L'incubo dei NO-VAX: testato sull'uomo il vaccino universale creato con l'intelligenza artificiale
Un team guidato dall'Università di Cambridge ha completato il primo studio clinico su un vaccino universale progettato tramite intelligenza artificiale. Basato su un "super-antigene" sintetico, il candidato vaccinale ha mostrato sicurezza e capacità di stimolare risposte immunitarie contro numerosi coronavirus, inclusi potenziali futuri patogeni zoonotici.
di Manolo De Agostini pubblicata il 09 Giugno 2026, alle 10:01 nel canale Scienza e tecnologiaL'Università di Cambridge e la startup DIOSynVax hanno annunciato i risultati del primo studio clinico sull'uomo di una nuova tecnologia vaccinale che punta a superare uno dei principali limiti degli attuali vaccini: la necessità di essere aggiornati continuamente per inseguire l'evoluzione dei virus.
Il candidato vaccinale, sviluppato attraverso simulazioni computazionali e algoritmi di machine learning, è stato testato su 39 volontari sani e ha dimostrato un profilo di sicurezza favorevole, senza effetti collaterali significativi. Lo studio rappresenta un passaggio importante perché si tratta del primo vaccino il cui componente attivo è stato progettato interamente mediante simulazioni al computer prima di essere valutato nell'uomo.

L'obiettivo della ricerca è la realizzazione di vaccini cosiddetti "universali", capaci di fornire una protezione estesa non soltanto contro le varianti già note di un virus, ma anche contro ceppi correlati che potrebbero emergere in futuro. Nel caso specifico, il trial ha riguardato un vaccino rivolto ai Sarbecovirus, il sottogruppo di coronavirus che comprende SARS-CoV-2, responsabile della pandemia di COVID-19, e il virus della SARS del 2003.
Per progettare il vaccino, i ricercatori hanno analizzato l'intero patrimonio di sequenze genetiche disponibili dei Sarbecovirus raccolte dai programmi di sorveglianza internazionali. Attraverso tecniche di apprendimento automatico è stato quindi creato un "super-antigene", una struttura sintetica che incorpora le caratteristiche immunologiche condivise dall'intera famiglia virale. L'idea è quella di addestrare il sistema immunitario a riconoscere elementi comuni a numerosi virus correlati, riducendo l'impatto delle mutazioni che normalmente rendono meno efficaci i vaccini convenzionali.
Secondo i risultati pubblicati sul Journal of Infection, il vaccino ha indotto una risposta immunitaria non solo contro SARS-CoV-2 e SARS-CoV, ma anche contro diversi coronavirus presenti nei pipistrelli e considerati potenziali candidati per futuri eventi di spillover verso l'uomo.
La tecnologia potrebbe rappresentare un cambio di paradigma rispetto all'approccio attuale. Oggi vaccini come quelli antinfluenzali stagionali o gli aggiornamenti periodici dei vaccini anti-COVID vengono sviluppati sulla base delle varianti già circolanti. Tuttavia, l'elevata velocità di mutazione dei virus può ridurre l'efficacia delle formulazioni nel periodo che intercorre tra sviluppo, produzione e distribuzione.
Un ulteriore elemento innovativo riguarda la modalità di somministrazione adottata durante lo studio clinico. Il vaccino è stato veicolato come vaccino a DNA tramite un sistema a getto microfluidico privo di ago. Questa soluzione potrebbe facilitare campagne vaccinali su larga scala e ridurre alcune delle difficoltà logistiche associate alle iniezioni tradizionali.
I test clinici sono stati condotti presso le strutture del National Institute for Health and Care Research di Southampton e Cambridge, coinvolgendo volontari di età compresa tra 18 e 50 anni. I risultati ottenuti rappresentano però soltanto il primo passo del percorso di sviluppo. Saranno necessari studi di Fase 2 più ampi per verificare la capacità del vaccino di generare una risposta immunitaria robusta e duratura in popolazioni più numerose e diversificate.
La piattaforma sviluppata da DIOSynVax non è limitata ai coronavirus. L'azienda sta infatti applicando lo stesso approccio a candidati vaccinali contro influenza stagionale e pandemica, virus delle febbri emorragiche come Ebola e altre famiglie virali considerate a rischio pandemico.
Se le future sperimentazioni confermeranno i risultati preliminari, questa tecnologia potrebbe contribuire a trasformare lo sviluppo dei vaccini da un modello reattivo, basato sull'inseguimento delle varianti emergenti, a un approccio preventivo in grado di anticipare l'evoluzione dei patogeni e rafforzare la preparazione contro future pandemie.










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137 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoFenomenale.
QUESTI sono gli utilizzi sensati della cosiddetta intelligenza artificiale per i quali vale la pena portarla avanti.
Ganzissimo il titolo, "L'incubo dei NO-VAX".
Grazie HWUpgrade vado a percularli a morte su feicebuk, sono sicuro che sono già in piena crisi !
p.s. pure senza ago...il mio incubo, sono donatore di sangue ma gli aghi proprio non li sopporto !
Fenomenale.
QUESTI sono gli utilizzi sensati della cosiddetta intelligenza artificiale per i quali vale la pena portarla avanti.
Ganzissimo il titolo, "L'incubo dei NO-VAX".
Grazie HWUpgrade vado a percularli a morte su feicebuk, sono sicuro che sono già in piena crisi !
p.s. pure senza ago...il mio incubo, sono donatore di sangue ma gli aghi proprio non li sopporto !
Più che dei No-Vax, sarà l'incubo delle case farmaceutiche. Pfizer per esempio mi pare si sia intascata un centinaio di miliardi con i propri vaccini per il COVID.
Tutte le Case saranno già attrezzate per l'uso intenso delle AI e rilasciare i prodotti di Marca. Non dovrebbe cambiare nulla per Noi, per gli altri ovviamente, tutto si in meglio, ottimo per Loro.
ora perculatemi quanto volete, ma questo proprio lo passo.
Chiesto a Skynet
"il vaccino del covid ha effettivamente funzionato ?"
Sì, i vaccini contro il COVID-19 hanno funzionato in modo estremamente efficace nel ridurre i decessi, i ricoveri ospedalieri e le forme gravi della malattia.Mentre la protezione contro il contagio in sé è diminuita nel tempo a causa delle varianti del virus, l'impatto sulla salute pubblica globale è stato decisivo per uscire dalla fase acuta della pandemia.
I dati sull'efficacia clinica
I dati raccolti dalle autorità sanitarie internazionali e dagli studi sul campo confermano che il ciclo vaccinale ha garantito una protezione robusta:Protezione dalle forme gravi: I vaccini hanno dimostrato un'efficacia superiore al 90-94% nel prevenire i ricoveri in ospedale e in terapia intensiva.
Abbattimento della mortalità:
La protezione contro l'esito fatale della malattia ha superato il 95% nei soggetti che hanno completato il ciclo.
Milioni di vite salvate: Secondo i modelli dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), i vaccini hanno salvato direttamente milioni di vite solo in Europa, specialmente tra gli anziani e le categorie fragili.Prevenzione del contagio vs Forme graviUna distinzione fondamentale riguarda il tipo di protezione offerto dal vaccino:Infezione: Inizialmente l'efficacia contro il contagio era molto alta (circa il 90-95% con i primi studi clinici di Pfizer e Moderna). Con l'arrivo di varianti mutate come Omicron, la capacità di bloccare del tutto la trasmissione del virus si è ridotta significativamente.
Malattia grave:
Nonostante il virus continuasse a circolare e a infettare anche le persone vaccinate, la risposta immunitaria cellulare (i linfociti T) ha continuato a riconoscere il virus, impedendogli di attaccare i polmoni in modo distruttivo.
Sicurezza e monitoraggio a lungo termine
Gli studi epidemiologici su vasta scala continuano a confermare l'alto profilo di sicurezza dei vaccini. Ad esempio, una massiccia ricerca condotta dal centro francese Epi-Phare su un campione di oltre 28 milioni di persone ha dimostrato che non esiste alcun aumento della mortalità a lungo termine nei soggetti vaccinati rispetto ai non vaccinati. Al contrario, i vaccinati mostrano una protezione duratura dalle complicanze letali del virus. Gli effetti collaterali comuni si confermano transitori e di lieve entità (come dolore al braccio, febbre leggera e stanchezza), mentre le reazioni avverse gravi rimangono eventi estremamente rari a fronte dei rischi enormemente superiori legati all'infezione da COVID-19 stesso.
p.s. Io continuo a farlo insieme all'anti-influenzale, spero dal prossimo autunno ne facciano uno unico e buona notte !
Considerando la loro reticenza a farsi vaccinare, il fatto che siano ancora tutti qua purtroppo gioca a loro favore. Stacce.
Parimenti, non gioca molto a favore della narrazione SI-VAX il fatto che non vaccinati non cadano come mosche. Trattandosi di due tifoserie avverse tra loro, entrambi scadono nel grottesco sparando corbellerie rivolte alla fazione avversaria. Ma torniamo al fatto che i no vax non muoiono, probabilmente perchè l'efficacia del vaccino è stata risibile, al pari della comunicazione in merito: prima dissero che impediva i contagi, poi ritrattarono al ribasso, dicendo che conteneva gli effetti, poi alla fine manco quello, ma almeno han smesso di raccontare zecche, tanto il ricatto del green pass ormai era già vigente.
Si può parteggiare per l'una o l'altra parte o mantenere le distanze da entrambe, tuttavia non si può negare che la gestione di pandemia, lockdown, coprifuochi vari e post, sia stata di livello criminale, sia nella gestione conte, sia nella gestione draghi.
Tutti qua ci sono quelli che sono ancora tutti qua, gli altri non possono esserci. Lasciamo che la natura faccia il suo corso.
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