Generare energia elettrica anche di notte dai pannelli solari: un ingegnere ha la soluzione
Un ingegnere di Stanford, insieme ad alcuni colleghi, ha messo a punto un pannello solare capace di generare elettricità anche di notte. Per ora i numeri sono esigui, ma l'approccio è promettente e sfrutta un fenomeno naturale.
di Manolo De Agostini pubblicata il 14 Aprile 2022, alle 12:21 nel canale Scienza e tecnologiaI pannelli solari sono una soluzioni per produrre energia in modo sostenibile e slegarsi dai combustibili fossili, ma benché in costante evoluzione, presentano un problema: possono essere usati solo di giorno, quando a seconda della stagione e dal meteo vengono investiti dai raggi solari. Ebbene, stando a Sid Assawaworrarit, ingegnere elettrico presso la Stanford University, i pannelli solari del futuro produrranno energia anche di notte. Ne parla il sito Interesting Engineering.
Assaworrarit e i suoi colleghi hanno creato un dispositivo che permette ai tradizionali pannelli solari di generare elettricità sfruttando la piccola differenza di temperatura tra l'aria ambientale e la superficie di un pannello solare. I pannelli solari, infatti, possono lavorare al contrario emettendo radiazione infrarossa anche in assenza di luce: in pratica, i protoni trasportano il calore lontano dal pannello solare su lunghezze d'onda invisibili all'occhio umano.

In una giornata limpida (quando non ci sono nuvole nel cielo che riflettono la luce infrarossa verso la Terra) questo trasferimento di calore crea una differenza di temperatura di pochi gradi tra la superficie del pannello e l'aria circostante, un fenomeno chiamato raffreddamento radiativo, ed è proprio su questo che gioca il dispositivo messo a punto alla Stanford University.
Il cuore di tutto è un generatore termoelettrico, in grado di catturare il calore che fluisce tra l'aria calda e il pannello solare più freddo per trasformarlo in energia. Il team di Assworrarit è attualmente in grado di ottenere circa 50 milliwatt per metro quadrato di pannello solare.
Si tratta, ovviamente, di una piccola frazione dell'elettricità che un pannello solare può generare di giorno (in genere circa 150 watt per metro quadrato), ma lavorando sulla posizione e su alcune modifiche alla tecnologia si potrebbe salire a "circa 1 o 2 watt per metro quadrato". Anche in questo caso si parla di numeri esigui, ma ci sono molte applicazioni in cui una quantità di energia così ridotta potrebbe comunque risultare utile. Pensate a reti di sensori ambientali in aree remote, ad esempio.
Il team di Assworrarit non è il primo a puntare su un generatore termoelettrico per sfruttare il raffreddamento radioattivo durante la notte, ma l'approccio sembra promettente e si basa su pannelli solari tradizionali. Inoltre, un vantaggio importante di questa tecnologia sta nel fatto che vengono usati generatori termoelettrici allo stato solido, aspetto che ne garantisce un'elevata affidabilità.













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31 Commenti
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Non sono protoni
Non è raffreddamento radioattivo
Si, sfruttando l'effetto Seebeck che è l'opposto del funzionamento della cella di Peltier. Conosciuto da decenni, il problema è che genera una quantità irrisoria di energia.
Eh ma poi come lo fai il clickbait?
sempre meglio che niente ma troppo poco
Sempre meglio tirare fuori energia che non farlo.Mentre 150W/mq sono tanta roba perché con 20mq di tetto inutilizzato hai 6KW con 1W a mq ci fai nulla.
Ma se arrivassero a 10W mq allora sarebbe molto utile.
Infatti io che sono buono ho dato un consiglio su come fare per evitare di incorrere in tale scorretta pratica che sicuramente non era nelle intenzioni.
Mentre 150W/mq sono tanta roba perché con 20mq di tetto inutilizzato hai 6KW con 1W a mq ci fai nulla.
Ma se arrivassero a 10W mq allora sarebbe molto utile.
Sono d'accordo, se arrivassero a quantità che abbiano un senso allora avrebbe anche senso farci un articolo. Altrimenti pretendo anche l'articolo sulla patata che fa accendere il led.
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