La sonda NASA Parker Solar Probe ha volato attraverso l'atmosfera superiore del Sole

La sonda NASA Parker Solar Probe ha volato attraverso l'atmosfera superiore del Sole

La sonda spaziale NASA Parker Solar Probe è riuscita a raggiungere zone mai esplorate dell'atmosfera del Sole oltre la superficie critica di Alfvén! Le informazioni raccolte hanno permesso di definire meglio gli switchback e gli pseudostreamer.

di pubblicata il , alle 11:58 nel canale Scienza e tecnologia
NASA
 

Tutti gli occhi (degli appassionati) sono puntati sul lancio del JWST e sull'ultimo rinvio, ma ci sono molte altre missioni che stanno dando contributi importanti alla Scienza. Una di queste è quella della sonda NASA Parker Solar Probe che, come intuibile dal nome, è pensata per studiare il Sole e scoprirne i segreti. Questa missione, iniziata nel 2018, sta iniziando a "entrare nel vivo" delle osservazioni della nostra Stella.

Secondo quanto riportato dall'agenzia spaziale "per la prima volta nella storia, una sonda ha toccato il Sole". Ovviamente non si tratta di "toccare" come farebbe un essere umano ma avvicinarsi così tanto da poter passare attraverso l'atmosfera superiore del Sole per effettuare alcuni rilevamenti scientifici. Impresa decisamente ardua e solo l'inizio dell'avventura della sonda spaziale statunitense.

La sonda NASA Parker Solar Probe ha volato attraverso la corona del Sole

Stando alle informazioni rilasciate, la sonda spaziale è riuscita con successo a volare attraverso lo strato di atmosfera solare chiamato corona campionando alcune particelle ed effettuando rilevazioni sui campi magnetici.

Come spiegato anche da Thomas Zurbuchen (amministratore associato della NASA), grazie a queste operazioni è possibile conoscere il nostro Sole, che nasconde ancora molti segreti, ma anche avere un'idea di come funzionano le stelle lontane presenti in altri sistemi solari. Non si tratta quindi di guardare solo a qualche milione di chilometri dalla Terra, ma (indirettamente) molto più in là.

parker solar probe

Rappresentazione artistica degli switchback solari

NASA Parker Solar Probe sta studiando il vento solare, quel flusso di particelle rilasciato dalla nostra Stella che influenza anche quanto avviene sulla Terra (e anche molto oltre). In particolare la sonda ha raccolto dati per capire che alcune strutture magnetiche del vento solare, chiamate switchback, si originano dalla fotosfera. Queste sono considerabili come fluttuazioni del campo magnetico solare che si ripercuotono anche sullo spostamento del vento solare stesso formando una serie di oscillazioni.

Grazie agli studi sui dati raccolti in questi mesi è stato possibile capire che switchback sono più abbondanti del previsto, hanno una percentuale maggiore di elio e sono allineati a spazi tra le zone convettive solari chiamate supergranuli. Sempre queste zone darebbero origine al vento solare veloce. Quello che non è ancora chiaro è come si formano gli switchback. Forse potrebbero essere generati da onde di plasma oppure durante le riconnessioni magnetiche, ma serviranno ulteriori dati.

Le altre scoperte di NASA Parker Solar Probe

Grazie ai sorvoli ravvicinati è stato possibile definire meglio la distanza alla quale si trova la superficie critica di Alfvén. Dietro questo nome si nasconde quella zona nella quale la gravità e i campi magnetici del Sole sono troppo deboli per contenere la materia solare riscaldata che lo forma e che così riesce a sfuggire alla stella e diventare vento solare.

Le stime precedenti avevano stimato una distanza tra i 10 e i 20 raggi solari (dai 7 ai 13,9 milioni di km) per questa zona. Ora sappiamo che la superficie critica di Alfvén si trova a 18,8 raggi solari, pari a 13,08 milioni di km dalla superficie solare. La sonda spaziale ha superato questa zona ed è quindi entrata ufficialmente nell'atmosfera solare.

streamer solari

I flussi coronali (pseudostreamer) visti dalla sonda spaziale

Conoscere meglio la superficie critica di Alfvén, con la sua struttura non perfettamente sferica, aiuterà gli scienziati a capire l'influenza del campo magnetico del Sole sulle zone esterne. Per esempio a 15 raggi solari la sonda ha attraversato degli pseudostreamer, strutture dove le particelle solari rallentano e gli switchback diminuiscono. Zone quindi più "tranquille" rispetto alle altre dell'atmosfera solare.

parker solar probe

Click sull'immagine per ingrandire

In futuro la NASA Parker Solar Probe si addentrerà ulteriormente nell'atmosfera solare arrivando a 8,86 raggi solari (6,2 milioni di km) dalla superficie del Sole nel 2025. A Gennaio 2022 ci sarà un altro sorvolo ravvicinato per raccogliere altri dati che potranno essere uniti a quelli di missioni come ESA Solar Orbiter per comprendere meglio la stella. Oltre alle pure finalità scientifiche, come ricordato dalla NASA, conoscere la nostra Stella consentirà anche di capire e ridurre i danni di situazioni estreme come l'Evento di Carrington del 1859.

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