La NASA spiega perché non ci sono donne astronauta nell'equipaggio di Artemis III

La NASA spiega perché non ci sono donne astronauta nell'equipaggio di Artemis III

Dopo la presentazione della NASA dell'equipaggio di Artemis III molti hanno criticato la mancanza di donne astronauta. L'amministratore dell'agenzia spaziale Jared Isaacman ha spiegato la motivazione e fornito ulteriori informazioni sulla missione.

di pubblicata il , alle 00:02 nel canale Scienza e tecnologia
NASAArtemisBlue OriginSpaceX
 

Negli scorsi giorni è stato annunciato l'equipaggio che prenderà parte alla missione Artemis III che sarà lanciata nel 2027 e si proporrà di eseguire dei test sui lander Starship e Blue Moon, rispettivamente di SpaceX e Blue Origin. Gli astronauti scelti sono Randolph Bresnik (NASA) che sarà il comandante, Luca Parmitano (ESA) come pilota, Andre Douglas (NASA) come specialista di missione e Francisco (Frank) Rubio (NASA) come altro specialista di missione. Bob Hines (NASA) invece sarà l'astronauta di riserva.

nasa artemis III

Come si può notare, si tratta di astronauti uomini e questo ha sollevato diverse critiche in Rete poco dopo l'annuncio. A spiegare la situazione è stato Jared Isaacman (amministratore della NASA) con un lungo post su X dove ha chiarito diversi aspetti della missione, compresa la mancanza di donne astronauta. Secondo l'alto dirigente le motivazioni sono molteplici ma non si tratta di una questione di genere, quanto un insieme di vari fattori che hanno condizionato la scelta.

Artemis III: perché non ci sono donne astronauta

Isaacman ha ricordato come lui stesso è stato nello Spazio due volte durante le missioni spaziali private commerciali Inspiration4 e Polaris Dawn. In entrambi i casi erano presenti donne nell'equipaggio (la metà), rispettivamente Sian Proctor e Hayley Arceneaux per la prima missione e Sarah Gillis e Anna Menon per la seconda.

Isaacman ha aggiunto che quasi la metà dei Direttori dei Centri di ricerca scientifici e Direzionali delle missioni NASA sono donne. Nell'ultima classe di candidati astronauti la maggioranza era femminile (ed è stata selezionata sotto l'amministrazione Trump). Non è stata una scelta basata sul genere ma sono state scelte perché erano le migliori.

astronauti nasa

L'ufficio che si occupa di selezionare i membri dell'equipaggio per una missione punta a raggiungere gli obiettivi prefissati tenendo conto di molti fattori. In particolare si fa riferimento alle loro conoscenze pregresse e all'esperienza di ciascun membro (come l'esperienza da pilota collaudatore) oltre alla partecipazione a programmi di sviluppo specifici e alla disponibilità nel periodo indicato per la missione.

Alcune delle donne astronauta sono impegnate negli addestramenti per le future missioni verso la Stazione Spaziale Internazionale e quindi non erano attualmente disponibili per un'altra missione. Altre invece sarebbero impegnate in programmi destinati a svolgersi sulla superficie lunare e quindi non avrebbe senso proporle ora per una missione in orbita bassa terrestre (che le escluderebbe per diverse missioni future) come Artemis III.

È decisamente probabile (ma non ancora certo) che la missione Artemis IV, che dovrebbe svolgersi all'inizio del 2028 e che sarà la prima con un allunaggio di questo programma, prevederà almeno una donna astronauta che dovrebbe mettere piede sulla superficie lunare. Un momento decisamente più importante e storico rispetto alla missione di test di Artemis III.

La NASA e le criticità di Artemis III

L'amministratore della NASA ha anche ricordato alcune criticità del programma Artemis. Nonostante lo scetticismo e alcune novità svelate durante la conferenza stampa dell'altro giorno, NASA SLS (Space Launch System) potrebbe non essere abbandonato a breve. L'agenzia spaziale vuole però aumentare la frequenza dei lanci e la sicurezza operativa. La scelta potrebbe essere per lo più politica (legata ai posti di lavoro che andrebbero persi per gli appaltatori come Boeing) anche se attualmente lo Space Launch System è l'unico vettore operativo disponibile rispetto a New Glenn e Starship, il primo a causa dell'esplosione di qualche giorno fa e il secondo è ancora in fase prototipale.

Isaacman ha ricordato come i lander lunari che saranno impiegati per Artemis III non saranno completi perché non ce ne sarà bisogno. Quello che conterà principalmente è provare le manovre di attracco e separazione e la loro governabilità. Guardando al futuro poi, la NASA punterà a non avere un singolo vettore per portare carichi utili o equipaggi sulla Luna, questo permetterà di ridurre i rischi.

nasa artemis

Come spiegato durante la conferenza stampa, il prototipo di Blue Moon MK2 di Blue Origin, un modello che potrebbe richiamare il vociferato Blue Moon MK1.5 con una parte inferiore con sistemi di supporto vitale e una cabina di pilotaggio e una zona serbatoi derivata da Blue Moon MK1, sarà l'unico nel quale gli astronauti faranno il loro ingresso. La permanenza a bordo sarà di circa due giorni e questo permetterà di provare sistemi che non sono presenti su altre soluzioni come l'Environmental Control and Life Support System (ECLSS) e l'avionica. Questo lander potrà restare in orbita fino a 90 giorni se necessario.

Il test di Starship sarà differente. SpaceX utilizzerà una versione V3 del suo vettore pesante e non la versione HLS (Human Landing System) e avrà un sistema di attracco per Orion ma non avrà sistemi interni. Gli astronauti quindi non entreranno all'interno del lander lunare e per questo le operazioni dureranno solo un giorno. Questa differenza tra Blue Origin e SpaceX è spiegabile con il fatto che quest'ultima ha già esperienza di sistemi ECLSS con le capsule Crew Dragon, mentre la prima non ha capsule in programma.

artemis III

Starship dovrà invece dimostrare la capacità effettuare il docking con Orion e supportare la manovra di inserzione translunare (TLI) che aggiungeranno stress meccanici sull'asse X negativo. Una situazione ipotizzata in passato ma non sperimentata effettivamente. Questo ridurrebbe anche l'importanza di NASA SLS che diventerebbe quindi meno influente e utilizzabile con le soluzioni di Blue Origin (che non hanno le stesse caratteristiche di Starship).

starship

Ricordiamo poi che entrambi i lander lunari dovranno essere in grado di effettuare un allunaggio senza equipaggio. Attualmente si parla di inizio 2028, poco prima della missione Artemis IV. Le tempistiche sono decisamente stringenti e un rinvio è del tutto possibile. La Cina nel frattempo sembra aver rallentato, almeno pubblicamente, il proprio programma, ma l'obiettivo di allunare nel 2029 rimane possibile considerando anche che il lander Lanyue è meno complesso e con minore massa sia di Blue Moon MK2 che, soprattutto, di Starship HLS.

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