Hubble e Chandra scoprono due buchi neri supermassicci separati da soli 300 anni luce
Nella galassia MCG-03-34-64 (a 800 milioni di anni luce dalla Terra), i telescopi Hubble e Chandra hanno scoperto due buchi neri supermassicci separati da soli 300 anni luce. Si stima che potrebbero fondersi entro 100 milioni di anni.
di Mattia Speroni pubblicata il 11 Settembre 2024, alle 20:29 nel canale Scienza e tecnologiaNASA
Il telescopio spaziale Chandra si trova in un periodo complesso della sua vita, con la riduzione dei fondi per la NASA infatti potrebbe essere presto vedere ridotta la sua operatività e la produzione scientifica derivante. Anche il telescopio spaziale Hubble potrebbe subire una sorte simile (anche se con meno restrizioni). Nonostante tutto la coppia di strumenti scientifici continua a produrre risultati interessanti, come la coppia di buchi neri supermassicci rilevati a circa 800 milioni di anni luce dalla Terra.

La scoperta è stata inserita nello studio dal titolo Resolving a Candidate Dual Active Galactic Nucleus with ∼100 pc Separation in MCG-03-34-64. Secondo quanto riportato, questi due buchi neri supermassicci si troverebbero rispettivamente a una distanza di 300 anni luce nella galassia MCG-03-34-64. Se i dati saranno confermati, sarà la coppia di oggetti celesti di questo tipo più vicina mai osservata nell'Universo locale. Altri oggetti simili sono stati rilevati in passato ma solo con radiotelescopi e non con analisi su differenti lunghezze d'onda.

Questi due buchi neri sono nuclei galattici attivi (AGN) ed erano al centro di due galassie in fase di fusione, portando ad avvicinare i due oggetti celesti. I ricercatori hanno impiegato sia il telescopio spaziale Hubble che il telescopio spaziale Chandra per raccogliere la maggior quantità di dati. Il primo ha rilevato la presenza di una grande quantità di gas incandescente (ossigeno) in una regione di Spazio molto piccola. La stessa zona è stata quindi osservata nei raggi X identificando non una ma due sorgenti distinte.

Anna Trindade Falcão (del Center for Astrophysics Harvard & Smithsonian) ha dichiarato "non ci aspettavamo di vedere qualcosa di simile. Questa rilevazione non è un evento comune nell’Universo locale e ci ha fatto intuire che ci fosse qualcos’altro in corso all’interno della galassia. [...] Quando abbiamo guardato MCG-03-34-64 nella banda a raggi X, abbiamo visto due fonti separate e potenti di emissione ad alta energia coincidente con i punti ottici luminosi della luce visti con Hubble. Abbiamo messo insieme questi pezzi e abbiamo concluso che stavamo probabilmente guardando due buchi neri supermassicci ravvicinati".

C'è poi una terza fonte luminosa oltre ai due buchi neri supermassicci. I ricercatori non hanno ancora chiarito la sua origine ma potrebbe del gas riscaldato da getti relativistici provenienti proprio dai buchi neri. Serviranno altre rilevazioni però per averne la certezza. Si stima che questi due buchi neri possano fondersi entro 100 milioni di anni generando anche onde gravitazionali. Attualmente le ipotesi propendono sul fatto che gli AGN binari di questo tipo fossero più frequenti nell'Universo primordiale rispetto a ora a causa di un maggior numero di fusioni di galassie. Rilevarne quindi nell'Universo locale permetterebbe di comprendere come si è evoluto il Cosmo e come si è arrivati alla struttura attuale.










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