La corsa europea alla fusione nucleare entra nel vivo: Proxima Fusion chiama i big dell'energia
Proxima Fusion ha annunciato la nascita di un Industrial Development Board composto da figure di spicco dell'energia e dell'industria europea. L'obiettivo è accelerare la transizione della fusione nucleare dalla ricerca all'industrializzazione, supportando lo sviluppo degli stellarator Alpha e della futura centrale commerciale Stellaris.
di Manolo De Agostini pubblicata il 13 Maggio 2026, alle 11:11 nel canale Scienza e tecnologiaProxima Fusion
La startup europea Proxima Fusion accelera il proprio percorso verso la commercializzazione della fusione nucleare con l'annuncio della creazione di un Industrial Development Board (IDB), organismo che riunisce manager ed esperti provenienti dai settori energetico, industriale e tecnologico europeo. La società, fondata nel 2023 come spin-off del Max Planck Institute for Plasma Physics (IPP) e guidata dall'italiano Francesco Sciortino, punta così a rafforzare la propria capacità di trasformare la ricerca sulla fusione in una filiera industriale scalabile.
Nel board entrano Luc Rémont, ex CEO di EDF e Schneider Electric, Michael Bolle, ex CTO e CDO di Robert Bosch GmbH, Ann Mettler, già dirigente della Commissione Europea e vicepresidente europea di Breakthrough Energy, ed Erich Clementi, presidente del Supervisory Board di E.ON ed ex dirigente IBM.
Secondo Proxima Fusion, il nuovo organismo avrà il compito di supportare la società nel passaggio dalla fase di ricerca e sviluppo a quella di esecuzione industriale su larga scala, favorendo inoltre il collegamento con partner industriali europei e contribuendo alla costruzione di un ecosistema continentale dedicato alla fusione.
L'azienda sta sviluppando reattori basati su configurazione stellarator, una tecnologia alternativa ai tokamak tradizionali impiegati in molti progetti internazionali. Gli stellarator utilizzano campi magnetici complessi per confinare il plasma in maniera stabile, con l'obiettivo di ridurre alcune criticità operative tipiche dei tokamak, come la necessità di gestire correnti elevate nel plasma stesso.
La roadmap di Proxima prevede la realizzazione di Alpha, stellarator dimostrativo progettato per raggiungere un guadagno netto di energia nei primi anni del prossimo decennio. Successivamente dovrebbe arrivare Stellaris, indicata dalla società come prima centrale commerciale di nuova generazione, attesa nella seconda metà degli anni 2030.

L'azienda sostiene che la sfida non riguardi più esclusivamente la validazione scientifica della fusione, ma soprattutto la capacità di industrializzare rapidamente tecnologie, supply chain e processi produttivi. In quest'ottica si inserisce anche l'espansione dell'Alpha Alliance, rete di partner industriali che, secondo quanto comunicato da Proxima, avrebbe già superato le 50 aziende aderenti dopo il lancio avvenuto nei primi mesi del 2026.
La strategia riflette un orientamento sempre più marcato verso la creazione di una filiera europea della fusione, in un contesto globale che vede Stati Uniti, Cina ed Europa competere per la leadership nelle future tecnologie energetiche.










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57 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoMeglio spenderli in armamenti
Meglio spenderli in armamenti
Si Vis Pacem Para Bellum.. è tutt'ora valida.. chi crede che sia meglio NON investire in armamenti dovrebbe averlo capito da tempo come va a finire alla fine..
si devono spendere in armamenti E in energia.. sempre potere è ...
solo le nuove versioni dei figli dei fiori credono che non servano gli eserciti in questo mondo.. e si che quelle 100 guerre aperte nel mondo dovrebbero dare la sveglia anche ai più ... intelligenti..
Meglio spenderli in armamenti
Non è "meglio", purtroppo è necessario.
si devono spendere in armamenti E in energia.. sempre potere è ...
solo le nuove versioni dei figli dei fiori credono che non servano gli eserciti in questo mondo.. e si che quelle 100 guerre aperte nel mondo dovrebbero dare la sveglia anche ai più ... intelligenti..
Purtroppo è così che gira il mondo.
Però bisogna vedere anche i risvolti positivi, molti degli investimenti per la difesa vanno anche in ricerca, la ricerca trascina l'industria.
credo che molte popolazioni, con il senno di poi, lo avrebbero fatto..
è nella natura di questo pianeta la sopravvivenza del più forte.. la natura ne è un perfetto esempio e noi non facciamo differenza.. alcuni pensano che visto che l'uomo "pensa" allora sia diverso.. "migliore".. per qualche motivo meno avvezzo alla violenza per dirimere problemi
poi la storia (e il presente) dimostra l'esatto contrario.. religioni che ammazzano senza problema in nome di un libro vecchio di centinaia di anni, nazioni che invadono i vicini di casa facendo finta che sia casa loro.. superpotenze che spodestano dittatori con nonchalance.. ex-mariti che prendono a martellate le mogli stufe di prenderle.. etc etc..
l'unica alternativa ? difendersi e per difendersi le armi servono.. di qualsiasi tipo.. e anche l'energia fa parte di queste visto come si combatto le guerre oggi.. ma l'energia è anche il motivo per cui si combattono guerre negli ultimi decenni.. per cui far finta che energia elettrica (o termica) e armi, siano due cose separate e da .. figli dei fiori.. quanto li invidio.. com'era il detto ?
"Dove l’ignoranza è beatitudine, è follia essere saggi"
Però bisogna vedere anche i risvolti positivi, molti degli investimenti per la difesa vanno anche in ricerca, la ricerca trascina l'industria.
se penso a quante cose usiamo noi grazie alla ricerca bellica è imbarazzante far finta di niente.. dal GPS ad Internet stessa.. giusto per parlare di due di uso comune.. e perchè no.. l'energia nucleare ?.. e via discorrendo fino a cose più banali come certi acciai speciali etc..
è piena la nostra vita di progetti militari usati per il civile
Meglio spenderli in armamenti
nn è che se fai la fusione nn puoi fare anche altro eh
Si spendesse sulla fusione quello che si spende in armamenti la ricerca e l'utilizzo sarebbe molto più avanti, se non già pronto.
L'implementazione di fatto non l'abbiamo per budget sottodimensionato e difficoltà varie.
Ma credo che sia anche per la rivoluzione a livello mondiale che si porta dietro, altro che Ia.
Si spendesse sulla fusione quello che si spende in armamenti la ricerca e l'utilizzo sarebbe molto più avanti, se non già pronto.
L'implementazione di fatto non l'abbiamo per budget sottodimensionato e difficoltà varie.
Ma credo che sia anche per la rivoluzione a livello mondiale che si porta dietro, altro che Ia.
tieni conto che sta cosa della fusione la vogliono tutti quelli che nn hanno il petrolio e non molto nucleare a fissione cioe europei (alcuni) e cina ...pochino per far convergere capitali intensi..
la cina tra l'altro ha già puntato decisamente sulle rinnovabili classiche con ottimi risultati immediati...io farei uguale pero insomma vediamo la fusione...
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