Intelligenza Artificiale: nel Regno Unito non può essere titolare di brevetto
Una macchina può essere considerata inventore di oggetti e creatore di opere d'arte? Non secondo la Corte Suprema del Regno Unito, per la quale un inventore "deve essere una persona fisica"
di Andrea Bai pubblicata il 20 Dicembre 2023, alle 18:21 nel canale Scienza e tecnologiaL'Alta Corte del Regno Unito ha respinto il ricorso del dottor Stephen Thaler che da diverso tempo sta cercando di ottenere i brevetti per due invenzioni realizzate da DABUS, un'IA che egli stesso definisce come la sua "macchina della creatività". Thaler vorrebbe che la macchina fosse riconosciuta come creatrice delle invenzioni, ma la sentenza della corte afferma che i brevetti non possono essere validi se DABUS viene registrata come inventore.
La motivazione della corte, come riporta anche Reuters, si basa su una disposizione della legge sui brevetti in vigore nel Regno Unito, che stabilisce che "un inventore deve essere una persona fisica". I rappresentanti legali di Thaler hanno risposto con disappunto alla decisione della corte, affermando che "la sentenza stabilisce che l'attuale legge sui brevetti nel Regno Unito è totalmente inadatta a proteggere le invenzioni generate in modo autonomo dalle macchine IA".

È dal 2018 che Stephen Thaler prova a registrare i due brevetti a nome di DABUS, che ha inventato un contenitore per alimenti e una luce lampeggiante. L'Ufficio per la Proprietà Intellettuale del Regno Unito ha indicato che è necessario che venga indicato un essere umano nella richiesta di brevetto e Thaler ha ritirato la domanda e impugnato la decisione presso l'Alta Corte e poi presso la Corte d'Appello. Il giudice Elisabeth Laing ha dichiarato laconicamente: "Solo una persona può avere diritti. Una macchina non può".
Non è la prima volta che a Thaler, cittadino statunitense, viene negata la possibilità di registrare brevetti a nome della sua IA DABUS. Le due medesime invenzioni sono state proposte all'ufficio brevetti USA, che ha anch'esso respinto la domanda.
Thaler ha inoltre citato in giudizio l'Ufficio del Copyright degli Stati Uniti per non aver riconosciuto i diritti d'autore di un'opera d'arte creata da DABUS. Questo caso è arrivato anche sul tavolo del Tribunale Distrettuale di Columbia dove il giudice Beryl Howell ha dichiarato: "L'autore umano è un requisito fondamentale per i diritti d'autore". Secondo Thaler si tratta di una sentenza contro la costituzione, ma la Corte Suprema degli Stati Uniti non ha accolto il suo caso ponendo fine a qualsiasi ulteriore possibilità di sostenere la sua tesi.










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6 Commenti
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ma è assurdo che si debba pure commentare la cosa
ma è assurdo che si debba pure commentare la cosa
Non è così semplice soprattutto nel diritto anglosassone.
Se ci fosse una sentenza del genere allora i genitori di un figlio potrebbero sostenere che un eventuale brevetto del figlio appartiene a loro in quanto creatori e ti assicuro che per il diritto anglosassone non sarebbe una causa così improbabile anzi... c'è tanto ma tanto di peggio.
Inoltre si crea il problema che se domani una IA fosse in grado di progettare una IA più avanzata e quest'ultima crea un brevetto che si fa? Si va all'indietro fino al primo umano? E se questo fosse vissuto 100 anni fa? Oggi ovviamente qualsiasi creatore di IA è ovviamente vivo e vegeto ma ciò non toglie che in futuro si potrebbe creare il problema.
Personalmente ritengo che le attuali IA non possano detenere diritti e quindi che debba sempre esser chiara e legalmente riconosciuta la proprietà umana.
Se in futuro ci fosse una AGI vera e propria allora ritengo che dovrebbe avere diritto di proprietà su quello che crea almeno a livello di brevetti.
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