IA UPGRADE

Foto di Luciano Ballerano Chi sono e cosa ci faccio qui? Mi chiamo Luciano Ballerano, ho passato 18 anni in NVIDIA, prima nel Marketing, poi nelle Pubbliche Relazioni e infine a occuparmi di contenuti e formazione per i partner in tutta Europa. Ho visto la rivoluzione dell’IA nascere dall’interno. Oggi provo a scrivere libri sull’impatto dell’IA su tutti noi, costruisco prodotti AI senza saper programmare (si chiama “vibe coding”, ed è una storia che vi racconterò), e con questa rubrica settimanale voglio fare una cosa sola: aiutarvi a capire cosa sta succedendo davvero con l’IA generativa, senza l’hype di chi vende e senza il cinismo di chi nega.

L'Europa ha un piano AI da 200 miliardi. E un grande punto cieco sul cittadino

L'Europa ha un piano AI da 200 miliardi. E un grande punto cieco sul cittadino

Ieri all'AI Week ho ascoltato il keynote della direttrice dell'EU AI Office. Le ho fatto tre domande nel backstage, e tutte e tre hanno preso una piega laterale.

di pubblicata il , alle 08:01 nel canale Scienza e tecnologia
IA Upgrade
 

Lucilla Sioli dirige l'ufficio europeo per l'intelligenza artificiale e ha in mano la matassa più ingarbugliata del momento a Bruxelles: l'attuazione dell'AI Act, la supervisione dei modelli di frontiera, il coordinamento del piano industriale europeo. Italiana espatriata da molti anni, ha gestito il dossier dall'inizio. Dal 2 agosto avrà anche i poteri formali di intervento.

Il suo intervento all'AI Week di Milano, intitolato "Building the AI Continent", era un riassunto operativo del piano industriale dell'Unione.

Il piano europeo, in versione concentrata

Il piano si chiama AI Continent Action Plan e poggia su cinque pilastri: infrastruttura di calcolo, dati, competenze, sviluppo degli algoritmi e adozione, semplificazione regolatoria. Sotto questa elencazione c'è materia concreta.

Compute. Diciannove AI Factories già operative sul territorio dell'Unione, che collegano i supercomputer pubblici a startup e imprese. Sopra di queste arrivano le AI Gigafactories, fino a cinque, ciascuna con oltre centomila processori AI di fascia alta. Il programma InvestAI punta a mobilitare venti miliardi di euro privati sul livello giga e duecento miliardi complessivi. L'obiettivo del Cloud and AI Development Act è triplicare la capacità dei data center europei entro cinque-sette anni.

Apply AI Strategy. Dieci settori industriali strategici, ognuno con un'azione di punta. Il termine ricorrente è "AI first", e l'Apply AI Strategy promuove esplicitamente un approccio "buy European", soprattutto per il settore pubblico, con un primo budget di un miliardo di euro.

AI Act e Digital Omnibus. La legge esiste ma non è ancora pienamente in vigore. Sioli ha mostrato la slide del Digital Omnibus on AI, il pacchetto di aggiustamenti su cui l'accordo politico è arrivato pochi giorni fa: la timeline per i sistemi ad alto rischio è stata spostata di circa sedici mesi, e l'AI Office avrà la competenza esclusiva di vigilare sui sistemi integrati nelle grandi piattaforme online.

Modelli di frontiera. Il GPAI Code of Practice, firmato fra gli altri da OpenAI, Anthropic, Google e Mistral, nomina quattro categorie di rischio sistemico da valutare: CBRN (chimico, biologico, radiologico, nucleare), cyber, manipolazione dannosa, e perdita di controllo. Quest'ultima voce, in inglese loss of control, è la stessa formulazione che i laboratori AI usano nei loro documenti interni di gestione del rischio. In Italia se ne è parlato poco; è la prima volta che un regolatore europeo mette per iscritto una categoria di rischio nata dentro i laboratori americani.

Le risposte dal palco: tre passaggi che vale la pena tenere

Tre passaggi dello scambio col moderatore mi sono rimasti.

Sulla sovranità digitale, Sioli è stata realista in modo quasi disarmante. Non pensa che oggi qualcuno stacchi la spina ai servizi americani, però la domanda su dove vanno i dati va fatta, e l'unica risposta seria è costruire l'alternativa europea, sapendo che ci vuole tempo. Sostegno a Mistral, ai modelli italiani, ai progetti emergenti, e capitale di rischio europeo per farli crescere.

Sul ritardo europeo rispetto a USA e Cina, il passaggio che a me è piaciuto di più. Sioli non crede che l'AI Act sia la causa del ritardo negli investimenti. Le ragioni stanno altrove: non esiste un vero mercato unico europeo, e soprattutto non esiste un mercato unico del capitale. I colossi americani sono nati prima dell'AI, addosso a infrastrutture cloud e dataset che esistevano già, e quando l'AI è arrivata si sono limitati a montarcela sopra. OpenAI ha trovato Microsoft, Anthropic ha trovato Amazon Web Services.

Sul coordinamento fra Stati membri, ha citato il modello dei consorzi EDIC (European Digital Infrastructure Consortium), già attivati su semiconduttori e su alcuni filoni AI. Si mettono in comune fondi e infrastrutture di Francia, Germania o altri stati interessati, e si fa massa critica su un singolo dominio.

Le tre domande nel backstage

Una volta finito l'intervento mi sono avvicinato e le ho fatto tre domande.

Direttrice, sul palco lei ha parlato di grandi progetti, di LLM di frontiera, di concorrenza con i grossi laboratori americani. Ma sui modelli locali, quelli che girano sulle GPU dei nostri PC, quelli con cui le persone potrebbero gestirsi i propri dati a casa propria, voi avete pensato a costruire una politica europea che responsabilizzi il singolo cittadino?

È un tema molto importante, soprattutto nell'epoca degli agenti AI. Vedo che anche qui ci sono sempre più sviluppatori di agenti, e questi agenti hanno accesso ai nostri dati ed eseguono determinati compiti. È fondamentale che lo facciano in maniera responsabile, e che noi cittadini impariamo a essere responsabili davanti a questo tipo di sistemi. Si fa con la formazione del cittadino, ed è un compito che non riguarda solo il settore pubblico. Riguarda anche la società civile, e soprattutto le imprese, che devono partecipare in maniera più incisiva alla formazione della popolazione.

È un dovere civico di chiunque, e io stesso, da divulgatore, cerco di spiegare in termini semplici cosa vuol dire AI. Ma sulla parte specifica dei modelli piccoli, dei modelli locali...

Sì. Però dire che l'Europa dovrà essere forte solo sui modelli piccoli, no. Bisogna essere presenti sui vari mercati.

Lei dal palco ha citato i modelli italiani. Per Umani per ora, il libro che ho appena pubblicato, ho fatto qualche verifica. I due modelli italiani più visibili oggi stanno fra i sette e i nove miliardi di parametri, e nessuno dei due è paragonabile ai modelli di frontiera contemporanei.

Per esempio ci sono modelli italiani specializzati in lingue diverse, addirittura in lingue africane. Sono di rilievo perché hanno quel tipo di specializzazione.

Ma rimangono modelli molto piccoli.

Hanno il vantaggio di una specializzazione che un grosso modello non ha. Dipende a cosa servono.

Un'ultima cosa. Ci sono campioni europei come Mistral o DeepL, ma sul mercato consumer arrivano poco rispetto agli americani. È anche un problema di marketing, di come l'Europa li racconta al pubblico finale?

Sì, però per esempio anche Mistral è molto forte sul lato delle applicazioni industriali. Spesso la gente pensa ai modelli per i consumatori, quelli che utilizziamo noi per fare qualche domanda. In realtà ci sono dei modelli general purpose, come si chiamano, che vengono applicati all'industria, e oltretutto si applicano on-premise, in modo che anche i dati industriali restano localizzati. È molto importante per la sovranità tecnologica, ed è molto importante per le imprese che hanno bisogno di non far uscire i propri dati.

Tre domande, tre risposte un po' fuori tema

Le tre domande puntavano tutte allo stesso oggetto, il rapporto fra il piano AI europeo e il singolo utente, e ognuna ha trovato una deviazione su un binario diverso.

Prima domanda. Chiedo dei modelli locali sui PC consumer e la risposta arriva sugli agenti AI e sulla formazione del cittadino. Sono temi importanti, ma diversi: il primo è una proprietà del software (modello on-device, pesi sotto il controllo dell'utente), il secondo del cittadino (consapevolezza, alfabetizzazione). Lo spostamento lascia inevasa la domanda di policy: l'EU sta facendo qualcosa per sostenere lo sviluppo di modelli piccoli, open-weight (cioè con i parametri pubblici e scaricabili da chiunque), eseguibili in locale?

Sulla seconda. Porto qualche dato concreto: i due modelli italiani più visibili oggi, FastwebMIIA di Fastweb e Italia 9B di iGenius e CINECA, stanno fra i sette e i nove miliardi di parametri, e restano lontani dai modelli di frontiera contemporanei. I modelli locali europei sono piccoli e specializzati per ragioni strutturali del comparto. Sioli aggiunge che la specializzazione è un vantaggio, e in linea di principio ha ragione. In pratica, se manca il compute per i modelli generalisti, cioè la potenza di calcolo necessaria ad addestrarli, la specializzazione diventa l'unico esito possibile, e chiamarla strategia significa solo dare un nome nobile a un ripiego. Sull'hardware che le persone hanno in casa, i piani europei tacciono.

Alla terza. Provo a portarla sul marketing dei campioni europei, e la risposta arriva ancora una volta sui modelli installati dentro l'infrastruttura aziendale, quello che in gergo si chiama on-premise.
L'on-premise conta molto per le grandi imprese che non vogliono far uscire i propri dati industriali. Ma riguarda Stellantis o Enel o un grande ospedale, non riguarda me che cerco un'app di traduzione o un aiuto a scrivere email.

Il piano EU sa parlare di compute industriale e di rischio sistemico, ma non ha ancora un vocabolario per la sovranità a livello di cittadino-utente. Quando la domanda arriva su scala personale, l'unica scala che il piano conosce bene è quella della formazione e dell'enterprise.

Eppure, è proprio lì che secondo me si gioca il piano nel lungo periodo. Ecco tre ragioni.

Uno, i dati personali. Se gli agenti AI si diffondono come tutto suggerisce, in pochi anni la quantità di dati personali europei che attraversa data center extra-UE crescerà di un ordine di grandezza. Un modello che gira nel mio PC risolve il problema alla radice. Un modello americano in cloud lo risolve con accordi contrattuali, che restano sempre revocabili.

Due, il mercato. Mistral può sopravvivere come fornitore enterprise, ma senza una base utenti di massa che ne usi i prodotti tutti i giorni difficilmente diventerà un attore di scala globale. Senza un attore di scala globale, l'Europa resta esposta a decisioni unilaterali altrui. La parte consumer conta proprio perché è da lì che gli utenti finanziano, con uso quotidiano e dati, lo sviluppo dei modelli successivi. Gli americani hanno costruito i loro colossi così.

Tre, la sovranità cognitiva. Le interfacce AI stanno diventando il filtro con cui sempre più persone si formano un'opinione su qualsiasi cosa. Avere come unico intermediario un sistema sviluppato e regolato in una giurisdizione diversa significa accettare un piccolo trasferimento di sovranità ogni volta che apri l'app. Le costituzioni nazionali non hanno previsto questa mediazione perché non esisteva, e mi sembra una cosa che a un certo punto qualcuno dovrà guardare in faccia.

Il piano dell'UE è probabilmente il migliore che si potesse mettere insieme con i vincoli politici e finanziari attuali. Le AI Factories sono operative, le Gigafactories restano un'ambizione concreta, l'AI Act dal 2 agosto avrà finalmente poteri di intervento.

Quello che manca è una linea di azione sul come si arriva nei PC degli europei. Sostegno pubblico ai modelli open-weight di piccola taglia, accordi con i produttori di hardware consumer, finanziamenti per le startup che lavorano on-device, integrazioni nei sistemi operativi nazionali. Una di queste cose, una qualunque. Per ora, su questo, il piano dice poco.

Va anche detto che un piano industriale serio fino a tre anni fa non esisteva, e che Sioli e il suo ufficio hanno costruito in tempi rapidi una architettura di policy che molti altri continenti non hanno. Resta da costruire la parte che riguarda il cittadino-utente.

20 Commenti
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AlexSwitch20 Maggio 2026, 09:00 #1
Ottimo articolo che mette a nudo le principali criticità dell'AI " made in UE ".

Oltre ai dubbi da te elencati a fine articolo aggiungerei anche quelli su come creare un ambiente favorevole agli investimenti nel settore AI e sui chip in generale.
Il peccato originale europeo nell'industria informatica è proprio quello di non avere realtà come quelle in USA ed in Cina che permettano la realizzazione ed il consolidamento di un vero e proprio comparto industriale con tuto il suo indotto.
Se la vogliamo vedere in maniera più venale l'Europa non è capace di generare ritorni finanziari, ROI, adeguati dalla sua ( nostra ) industria high tech sebbene ci siano eccezioni come ASML ed ARM ( ora messa sotto attacco negli USA da parte di Qualcomm ).
Notturnia20 Maggio 2026, 09:12 #2
ci manca energia elettrica stabile ed economica per iniziare a creare datacenter seri
dominator8420 Maggio 2026, 09:18 #3
Originariamente inviato da: AlexSwitch
Ottimo articolo che mette a nudo le principali criticità dell'AI " made in UE ".

Oltre ai dubbi da te elencati a fine articolo aggiungerei anche quelli su come creare un ambiente favorevole agli investimenti nel settore AI e sui chip in generale.
Il peccato originale europeo nell'industria informatica è proprio quello di non avere realtà come quelle in USA ed in Cina che permettano la realizzazione ed il consolidamento di un vero e proprio comparto industriale con tuto il suo indotto.
Se la vogliamo vedere in maniera più venale l'Europa non è capace di generare ritorni finanziari, ROI, adeguati dalla sua ( nostra ) industria high tech sebbene ci siano eccezioni come ASML ed ARM ( ora messa sotto attacco negli USA da parte di Qualcomm ).


minchia
AlexSwitch20 Maggio 2026, 09:18 #4
Comunicazione di servizio: i link ad " AI Continet Action Plan " e " InvestAI " non funzionano - pagina non trovata.
giacomo_uncino20 Maggio 2026, 10:38 #5
Originariamente inviato da: Notturnia
ci manca energia elettrica stabile ed economica per iniziare a creare datacenter seri


più che l'energia in EU non si possono creare campioni europei sullo stampo di quelli USA e Cina. Tutti guardano al loro orticello e boicottano costantemente quello che fa il vicino, basta guardare la vicenda Unicredit Commerzbank. (Ma anche da noi quando Unicredit voleva acquisire Banco BPM, e "qualcuno" definì Unicredit banca straniera )

già vedo i francesi che puntano a comandare sul versante IA con i soldi degli altri
Notturnia20 Maggio 2026, 10:52 #6
Originariamente inviato da: giacomo_uncino
più che l'energia in EU non si possono creare campioni europei sullo stampo di quelli USA e Cina. Tutti guardano al loro orticello e boicottano costantemente quello che fa il vicino, basta guardare la vicenda Unicredit Commerzbank. (Ma anche da noi quando Unicredit voleva acquisire Banco BPM, e "qualcuno" definì Unicredit banca straniera )

già vedo i francesi che puntano a comandare sul versante IA con i soldi degli altri


quello poi è l'altro motivo per cui l'Europa è un fallimento.. siamo nazioni divise con idee diverse e non lavoriamo mai assieme per l'Europa ma usiamo l'Europa come benefit o scusa danneggiando molti per il beneficio di pochi.. non è fattibile un lavoro unificato.. ma se ci fosse energia a basso prezzo come in Cina o USA arriverebbero gli investitori senza chiamarli.. ma non puoi mettere un datacenter da 1 GW se poi l'energia costa 200 €/MWh quando altrove stai a 70..
lollo920 Maggio 2026, 10:58 #7
grazie luciano ballerano e hwupgrade, bell'articolo

qualche riflessione sparsa

la Sioli fa un po' quello che fanno tutti a bruxelles da anni, cioè rispondere alle domande che vorrebbe le facessero invece di quelle che le fanno. tre volte di fila ha spostato dal cittadino all'enterprise. sempre sta dannata forma mentis. il consumer come soggetto politico autonomo non esiste nel vocabolario EU. esiste come utente da tutelare, da formare, da proteggere. mai come uno a cui dare strumenti in mano.

sulla cosa dei modelli italiani ed EU "specializzati" ok, fa ridere. se stai a 7-9 miliardi di parametri si chiama vincolo di budget. chiamarla specializzazione è una razionalizzazione ex-post del limite

detto questo concordo che l'AI Act c'entri poco o nulla col ritardo. il problema è strutturale e viene prima: non hai mercato "davvero" unico, non hai mercato unico dei capitali, non hai uniformità regolatoria, hai ancora persone che si spostano intra-eu con una farraginosità assurda. queste cose andavano fatte prima e in ordine. non solo non sono state fatte, continuano a non voler esser fatte. poi un giorno ti svegli male e ti ritrovi a competere con chi partiva già con cloud, dataset e infrastruttura pronti e ti chiedi perché sei indietro.

quanto a soldi e tech: Mistral tecnicamente non ha niente da invidiare a nessuno, anzi. è davvero lo stato dell'arte. il problema è che non puoi fare training su scala senza compute su scala, e il compute su scala costa miliardi che l'EU non ha messo sul tavolo in tempo. è una questione industriale prima e finanziaria poi.
siamo al punto in cui in USA una singola startup alza in un solo round di finanziamento più soldi di quanti l'intera EU ne metta nei suoi roboanti "piani strategici pluriennali". ma proprio taaaaanti di più. per prima cosa l'EU deve capire che non può proprio minimamente competere con questo modus operandi. devi liberare risorse bottom-up, non controllarle top-down.
non hai voluto liberare risorse private mantenendo i mercati interni come piccoli silos isolati che ogni governicchio di 4 vecchi e 3 galline vuole proteggere? ok, ti tocca fare investimenti con budget pubblico allora. solo che il pubblico costa sempre dannatamente di più, è più lento, più inefficace nell'allocazione dei capitali e tutta la solita situazione che ben conosciamo. tra l'altro, il pubblico è già sommerso di debiti, per non aver fatto da 30 anni quello che serviva fare, ogni paese a modo suo, ma chi più chi meno tutti soffrono il nanismo dei mercati interni, e tutti questi campanili e potentati locali puntualmente pilotati dalla politica non rendono un servizio a nessuno. quale che sia lo schieramento locale

l'ultima cosa, quella sulla sovranità cognitiva, diciamola fino in fondo: se usi ogni giorno un sistema che decide cosa mostrarti, come riformulare le tue domande, quali fonti privilegiare, e quel sistema è addestrato e governato altrove, stai cedendo qualcosa di abbastanza importante senza che nessuno te lo abbia chiesto
non è affatto un problema futuro
Apple8020 Maggio 2026, 11:54 #8
Vera Rubin NVL72, potrà risolvere i problemi energetici e di raffreddamento. ha un ottima efficienza energetica
mmorselli20 Maggio 2026, 12:08 #9
Originariamente inviato da: Apple80
Vera Rubin NVL72, potrà risolvere i problemi energetici e di raffreddamento. ha un ottima efficienza energetica


Ne installeranno semplicemente di più
Notturnia20 Maggio 2026, 12:13 #10
Originariamente inviato da: lollo9
grazie luciano ballerano e hwupgrade, bell'articolo

qualche riflessione sparsa

la Sioli fa un po' quello che fanno tutti a bruxelles da anni, cioè rispondere alle domande che vorrebbe le facessero invece di quelle che le fanno. tre volte di fila ha spostato dal cittadino all'enterprise. sempre sta dannata forma mentis. il consumer come soggetto politico autonomo non esiste nel vocabolario EU. esiste come utente da tutelare, da formare, da proteggere. mai come uno a cui dare strumenti in mano.

sulla cosa dei modelli italiani ed EU "specializzati" ok, fa ridere. se stai a 7-9 miliardi di parametri si chiama vincolo di budget. chiamarla specializzazione è una razionalizzazione ex-post del limite

detto questo concordo che l'AI Act c'entri poco o nulla col ritardo. il problema è strutturale e viene prima: non hai mercato "davvero" unico, non hai mercato unico dei capitali, non hai uniformità regolatoria, hai ancora persone che si spostano intra-eu con una farraginosità assurda. queste cose andavano fatte prima e in ordine. non solo non sono state fatte, continuano a non voler esser fatte. poi un giorno ti svegli male e ti ritrovi a competere con chi partiva già con cloud, dataset e infrastruttura pronti e ti chiedi perché sei indietro.

quanto a soldi e tech: Mistral tecnicamente non ha niente da invidiare a nessuno, anzi. è davvero lo stato dell'arte. il problema è che non puoi fare training su scala senza compute su scala, e il compute su scala costa miliardi che l'EU non ha messo sul tavolo in tempo. è una questione industriale prima e finanziaria poi.
siamo al punto in cui in USA una singola startup alza in un solo round di finanziamento più soldi di quanti l'intera EU ne metta nei suoi roboanti "piani strategici pluriennali". ma proprio taaaaanti di più. per prima cosa l'EU deve capire che non può proprio minimamente competere con questo modus operandi. devi liberare risorse bottom-up, non controllarle top-down.
non hai voluto liberare risorse private mantenendo i mercati interni come piccoli silos isolati che ogni governicchio di 4 vecchi e 3 galline vuole proteggere? ok, ti tocca fare investimenti con budget pubblico allora. solo che il pubblico costa sempre dannatamente di più, è più lento, più inefficace nell'allocazione dei capitali e tutta la solita situazione che ben conosciamo. tra l'altro, il pubblico è già sommerso di debiti, per non aver fatto da 30 anni quello che serviva fare, ogni paese a modo suo, ma chi più chi meno tutti soffrono il nanismo dei mercati interni, e tutti questi campanili e potentati locali puntualmente pilotati dalla politica non rendono un servizio a nessuno. quale che sia lo schieramento locale

l'ultima cosa, quella sulla sovranità cognitiva, diciamola fino in fondo: se usi ogni giorno un sistema che decide cosa mostrarti, come riformulare le tue domande, quali fonti privilegiare, e quel sistema è addestrato e governato altrove, stai cedendo qualcosa di abbastanza importante senza che nessuno te lo abbia chiesto
non è affatto un problema futuro


buona disanima, il problema è che è la politica stessa che sta imponendo questa involuzione e la maschera come cosa buona.. vedi l'immigrazione, la distruzione delle acciaierie, la rivoluzione energetica etc.. in realtà da 30 anni l'europa combatte per un peggioramento più o meno lento delle capacità degli europei..

altre nazioni erano arretrate in questi settori ma si sono dati da fare.. l'esempio più evidente è la Cina che, avendo risorse (e noi ne avremmo..) ha deciso di pianificare una ristrutturazione interna tesa ad una crescita continua, dal produrre energia a produrre auto, chip, tecnologia (Shenzen ne è un esempio) etc..

Volere è potere.. quindi vuol dire che qua in europa non c'è la volontà di farlo perchè politicamente è necessario fare altro.. l'impatto delle IA sulla gente "normale" sarà devastante.. come ha scritto qualcuno, si chiederà alla IA come pisciare in bagno fra poco.. deleghiamo l'uso stesso del cervello e, come hai detto tu, la gestione delle informazioni

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