Gli utenti possono aiutare a classificare le galassie viste dal telescopio spaziale James Webb
La NASA ha annunciato che il progetto di citizen science chiamato Galaxy Zoo ha accesso ai dati del del telescopio spaziale James Webb per permettere la classificazione di galassie da parte di cittadini di ogni parte del Mondo.
di Mattia Speroni pubblicata il 05 Maggio 2025, alle 20:27 nel canale Scienza e tecnologiaESANASA
Nel corso dei mesi abbiamo potuto ammirare moltissime immagini raccolte dal telescopio spaziale James Webb come quelle della nebulosa NGC 1514 e di Herbig-Haro 49/50 ma anche conoscere i dati relativi a oggetti come asteroidi o esopianeti di vario genere. Ora la NASA ha chiesto l'aiuto degli utenti (non necessariamente scienziati) per classificare le forme di migliaia di galassie immortalate dal JWST così da renderne più veloce la catalogazione e poterle inserire in programmi e modelli più grandi ed elaborati.

Il progetto prende il nome di Galaxy Zoo ed è un esempio di citizen science che permette a chiunque, dai 10 anni in su, di contribuire a rispondere a domande fondamentali sull’evoluzione delle galassie: come sono cambiate le loro forme nel tempo? Quali processi hanno guidato questi cambiamenti? E perché? Un modo non solo per aiutare gli scienziati ma anche per far appassionare le persone alle scoperte astronomiche (e non solo).

Attualmente il sito di Galaxy Zoo ospita oltre 500 mila immagini di galassie, un numero troppo grande per essere analizzato esclusivamente dagli scienziati. Come ricordato da Christine Macmillan, volontaria scozzese "è un'opportunità unica per vedere immagini dal telescopio spaziale più avanzato. Possiamo osservare galassie al confine dell'Universo, catturate come apparivano miliardi di anni fa, quando stavano appena iniziando a formarsi. Basta registrarsi e rispondere a semplici domande sulla forma delle galassie. È alla portata di tutti!".
Come sappiamo, grazie alle capacità di osservazione nell'infrarosso e alla sua elevata risoluzione, il telescopio spaziale James Webb permette di osservare galassie a distanze mai raggiunte prima, offrendo uno sguardo su alcune delle più antiche mai rilevate. La forma che assumono le galassie permette di determinare informazioni sulla loro nascita, sulla formazione delle stelle e sulle interazioni con le galassie vicine.

Per partecipare a Galaxy Zoo bisogna seguire dei semplici passaggi: dopo aver esaminato un'immagine catturata dal telescopio spaziale James Webb, verranno poste domande come "la galassia è rotonda?" o "ci sono segni di bracci a spirale?". Dal 29 aprile sono tornate disponibili le galassie del programma COSMOS-Web survey mentre dal 5 maggio è stato riattivato l'accesso ai dati di JWST:CEERS.
Questo progetto è nato nel 2007 e aveva un archivio di un milione di galassie osservate dal telescopio Sloan Digital Sky Survey in New Mexico. Il progetto è stato poi ampliato alle immagini di telescopi spaziali come Hubble e Euclid dell'ESA. Nell'era dell'AI, anche qui non poteva mancare il suo intervento, con un'intelligenza artificiale chiamata ZooBot, che permette una pre-classificazione delle immagini più semplici basandosi su campioni visti da Hubble. L'AI però non può tutto! Quando ZooBot incontra galassie con strutture complesse o deboli chiede l'intervento dei volontari per una classificazione umana così da migliorare le sue capacità di apprendimento.










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