La NASA rinuncia alla costruzione del modulo di transizione dalla ISS alle future stazioni spaziali commerciali
Nel corso delle settimane la NASA ha cambiato idea rinunciando alla costruzione del modulo principale per la transizione dalla ISS alle future stazioni spaziali commerciali. L'industria dovrebbe essere soddisfatta della decisione.
di Mattia Speroni pubblicata il 02 Giugno 2026, alle 19:27 nel canale Scienza e tecnologiaNASAVastAxiom Space
Recentemente è riemersa la problematica legata alla perdita di atmosfera da parte della Stazione Spaziale Internazionale e in particolare dal modulo russo PrK. Questo non farebbe che avvalorare la possibilità che la ISS possa finire la sua vita operativa in un periodo compreso tra il 2030 e il 2032. La NASA sta pensando a come poterla sostituire con le future stazioni spaziali commerciali come Vast (Haven-1 e Haven-2), Blue Origin (Orbital Reef), Axiom Space (Axiom Station), Max Space (Thunderbird Station) e Voyager Technologies (Starlab).

Nel corso dell'evento tenuto dall'agenzia spaziale statunitense nella seconda metà di marzo si era parlato della possibilità di lanciare un modulo realizzato dalla NASA che sarebbe servito come transizione tra la ISS e le stazioni spaziali commerciali così da provare i vari sottosistemi per poi separarsi e lasciarle orbitare liberamente nello Spazio.

Questa proposta non è stata accolta con favore dall'industria spaziale statunitense impegnata nel programma CLD (Commercial LEO Destinations) considerandola troppo vincolante rispetto ai progetti già in fase di realizzazione. Ora le cose potrebbero essere cambiate nuovamente, ascoltando proprio il parere dell'industria aerospaziale statunitense.
Una prima indiscrezione è arrivata grazie al giornalista Eric Berger (ArsTechnica) che ha scritto come "la proposta della NASA per la creazione di un modulo principale gestito dall'agenzia per assistere le stazioni spaziali commerciali (CLD) sembrerebbe essere morto. Molte società legate al programma CLD esulteranno per questo".

A seguito del post su X, è arrivata la replica da parte della portavoce della NASA, Bethany Stevens. Rispondendo proprio a quella che era inizialmente un'indiscrezione, la Stevens ha scritto che "nello spirito di apprendere dalle sfide programmatiche passate e di garantire una transizione responsabile dalla Stazione Spaziale Internazionale, la NASA ha valutato sia l'attuale approccio alle stazioni spaziali commerciali sia percorsi alternativi".
La portavoce ha aggiunto che, grazie alla collaborazione dell'industria coinvolta nel programma CLD che ha fornito ampi riscontri e rassicurazioni, ora la NASA proseguirà con il piano originale mentre le società private aiuteranno l'agenzia a modellare il futuro delle stazioni spaziali commerciali. Ulteriori informazioni saranno rilasciate dalla NASA nelle prossime settimane così da rendere i piani di sviluppo concreti. Lo scopo ultimo è quello di avere una presenza umana continuativa e non lasciare l'orbita bassa in mano alla Cina e, potenzialmente, alla Russia rispettivamente con Tiangong e ROS.









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