NASA Hubble trova un buco nero inaspettato in NGC 3147

NASA Hubble trova un buco nero inaspettato in NGC 3147

Grazie al telescopio spaziale NASA Hubble è stato possibile trovare un buco nero all'interno della galassia NGC 3147 che non si pensava potesse esistere. Una scoperta che conferma l'importanza di Hubble nella ricerca.

di pubblicata il , alle 09:01 nel canale Scienza e tecnologia
NASA
 

Dopo l'immagine del buco nero della galassia M87 gli studi su questo genere di oggetti celesti non si è fermata. Grazie al "vecchio" ma pur sempre essenziale telescopio spaziale NASA Hubble un team di ricercatori (fra i quali diversi italiani) ha scoperto qualcosa di interessante per il buco nero di NGC 3147.

black hole

NGC 3147 è una galassia che si trova a 130 milioni di anni luce dalla Terra ed era stata selezionata per via del suo buco nero supermassivo (250 milioni di masse solari) con poco materiale da poter assorbire e quindi con un disco di accrescimento teoricamente inesistente. Ma grazie a NASA Hubble si è scoperto qualcosa di nuovo.

Infatti il buco nero di NGC 3147 non solo ha un disco di accrescimento, ma i gas che ne fanno parte sono molto caldi, molto veloci (il 10% della velocità della luce) e più vicini (30 miliardi di chilometri) di quanto si potesse pensare.

I ricercatori hanno spiegato che "il tipo di disco che vediamo è un quasar ridimensionato che non ci aspettavamo di esistere. È lo stesso tipo di disco che vediamo negli oggetti che sono mille o anche centomila volte più luminosi: le previsioni degli attuali modelli per la dinamica dei gas in galassie attive molto deboli hanno chiaramente fallito".

Ancora una volta poi è la Teoria della Relatività di Einstein che ha permesso di capire come la luce viene deviata in situazioni del genere (confermate dalle osservazioni di NASA Hubble). A velocità relativistiche i gas verso l'osservatore appaiono più luminosi mentre si affievoliscono nella direzione opposta (doppler boosting o relativistic beaming). Inoltre la luce è così intrappolata dalla gravità che la lunghezza d'onda varia verso il rosso.

Gli scienziati coinvolti sono ora alla ricerca sia di buchi neri con meno materiale nel disco di accrescimento ma anche di altri oggetti simili. Marco Chiaberge (Space Telescope Science Institute e Johns Hopkins University) ha aggiunto "senza NASA Hubble non saremmo stati in grado di vederlo perché la regione dei buchi neri ha una bassa luminosità. La luminosità delle stelle nella galassia eclissano qualsiasi cosa nel nucleo, quindi se lo osservi da terra, sei dominato dalla luminosità delle stelle, che annega la debole emissione dal nucleo".

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6 Commenti
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Sandro kensan13 Luglio 2019, 15:52 #1
Articolo fuorviante oppure impreciso:

L'ESA accettò di fornire finanziamenti, assieme a uno dei suoi strumenti di prima generazione, le celle solari che lo avrebbero alimentato, e uno staff per lavorare direttamente negli Stati Uniti, con in ritorno per gli astronomi europei di almeno il 15% delle osservazioni sul telescopio Hubble. (fonte wikipedia)

Quindi Hubble è per il 15% dell'ESA, l'agenzia spaziale europea, da cui l'inaf italiana che è linkata nell'articolo ma non citata ha usato i dati per fare la scoperta.

Quindi la NASA non c'entra nulla nell'articolo, è tutto merito dell'ESA (che ha sfruttato il suo 15% di proprietà e degli italiani dell'inaf.

https://www.youtube.com/watch?v=Jh_Vo_NeAKE

MEDIAINAF TV
Pubblicato il 12 lug 2019
Questa è la maestosa galassia NGC 3147, a 130 milioni di anni luce, ripresa dal telescopio spaziale Hubble in una vista frontale che permette di apprezzare tutti i dettagli dei bracci a spirale.

Si sapeva che al suo centro si annida un buco nero supermassiccio da 250 milioni di masse solari, che i ricercatori consideravano completamente a corto di vettovaglie.

Grazie a nuove misure di Hubble, si è ora scoperto che il buco nero, in realtà, senza farsi troppo da vedere segue una dieta leggera ma sostanziosa, essendo circondato da un sottile disco di materiale – rappresentato in questa simulazione - in caduta circolare sul buco nero a una vertiginosa velocità pari a un decimo di quella della luce.

Si tratta di una scoperta inattesa, che mette in discussione le attuali teorie che descrivono i cosiddetti nuclei galattici attivi. Infatti, finora si pensava che dischi di questo tipo si potessero formare solo in nuclei galattici migliaia di volte più luminosi rispetto a questo.


Servizio di Stefano Parisini, Media Inaf

Crediti video: ESA/Hubble & NASA, M. Kornmesser, A. Riess et al.
ZannaMax13 Luglio 2019, 17:01 #2
Originariamente inviato da: Sandro kensan
Articolo fuorviante oppure impreciso:

L'ESA accettò di fornire finanziamenti, assieme a uno dei suoi strumenti di prima generazione, le celle solari che lo avrebbero alimentato, e uno staff per lavorare direttamente negli Stati Uniti, con in ritorno per gli astronomi europei di almeno il 15% delle osservazioni sul telescopio Hubble. (fonte wikipedia)

Quindi Hubble è per il 15% dell'ESA, l'agenzia spaziale europea, da cui l'inaf italiana che è linkata nell'articolo ma non citata ha usato i dati per fare la scoperta.

Quindi la NASA non c'entra nulla nell'articolo, è tutto merito dell'ESA (che ha sfruttato il suo 15% di proprietà e degli italiani dell'inaf.

https://www.youtube.com/watch?v=Jh_Vo_NeAKE

MEDIAINAF TV
Pubblicato il 12 lug 2019
Questa è la maestosa galassia NGC 3147, a 130 milioni di anni luce, ripresa dal telescopio spaziale Hubble in una vista frontale che permette di apprezzare tutti i dettagli dei bracci a spirale.

Si sapeva che al suo centro si annida un buco nero supermassiccio da 250 milioni di masse solari, che i ricercatori consideravano completamente a corto di vettovaglie.

Grazie a nuove misure di Hubble, si è ora scoperto che il buco nero, in realtà, senza farsi troppo da vedere segue una dieta leggera ma sostanziosa, essendo circondato da un sottile disco di materiale – rappresentato in questa simulazione - in caduta circolare sul buco nero a una vertiginosa velocità pari a un decimo di quella della luce.

Si tratta di una scoperta inattesa, che mette in discussione le attuali teorie che descrivono i cosiddetti nuclei galattici attivi. Infatti, finora si pensava che dischi di questo tipo si potessero formare solo in nuclei galattici migliaia di volte più luminosi rispetto a questo.


Servizio di Stefano Parisini, Media Inaf

Crediti video: ESA/Hubble & NASA, M. Kornmesser, A. Riess et al.


Confermo anche io quello da te detto. Ormai però pur di metter in mezzo gli americani, si fanno carte false.
CYRANO13 Luglio 2019, 19:05 #3
Originariamente inviato da: Sandro kensan
Articolo fuorviante oppure impreciso:



non lo avrei mai detto !!!



Cksbsisbfkdnfd
Alezz9514 Luglio 2019, 09:36 #4
Come ripeto spesso, chiunque può aiutare la ricerca in questo ambito scaricando l'app BOINC e collegandosi a uno di questi progetti:
-Einstein@Home
-Universe@Home
-MilkyWay@Home
-Cosmology@Home

Tramite l'app si ricevono piccoli pacchetti di dati che verranno analizzati e rimandati ai laboratori, in modo da velocizzare la ricerca, il tutto in maniera gratuita. E si può aiutare sia tramite smartphone che PC.
sociologo15 Luglio 2019, 10:08 #5
E infatti mi pareva strano sto articolo....
Non sono un fisico ma un "amatoriale" eppure stavo per castigare chi l'ha scritto!
Sandro kensan15 Luglio 2019, 12:51 #6
Originariamente inviato da: ZannaMax
Confermo anche io quello da te detto. Ormai però pur di metter in mezzo gli americani, si fanno carte false.


Per buttarla in politica (ma mi fermo qui) non occorrono i finanziamenti di uno stato estero per fare pubblicità alla potenza tecnologica, politica, scientifica, militare e in genere culturale. Questo per richiamare i soldi che ha dato la Russia a un noto partito italiano per fare gli interessi di quello Stato.

Per gli USA non occorre più nemmeno pagare, gli interessi loro sono automaticamente fatti e gratis.

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