I droni come i pipistrelli: allo studio un sistema di ecolocalizzazione

I droni come i pipistrelli: allo studio un sistema di ecolocalizzazione

La Purdue University lavora allo sviluppo di un sistema che possa consentire ai droni di navigare all'interno di ambienti sfruttando l'eco, proprio come fanno i pipistrelli

di pubblicata il , alle 18:41 nel canale Scienza e tecnologia
 

Le idee alla base del progresso tecnologico sono spesso innescate da un guizzo dell'ingegno umano dopo aver osservato ciò che accade in natura. E' quanto accaduto ad un gruppo di ricercatori della Purdue University che dopo aver tratto ispirazione dal modo in cui i pipistrelli sono in grado di muoversi nel buio sfruttando l'ecolocalizzazione, hanno pensato di provare ad applicare lo stesso principio ai droni.

E' da qui che è partito lo sviluppo di un sistema con quattro microfoni e uno speaker, che sfrutta la possibilità di analizzare l'eco generato da un segnale acustico per stimare la distanza ed il posizionamento nello spazio di altri oggetti. I ricercatori hanno iniziato cercando di ricostruire il posizionamento delle pareti di varie stanze sfruttando appunto l'eco generato dall'altoparlante del drone e intercettato dai suoi microfoni.

Attualmente la sperimentazione verte sul riuscire ad identificare correttamente le pareti con un drone fermo, ma i ricercatori stanno raccogliendo elementi per poter preparare una successiva prova che prevede il drone in volo in movimento o situazioni in cui gli spostamenti del drone siano limitati.

Si tratta di un percorso di ricerca particolarmente interessante perché, nel caso dovesse procedere con successo, permetterebbe di realizzare sistemi di navigazione meno dipendenti da sensori, videocamere e tecnologie di posizionamento satellitare: una prospettiva che potrebbe rivelarsi particolarmente utile in situazioni di ricerca e soccorso, di sorveglianza e pattugliamento notturno e in generale altri impieghi/missioni in situazioni di luce scarsa.

Non solo: un sistema di questo tipo potrebbe essere utile anche per droni subacquei e altri tipi di natanti che si trovano ad operare in un ambiente dove la visibilità ottica è fisiologicamente limitata. E, a voler essere un po' visionari, questa tecnologia potrebbe aiutare anche i veicoli terrestri andando a complementare, per esempio, il sistema di sensoristica delle auto a guida autonoma.

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