La mappa più dettagliata della Via Lattea nell'infrarosso è stata realizzata dal telescopio VISTA dell'ESO
L'ESO (Osservatorio Europeo Australe), grazie ai dati raccolti dal telescopio VISTA nell'infrarosso in un arco di oltre 13 anni, ha realizzato una mappatura dettagliata della Via Lattea con oltre 1,5 miliardi di oggetti celesti catalogati.
di Mattia Speroni pubblicata il 26 Settembre 2024, alle 14:01 nel canale Scienza e tecnologiaESO
I telescopi dell'ESO (Osservatorio Europeo Australe) sono stati utili recentemente per realizzare le osservazioni più dettagliate di sempre, insieme ad altri telescopi. Questo permetterà di gettare nuova luce sui buchi neri e sulle zone circostanti questi oggetti celesti. Oggi, lo stesso ente scientifico ha annunciato che, grazie al telescopio VISTA (Visible and Infrared Survey Telescope for Astronomy) è stato possibile realizzare la mappatura più dettagliata nell'infrarosso della Via Lattea, la nostra galassia.
In particolare è stato possibile avere una mappa di oltre 1,5 miliardi di oggetti celesti grazie a un periodo di osservazione durato oltre 13 anni, dal 2010 alla prima metà del 2023 per un totale di 420 notti. Si tratta quindi di uno strumento in più per la comprensione della nostra galassia e di ciò che è contenuto al suo interno. Per riuscirci sono state scattate 200 mila immagini da parte del telescopio VISTA (che si trova all'Osservatorio Paranal in Cile).

Come scritto sopra, la mappatura è avvenuta nelle lunghezze d'onda dell'infrarosso (da 0,9 μm a 1,2 μm) grazie alla fotocamera VIRCAM (VISTA InfraRed CAMera) e con una risoluzione spaziale di 0,34 arcosecondi. La scelta degli infrarossi è legata alla possibilità di vedere attraverso la polvere che potrebbe nascondere oggetti celesti all'interno della Via Lattea, consentendo così di avere immagini migliori.

Come spiegato dall'ESO, le immagini catturate da VISTA sono pari all'area coperta da 8600 lune piene e ha 10 volte gli oggetti celesti del precedente lavoro similare (svoltosi nel 2012). Tra questi troviamo protostelle, ammassi globulari, nane brune o pianeti orfani che non orbitano intorno a una stella. Attraverso le stelle, la cui luminosità è nota (candele standard), è stato possibile non solo avere una mappa bidimensionale ma anche tridimensionale.

Questo progetto è stato sviluppato all'interno del survey VVV (VISTA Variables in the Vía Láctea) e del survey VVVX (VVV eXtended) portando alla realizzazione di oltre 300 articoli scientifici grazie all'utilizzo di questi dati. In futuro il telescopio VISTA sarà aggiornato con lo strumento 4MOST mentre VLT avrà a disposizione MOONS. Questi due strumenti saranno fondamentali per raccogliere gli spettri degli oggetti celesti catalogati nella mappatura della Via Lattea fornendo ulteriori dati da analizzare. I dati sono disponibili per gli utenti pubblicamente all'interno del portale dell'ESO mentre il risultato della ricerca è disponibile nell'articolo dal titolo The VISTA Variables in the Vía Láctea eXtended (VVVX) ESO public survey: Completion of the observations and legacy.










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