marcatori di posizione permanenti. Il LETS, basato su un rilevatore al silicio, misura l'energia della radiazione spaziale in arrivo, dato essenziale per proteggere gli astronauti nelle missioni di lunga durata.

"Facendo volare gli stessi strumenti su più lander capiremo meglio i rischi durante l'atterraggio e costruiremo una rete globale di dati ambientali e marcatori sulla Luna", ha spiegato Joel Kearns, vicedirettore associato per l'esplorazione della Science Mission Directorate. Un paragone, il suo, con le stazioni meteo terrestri sparse in più località: dati già testati in volo e fondamentali per l'esplorazione umana in sicurezza della superficie lunare.

Moon Base resta l'iniziativa a lungo termine con cui NASA intende garantire una presenza umana stabile e ampliare l'attività scientifica e commerciale sulla Luna. Le nuove consegne, inquadrate dalla stessa NASA nella cosiddetta Golden Age dell'esplorazione spaziale, sono presentate come un passaggio propedeutico alle future missioni con equipaggio dirette su Marte.

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