Mancano pochi giorni al lancio della missione per salvare il telescopio spaziale Swift dal rientro atmosferico
Alla fine della prossima settimana sarà lanciata una missione per salvare il telescopio spaziale Swift dal rientro atmosferico. Il satellite LINK di Katalyst sarà lanciato in orbita grazie a un razzo spaziale Pegasus XL.
di Mattia Speroni pubblicata il 21 Giugno 2026, alle 11:46 nel canale Scienza e tecnologiaNASANorthrop Grumman
In passato si è scritto diffusamente della possibilità di realizzare una missione per "salvare" il telescopio spaziale Hubble, dopo la fine dell'operatività dello Space Shuttle (che era servito a portarlo in orbita e aveva eseguito missioni di riparazione e aggiornamento). Nei prossimi giorni ci sarà un'altra missione per cercare di prolungare la vita operativa del telescopio spaziale Swift (chiamato anche Neil Gehrels Swift Observatory) ed evitare il suo rientro nell'atmosfera terrestre nel corso dei prossimi mesi.
Il lancio della missione è previsto intorno alle 11:00 del 27 giugno (ora italiana) sfruttando un razzo spaziale Northrop Grumman Pegasus XL. Questa soluzione adotta un sistema di lancio differente rispetto ad altri vettori con un distacco da un aeroplano in volo per poi proseguire l'ascesa con propulsori a razzo (simile alla fallita Virgin Orbit, con la soluzione di Northrop Grumman che è però giunta molto prima sul mercato). Si tratta di un vettore a tre stadi con capacità limitate per quanto riguarda il carico utile, ma a sufficienza per portare in orbita un satellite utile alla missione dedicata al telescopio spaziale Swift.
La missione per salvare il telescopio spaziale Swift
Come spiegato dalla NASA, i satelliti in orbita bassa terrestre subiscono un attrito atmosferico da parte dell'atmosfera del nostro Pianeta. Grazie ai sistemi di propulsioni i veicoli possono riprendere quota, ma questo non è sempre possibile. Le recenti tempeste solari hanno fatto espandere l'alta atmosfera aumentando la resistenza e peggiorando la situazione del telescopio spaziale Swift, che ha iniziato a ridurre la sua quota più velocemente del previsto.

L'agenzia spaziale ha dovuto agire velocemente, assegnando un contratto a Katalyst nella seconda metà dello scorso anno per realizzare il satellite di supporto LINK (con massa di 400 kg). Questo veicolo dovrà raggiungere il telescopio spaziale e innalzare nuovamente la sua orbita attraverso i propri propulsori. L'obiettivo è di raggiungere almeno i 300 chilometri di quota così da prolungarne la vita operativa. Per farlo impiegherà tre bracci robotici che si collegheranno alla parte posteriore dell'osservatorio per poi "spingerlo" dolcemente.

La missione avrà tempistiche relativamente lunghe. Dopo il lancio, ci vorranno due settimane per effettuare i primi controlli sul satellite LINK. Una volta che il satellite sarà considerato in buona salute, saranno necessarie fino a tre settimane per le prime analisi a distanza ravvicinata e circa due settimane per procedere alla cattura. L'innalzamento orbitale invece avrà una durata di tre mesi e a quel punto il centro controllo missione verificherà che tutto sia andato come previsto prima di tornare a raccogliere dati scientifici.

L'agenzia spaziale aveva anche pensato di far rientrare il telescopio spaziale Swift nell'atmosfera, perdendo però uno strumento interessante per osservare il cielo. Del resto si trattava di un veicolo lanciato nel 2004 e ben oltre la sua vita operativa stimata inizialmente. Di contro, "rischiare" di danneggiare un satellite di questo tipo è considerato utile anche per future missioni più complesse che potrebbero avere obiettivi più ambiziosi (come Hubble).

Una volta integrato il satellite con il razzo spaziale Pegasus XL, questo è stato fissato nella parte inferiore della fusoliera dell'aeroplano Northrop Grumman L-1011 che lo ha portato dalla Wallops Flight Facility in Virginia fino all'atollo Kwajalein (Isole Marshall). Qui, nei prossimi giorni, ci sarà il decollo dell'aeroplano con il vettore e il lancio della missione.
Il telescopio spaziale Swift permette lo studio dei GRB (lampi di raggi gamma o Gamma Ray Bursts). Per questo è dotato di diversi strumenti che permettono agli scienziati di essere "allertati" rapidamente quando viene avvistato un GRB per eseguire analisi più accurate con altri strumenti scientifici. Questo osservatorio spaziale ha strumenti scientifici che osservano nei raggi X e nell'ultravioletto/ottico.










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