Grazie al Very Large Telescope potrebbe essere stata individuata una luna in un sistema solare diverso dal nostro
Il sistema CD‑35 2722 è molto diverso dal Sistema Solare che conosciamo. Qui gli scienziati, grazie al Very Large Telescope, potrebbero aver individuato una luna (o esosatellite) che potrebbe avere le dimensioni di Giove.
di Mattia Speroni pubblicata il 22 Luglio 2026, alle 17:01 nel canale Scienza e tecnologiaESO
Si torna a scrivere di sistemi solari differenti dal nostro e in particolare delle ricerche effettuate dal Very Large Telescope dell'ESO, dopo le recenti scoperte legate al sistema di Beta Pictoris. Questa volta però l'attenzione è stata posta non su un esopianeta ma piuttosto su una luna o un esosatellite che potrebbe trovarsi all'interno del sistema conosciuto come CD‑35 2722. Si potrebbe trattare dell'identificazione della prima luna al di fuori del Sistema Solare. Un risultato che, se confermato, segnerebbe una svolta nella comprensione dei sistemi planetari extrasolari.
Questo candidato esosatellite si trova in un sistema molto diverso da quelli a cui siamo abituati a pensare (e ovviamente rispetto al Sistema Solare). Infatti in questo caso l'oggetto appena scoperto non orbita attorno a un pianeta, come avviene per tutte le lune conosciute nel Sistema Solare, ma attorno a una nana bruna, la quale a sua volta orbita intorno alla stella CD‑35 2722 (una stella giovane con circa metà della massa del Sole).
Una nuova luna individuata dal Very Large Telescope
Le informazioni su questa nuova scoperta sono inserite nello studio dal titolo Satellite Detected Around a Star's Substellar Companion. Stando a quanto riportato, il sistema è composto da tre elementi principali: la stella, la nana bruna e la luna (o esosatellite), la cui natura sfida le definizioni tradizionali.

Le definizioni che diamo solitamente a luna e pianeta, basandoci su ciò che vediamo nel Sistema Solare, "funzionano male" per CD‑35 2722. Per esempio la nana bruna ha una massa di oltre 30 volte Giove, mentre l'esosatellite ha una massa potenzialmente simile a Giove (un valore che lo renderebbe compatibile con la definizione di pianeta).
Il satellite potrebbe avere un'orbita eccentrica intorno alla nana bruna con un periodo di circa 170 giorni. Queste condizioni sono quindi molto diverse dalle lune/satelliti che si trovano nelle nostre vicinanze. Una seconda possibilità, indagata nello studio, è che potrebbero esserci due satelliti intorno alla nana bruna che avrebbero orbite circolari con periodi di circa 171 e circa 87 giorni. Questa seconda possibilità sarebbe però meno probabile e più instabile, facendo preferire l'opzione a un satellite.

L'esosatellite potrebbe prendere questa definizione grazie al fatto che non orbita intorno a una stella ma a un corpo che a sua volta orbita attorno a una stella. Proprio per questo motivo non sarebbe associabile a un pianeta, nonostante le sue caratteristiche. Kevin Hoy (studente dell'ESO in Cile e autore dello studio) ha dichiarato "è piuttosto difficile definire questo sistema usando termini basati sul Sistema Solare come pianeta e luna. L'esosatellite è chiaramente abbastanza massiccio da poter essere considerato un pianeta, ma non orbita intorno a una stella. Orbita invece intorno a un oggetto che a sua volta orbita intorno a una stella. Essendo il terzo elemento in questo sistema, vorremmo chiamarlo luna, anche se non assomiglia per niente alle piccole lune rocciose che abbiamo nel nostro sistema".
La ricerca di satelliti naturali al di fuori del Sistema Solare è un obiettivo perseguito da anni, ma finora nessuna esoluna è stata confermata con certezza. Nonostante la scoperta di oltre seimila esopianeti, i candidati come esolune sono pochissimi e supportati da prove limitate. Un altro esempio di esosatellite potrebbe trovarsi nel sistema HD 206893, ma manca ancora una solida base di dati prima di averne una buona certezza.

Per quanto riguarda lo studio del sistema CD‑35 2722, i ricercatori hanno utilizzato lo strumento CRIRES+ (CRyogenic InfraRed Echelle Spectrograph Upgrade Project) del Very Large Telescope, applicando il metodo della velocità radiale, lo stesso impiegato in precedenza per identificare il primo esopianeta attorno a una stella simile al Sole. Gli scienziati hanno rilevato le piccole oscillazioni nella posizione della nana bruna causate dall’oggetto in orbita, così da individuare (indirettamente) la presenza dell'esosatellite.
In futuro i ricercatori sperano di migliorare la comprensione di questi sistemi, delle loro caratteristiche e dell'evoluzione con l'utilizzo dell'Extremely Large Telescope (ELT). Questo nuovo sistema sarà dotato di uno specchio da 39 metri e strumenti avanzati. Grazie a caratteristiche più avanzate di VLT dovrebbe essere possibile individuare lune più piccole e quindi avere ulteriori dati sui sistemi planetari che ci circondano.










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1 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - info- 1 stella con massa metà del Sole
- 1 nana bruna con massa 30 volte Giove
- 1 corpo con massa uguale circa Giove che ruota intorno alla predetta nana bruna
con i rapporti di massa e distanza caratteristici di quel sistema
[U]non vedo quale sia la difficoltà dal pensarli così[/U]
[U]non lo ha prescritto il dottore che tutti i sistemi stellari devono essere come quello solare[/U]
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