Energie rinnovabili: per la prima volta in Europa superano i combustibili fossili

Energie rinnovabili: per la prima volta in Europa superano i combustibili fossili

Il crollo del fabbisogno energetico innescato dalle misure di lockdown dovute alla pandemia ha portato ad un rimescolamento di carte nel panorama della produzione energetica europea

di pubblicata il , alle 14:01 nel canale Scienza e tecnologia
 

Per la prima volta le fonti rinnovabili hanno contribuito in misura maggiore dei combustibili fossili nel soddisfare la domanda di energia in Europa: è la britannica Ember a tratteggiare il quadro, individuando nelle misure di lockdown e distanziamento sociale la causa principale di questa situazione. E' bene osservare che Ember annovera eolico, solare, idroelettrico e biomasse quali fonti rinnovabili.

Nei primi sei mesi dell'anno il 40% dell'elettricità consumata nei 27 paesi dell'Unione è stata generata da fonti rinnovabili, rispetto al 34% generato da centrali basate su combusitbili fossili. Le emissioni di anidride carbonica del settore energetico sono calate del 23% come diretta conseguenza. Dall'analisi di Ember tuttavia non emerge chiaramente quale genere di fonte abbia risposto al restante 26% del fabbisogno energetico, ma si può evincere che si tratti del nucleare.

Nel complesso la richiesta di energia elettrica è calata del 7% nel primo semestre dell'anno, mentre il contributo da parte delle rinnovabili è cresciuto dell'11%, parallelamente ad un calo del 18% del contributo proveniente dai combustibili fossili. E, tra questi, è il carbone con un calo del 32% ad aver subito il crollo maggiore: una notizia indubbiamente positiva per una delle fonti energetiche più inquinanti e per la quale molti governi si adoperano per ridurre le emissioni.

Dave Jones, analista per Ember, ha commentato: "Si tratta di un momento simbolico nella transizione del settore elettrico in Europa. Per Paesi come la Polonia e la Repubblica Ceca, impegnate a trovare un modo per affrancarsi dal carbone, esiste ora una chiara via d'uscita".

La situazione ha però dei risvolti particolari: il crollo della domanda energetica, unitamente alla forte crescita di produzione di energia eolica e solare (dovute anche a condizioni di bel tempo e clima ventoso) ha portato in alcune situazioni a prezzi negativi dell'energia. Nei giorni particolarmente ventosi o soleggiati e quando non c'è particolare richiesta, la rete elettrica viene letteralmente inondata di energia: la conseguenza è la chiusura delle centrali e a pagare i clienti per consumare elettricità. Si tratta di uno scenario che dimostra ancora una non ottimale flessibilità del mercato.

Ma ciò nonostante le conclusioni di Ember sono ottimistiche: "Entrando in un periodo di incertezza della crescita economica, i prezzi elevati del carbone e la continua espansione delle rinnovabili dimostrano che i combustibili fossili non hanno più alcun senso economico. Ora che l'Unione Europea ha stanziato fondi per una transizione e modernizzazione delle regioni a carbone, e ha trovato l'accordo sulle misure di sostegno post-COVID-19, è ora che tutti i Paesi elevino le proprie ambizioni di tagliare le emissioni nel prossimo decennio e completare la transizione dell'Europa dal carbone all'energia pulita".

All'interno del resoconto c'è un piccolo spazio anche per il nostro Paese: nei primi sei mesi dell'anno l'Italia ha visto scendere del 16% l'uso del gas come fonte energetica per la produzione di elettricità.

34 Commenti
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Sputafuoco Bill25 Luglio 2020, 14:54 #1
Certo, con negozi e fabbriche chiuse.
"dimostra ancora una non ottimale flessibilità del mercato". Questa frase non ha nessun senso.
Strato154125 Luglio 2020, 14:55 #2
Originariamente inviato da: Sputafuoco Bill
Certo, con negozi e fabbriche chiuse.
"dimostra ancora una non ottimale flessibilità del mercato". Questa frase non ha nessun senso.


è esattamente quello che stavo per dire...
Marko_00125 Luglio 2020, 15:06 #3
"la rete elettrica viene letteralmente inondata di energia: la conseguenza è la chiusura delle centrali"
frottole
buttano l'energia
ma pensate davvero che una centrale possa accendersi e spegnersi
come il boiler di casa?
e che la gente accorra ad accendere tostapane e lavartici perché costa meno?
al massimo, se possibile, la regalano per risollevare le acque degli invasi
da cui traggono energia
e sul non senso della frase
"dimostra ancora una non ottimale flessibilità del mercato"
è come la vede un produttore d'energia che pensa che siano i consumatori
al suo sevizio e non viceversa.
Personaggio25 Luglio 2020, 15:51 #4
Originariamente inviato da: Marko_001
"la rete elettrica viene letteralmente inondata di energia: la conseguenza è la chiusura delle centrali"
frottole
buttano l'energia
ma pensate davvero che una centrale possa accendersi e spegnersi
come il boiler di casa?
e che la gente accorra ad accendere tostapane e lavartici perché costa meno?
al massimo, se possibile, la regalano per risollevare le acque degli invasi
da cui traggono energia
e sul non senso della frase
"dimostra ancora una non ottimale flessibilità del mercato"
è come la vede un produttore d'energia che pensa che siano i consumatori
al suo sevizio e non viceversa.


l'articolo è scritto male, perché la cosa è più complicata.
Per l'energia elettrica ci sono 3 attori. I Produttori (dal singolo cittadino con il fotovoltaico alla grossa multinazionale), il distributore nazionale (in Italia è Terna) e infine i distributori ai clienti finali, quelli con i quali noi facciamo il contratto.

Il produttore vende l'energia elettrica prodotta a Terna che a sua volta la vende ai distributori.
Il prezzo dei primi due passaggi è basata esclusivamente sul rapporto tra domanda e offerta. E se si produce più energia di quanta se ne consuma, il prezzo è negativo. Per Clienti quindi di intende i Clienti di Terna non i clienti finali.
Le centrali termoelettriche possono regolare la produzione di energia in base al prezzo offerto da Terna. Se produrre 1KWh mi costa 1€, finché il prezzo è sopra produco, se va sotto abbasso la produzione al minimo possibile per non spegnere l'impianto, altrimenti ci vado a perdere.
Poi in Italia usiamo più rinnovabile della media europea, nel 2019 ha coperto il 46% del fabbisogno nazionale, inoltre il 75% delle fonti fossili sono il gas metano molto più "governabile" del carbone oltre ad essere nettamente meno inquinante.
Non solo in Italia sebbene abbiamo un installato per produrre 4 volte l'energia elettrica che consumiamo, ci costa meno importare l'energia elettrica Nucleare dalla francia di notte, perché essendo questa in abbondanza la notte ha costi negativi, mentre le centrali termoelettriche sono quasi tutte spente per ché la notte avrebbe costi troppo alti.

L'Europa dovrebbe investire in una rete diffusa di sistemi di accumulo, altrimenti si arriverà ad un punto dove per gran parte della giornata e nei WE il rinnovabile copre tutti i consumi, ma nelle ore di punta non riesce e si sarà costretti a tenere cmq accese le centrali termoelettriche proprio per coprire quelle 3/4 ore di punta.
the_joe25 Luglio 2020, 16:03 #5
Originariamente inviato da: Personaggio
l'articolo è scritto male, perché la cosa è più complicata.
Per l'energia elettrica ci sono 3 attori. I Produttori (dal singolo cittadino con il fotovoltaico alla grossa multinazionale), il distributore nazionale (in Italia è Terna) e infine i distributori ai clienti finali, quelli con i quali noi facciamo il contratto.

Il produttore vende l'energia elettrica prodotta a Terna che a sua volta la vende ai distributori.
Il prezzo dei primi due passaggi è basata esclusivamente sul rapporto tra domanda e offerta. E se si produce più energia di quanta se ne consuma, il prezzo è negativo. Per Clienti quindi di intende i Clienti di Terna non i clienti finali.
Le centrali termoelettriche possono regolare la produzione di energia in base al prezzo offerto da Terna. Se produrre 1KWh mi costa 1€, finché il prezzo è sopra produco, se va sotto abbasso la produzione al minimo possibile per non spegnere l'impianto, altrimenti ci vado a perdere.
Poi in Italia usiamo più rinnovabile della media europea, nel 2019 ha coperto il 46% del fabbisogno nazionale, inoltre il 75% delle fonti fossili sono il gas metano molto più "governabile" del carbone oltre ad essere nettamente meno inquinante.
Non solo in Italia sebbene abbiamo un installato per produrre 4 volte l'energia elettrica che consumiamo, ci costa meno importare l'energia elettrica Nucleare dalla francia di notte, perché essendo questa in abbondanza la notte ha costi negativi, mentre le centrali termoelettriche sono quasi tutte spente per ché la notte avrebbe costi troppo alti.

L'Europa dovrebbe investire in una rete diffusa di sistemi di accumulo, altrimenti si arriverà ad un punto dove per gran parte della giornata e nei WE il rinnovabile copre tutti i consumi, ma nelle ore di punta non riesce e si sarà costretti a tenere cmq accese le centrali termoelettriche proprio per coprire quelle 3/4 ore di punta.


Finalmente un discorso serio e articolato, se fosse possibile accumulare l'energia prodotta dalle fonti rinnovabili si sarebbero risolti già molti problemi, o in alternativa una rete di distribuzione mondiale, sembra strano ai terrapiattisti, ma per chi considera la terra un globo, da qualche parte nel mondo è sempre giorno.
phmk26 Luglio 2020, 07:45 #6

Sarebbe ora di ripensare al progetto Desertec

Ma visti i fondi europei in arrivo, nel Sud Italia e non certo in Nord Africa dove se mai fosse costruito durerebbe per 3 giorni
Un progetto fattibile tecnicamente, che creerebbe un enorme volano economico / occupazionale al nostro Sud e all'Italia intera, gioverebbe a tutta Europa e le le spese sostenute non potrebbero essere contestate da nessuno essendo in linea con la svolta green.
Basterebbe solo volerlo e mettersi d'accordo politicamente.
Se ci fossero state le condizioni geopolitiche e fosse già stato finito l'Europa ora non avrebbe nessun problema energetico.
cdimauro26 Luglio 2020, 08:03 #7
Perché sempre il sud? Non è stato già abbastanza devastato il territorio?

Da tempo Sicilia e Calabria sono energeticamente autosufficienti ed esportano pure l'eccesso alle altre regioni. Direi che dovrebbe bastare. Adesso tocca alle altre regioni attrezzarsi, a partire soprattutto da quelle più energivore.
nx-9926 Luglio 2020, 10:01 #8
accumulare l'energia prodotta = Produrre idrogeno
the_joe26 Luglio 2020, 10:27 #9
Originariamente inviato da: cdimauro
Perché sempre il sud? Non è stato già abbastanza devastato il territorio?

Da tempo Sicilia e Calabria sono energeticamente autosufficienti ed esportano pure l'eccesso alle altre regioni. Direi che dovrebbe bastare. Adesso tocca alle altre regioni attrezzarsi, a partire soprattutto da quelle più energivore.


Per molti motivi le regioni del sud sono più indicate per la produzione di energie rinnovabili, solare ed eolico e il fatto che la Sicilia e la Calabria siano autosufficienti non significa niente, sono poco industrializzate e popolate e possono così contribuire alla produzione per le altre regioni.
Così come in un mondo realmente globalizzato potremmo sfruttare il sole dei deserti per produrre molta energia...
cdimauro26 Luglio 2020, 10:41 #10
In realtà almeno la Sicilia è molto industrializzata (e inquinata: buona parte del greggio viene raffinato qui, ad esempio) nonché popolata (circa 5 milioni di abitanti: poco meno del 10% dell'intera nazione).

Ci sono fossero almeno dei vantaggi nell'estendere la produzione energetica potrei capirlo, ma al momento c'è soltanto sfruttamento nonché deturpamento del territorio.

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