Il rover NASA Perseverance si è scattato un nuovo selfie su Marte, prosegue l'esplorazione del Pianeta Rosso
Nelle scorse settimane il rover NASA Perseverance ha catturato un nuovo selfie (formato da 61 immagini singole) su Marte. In circa cinque anni il rover ha percorso quasi 42 km superando il più anziano Curiosity.
di Mattia Speroni pubblicata il 16 Maggio 2026, alle 21:09 nel canale Scienza e tecnologiaNASA
Nel corso delle scorse settimane il rover NASA Perseverance si è scattato un nuovo selfie grazie alla fotocamera scientifica WATSON (Wide Angle Topographic Sensor for Operations and eNgineering) presente sul braccio robotico che viene poi "cancellato", pur rimanendo visibile nell'ombra sul terreno. Per questa immagine è stato utilizzato un mosaico di 61 fotografie singole scattate l'11 marzo 2026 (impiegando circa un'ora), scaricate attraverso il Deep Space Network (DSN) e poi assemblate sulla Terra. La zona interessata è quella del bordo del cratere Jezero mentre il rover continua il suo viaggio sul Pianeta Rosso in cerca di tracce di vita passata.

Come sappiamo la missione Mars Sample Return è stata cancellata per com'era stata pensata inizialmente a causa dello sforamento dei costi. Questo significa che la Cina (con la missione Tianwen-3) potrebbe battere il duo NASA/ESA nel portare sulla Terra per la prima volta dei campioni di roccia di un altro pianeta. La missione di NASA Perseverance non è però conclusa e molte potrebbero essere le scoperte che ci attendono nei prossimi anni.
Il rover NASA Perseverance si è scattato un nuovo selfie
Nelle immagini si può notare un affioramento roccioso soprannominato Arathusa che si trova nella zona che gli scienziati chiamano Lac de Charmes. Sulla roccia vicino al rover marziano è possibile notare un'abrasione circolare realizzata dagli strumenti di bordo per rimuovere la parte superficiale della pietra e permettere un'analisi della sezione inferiore che non ha subito alterazioni per milioni di anni.
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Il rover NASA Perseverance è ora alla sua quinta campagna scientifica, chiamata Northern Rim Campaign. Come spiegato da Katie Stack Morgan (scienziata del JPL) "abbiamo scattato questa immagine quando il rover era nel -Wild West- oltre il bordo del cratere Jezero – la zona a ovest più lontana dove siamo stati da quando siamo atterrati poco più di cinque anni fa. Avevamo appena abraso e analizzato l'affioramento Arathusa, e il rover era posizionato in un punto che forniva una splendida vista sia sul bordo di Jezero che sul terreno più vicino al di fuori del cratere".
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Le analisi su Arathusa mostrano come questa roccia sia composta da minerali ignei che si sono formati, probabilmente, prima della formazione del cratere Jezero stesso. In particolare questo genere di rocce si formano sotto la superficie quando la roccia fusa si raffredda e si solidifica.
Grazie alla Mastcam-Z è stato poi possibile catturare una panoramica completa della zona antistante il rover marziano. Questo permette agli ingegneri di pianificare il proseguo della missione oltre a rilevare zone scientificamente interessanti. Per esempio sono presenti rocce scagliate dall'impatto di un meteorite nella zona di Isidis Planitia circa 3,9 miliardi di anni fa.

I ricercatori stanno cercando di individuare le rocce più significative. Rispetto alla zona del delta del cratere Jezero, dove si trovano rocce sedimentarie, qui ci sono rocce ignee estrusive (colate laviche) o rocce formatesi dall'impatto di meteoriti che sono anche più antiche del cratere stesso.

Il prossimo passo sarà andare nella zona di Singing Canyon per permettere di raccogliere ulteriori dati sulla formazione dei Pianeta Rosso. Attualmente NASA Perseverance ha raccolto 30 campioni di roccia, regolite e atmosfera con l'ultimo che risale a luglio dello scorso anno. Allo stato attuale il rover ha percorso 41,93 km in 1859 sol, superando il più "anziano" rover Curiosity che ha toccato i 36,91 km in 4893 sol.












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