La NASA aggiunge alcuni dettagli sullo svolgimento della missione Artemis III nel 2027
Nelle scorse ore la NASA ha pubblicato alcune informazioni aggiuntive e alcuni dettagli su come si svolgerà la missione Artemis III che dovrebbe decollare nella seconda metà del 2027. L'attenzione è sui lander lunari di Blue Origin e SpaceX.
di Mattia Speroni pubblicata il 16 Luglio 2026, alle 20:41 nel canale Scienza e tecnologiaNASAESAArtemisSpaceXBlue Origin
Nella giornata di ieri avevamo riportato i progressi nell'assemblaggio del razzo spaziale NASA SLS (Space Launch System) e della capsula Orion per la missione Artemis III. Attualmente il lancio è previsto tra la metà e la fine del 2027 e a bordo troveremo Randolph Bresnik (comandante), Luca Parmitano (pilota) Andre Douglas (specialista di missione) e Frank Rubio (specialista di missione). La missione si svolgerà in orbita bassa terrestre per ridurre i rischi per l'equipaggio che dovrà provare due prototipi dei lander lunari di SpaceX e Blue Origin.
Alcune precisazioni sulla missione Artemis III
In un nuovo articolo pubblicato dall'agenzia spaziale statunitense si possono leggere alcune conferme di quanto dichiarato in precedenza e altre precisazioni su come si svolgerà la missione Artemis III. Secondo quanto riportato, il primo lancio sarà del razzo spaziale New Glenn di Blue Origin con il prototipo del lander lunare Blue Moon MK2 dal pad LC-36A, attualmente in fase di ripristino. Dopo che il prototipo sarà lanciato potrà restare nello Spazio fino a 30 giorni offrendo così la possibilità di gestire diverse finestre di lancio per lo Space Launch System e la capsula Orion.

Pur non essendo una versione definitiva di Blue Moon MK2 (per esempio non ci sarà il motore principale definitivo), il centro controllo missione e l'equipaggio potranno provare tutti i principali software e sistemi di controllo avionici così da avvicinare il più possibile l'esperienza a quella che gli astronauti dovranno affrontare durante le missioni verso la Luna. All'interno del lander lunare potranno entrare fino a due membri dell'equipaggio (lo stesso Luca Parmitano) che indosseranno tute IVA di Orion. In particolare verrà posta particolare attenzione al sistema di controllo ambientale e supporto vitale (ECLSS o Environmental Control and Life Support System). Come ulteriore sistema di sicurezza, a bordo di Orion ci sarà anche un manichino dotato di sensori e di una tuta spaziale (anche se non completa) simile a Moonikin, che ha volato nella missione Artemis I.

Dopo il lancio di Blue Moon MK2 ci sarà quello di NASA SLS e della capsula Orion (dal Launch Complex 39B del Kennedy Space Center), che dovrà effettuare il docking con il lander lunare in orbita terrestre. Blue Origin ha condotto dei test legati all'hardware per l'attracco tra capsula e lander lunare all'inizio di quest'anno ma non ha all'attivo nessun test o altre navicelle in ambiente reale, a differenza di SpaceX che invece può contare sull'esperienza di Dragon Cargo e Crew Dragon. Il lander Blue Moon MK2 si collegherà alla navicella nella zona laterale.

Per quanto riguarda SpaceX, il lancio del prototipo di Starship HLS (una versione molto simile alle Starship V3 attualmente in fase di sviluppo) è previsto per ultimo. Il decollo avverrà quando le operazioni a bordo del lander di Blue Origin saranno completate e le due unità si saranno separate. In questo caso la navicella spaziale effettuerà il docking con Starship HLS nella zona frontale ma non ci sarà modo per gli astronauti di entrare all'interno della zona pressurizzata. Questa scelta è dovuta al fatto che il sistema ECLSS di Starship HLS sarà simile a quello di Crew Dragon, del quale si hanno già moltissimi dati viste le missioni commerciali verso la ISS e quelle private in orbita.

Test di docking tra Starship HLS e Orion sono invece in corso dal 2023. Per entrambi i lander lunari, la NASA ha confermato che la capsula Orion sarà l'inseguitrice, mentre i lander l'obiettivo (simulando quanto avverrà da Artemis IV in poi). Sempre stando alle informazioni, quando Orion sarà attraccata a Blue Moon MK2 sarà il software della prima a comandare i due sistemi, mentre nel caso di Starship HLS, sarà quest'ultima a comandare Orion.
Jeremy Parsons (responsabile del programma Artemis) ha dichiarato "Artemis III sarà una danza coreografica con una sequenza di lancio impegnativa su più rampe e operazioni altrettanto impegnative per i nostri equipaggi di terra e di volo, rendendola una delle missioni più complesse e ambiziose che la NASA abbia mai intrapreso. La missione dimostrativa preparerà il terreno prima del nostro prossimo balzo da gigante. L'esperienza della NASA nell'ingegneria e nell'integrazione dei sistemi, così come le operazioni di lancio e di missione in orbita terrestre bassa, permetterà di realizzare la missione".










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