Energia elettrica dal movimento, grazie ad un virus
Grazie ad un virus con proprietà piezoelettriche è possibile realizzare un generatore di corrente elettrica per dispositivi di nanoelettronica
di Andrea Bai pubblicata il 16 Maggio 2012, alle 14:23 nel canale Scienza e tecnologiaUn gruppo di scienziati del Lawerence Berkeley National Laboratory ha lavorato allo sviluppo di un piccolo generatore di corrente basato sull'impiego di un virus con proprietà piezoelettriche, in maniera tale che sia capace di convertire l'energia meccanica in energia elettrica.
I ricercatori hanno scoperto che il virus batteriofago M13 (una nostra "vecchia conoscenza") è in grado di mostrare proprietà piezoelettriche. Si tratta di un virus della lunghezza di 880 nanometri e dal diametro di 6,6 nanometri, ricoperto con circa 2700 proteine elettricamente cariche. Tra le caratteristiche peculiari di questo virus vi è la capacità di disporsi autonomamente in maniera ordinata, formando una sorta di "pellicola" che risulta essere di facile utilizzo.
La piezoelettricità è la proprietà, tipicamente di alcuni cristalli, di generare una tensione quando incorrono in una deformazione meccanica. Si tratta di un effetto reversibile, cioè è possibile innescare una deformazione meccanica in un materiale piezoelettrico applicandovi una differenza di potenziale. E' proprio seguendo quest'ultimo principio che i ricercatori hanno individuato le proprietà piezoelettriche del virus: applicando ad esso un campo elettrico hanno infatti osservato al microscopio la contrazione delle proteine elicoidali presenti sulla sua superficie.
Gli scienziati hanno quindi provato ad incrementato l'effetto piezoelettrico del virus, mettendo mano all'ingegneria genetica per aggiungere quattro residui aminoacidi caricati negativamente ad un capo delle proteine che coprono il virus. Questi residui incrementano la differenza di carica tra il polo positivo ed il polo negativo della proteina, incrementando così la tensione generata dal virus. Il passo successivo è stato quello di disporre l'una sull'altra i singoli strati di pellicola di virus, con i ricercatori che hanno individuato che una pila di 20 strati riesce ed esprimere il massimo effetto piezoelettrico.
Si è quindi passati ad un test dimostrativo, interponendo la pellicola multistrato tra due elettrodi ricoperti d'oro e collegando gli elettrodi ad un display LCD. Esercitando una pressione sulla pellicola è stato possibile generare una corrente di 6 nanoampere ed una tensione di 400 millivolt, sufficienti ad illuminare il display e pari indicativamente ad un quarto della tensione di una comune batteria ministilo.
Seung-Wuk Lee, professore associato di bioingegneria per la UC Berkeley che ha collaborato alla ricerca ha commentato: "E' necessario molto più lavoro, ma la nostra ricerca è un promettente primo passo verso lo sviluppo e la realizzazione per generatori di energia elettrica per l'impiego in nano-dispositivi elettronici". Gli scienziati stanno ora cercando di capire come poter migliorare le caratteristiche e le capacità del piccolo generatore di corrente. Guardando al futuro, un dispositivo di questo tipo potrebbe generare energia elettrica grazie alle azioni di tutti i giorni: una pellicola di virus piezoelettrici integrata nella suola delle scarpe potrebbe consentire di generare sufficiente corrente elettrica per alimentare i dispositivi elettronici.










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27 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoHai presente quel detto che parla della luna, di un saggio e del suo dito?
Certo. Ma il testo dice che l'hanno illuminato il display. E siccoe li uso per lavoro (li progetto e programmo) so che non bastano 6 nanoamperes.
Non significa che non sia interessante (altrimenti non avrei letto e tantomeno commentato) è che spesso in questi comunicati sono solo panzane da new economy. 6 nani sono molti per una simile tecnologia agli albori.
Ma non ci accendi nulla.
Se preferisci, il dito che indica la luna mi pare un po' storto. Indica un lampione
Un po' quello che si calcolava con l'ENIAC 60 anni fa. Non è importante.
Basta usare più dispositivi in serie e parallelo (che è quello che han fatto leggendo il paper) per ottenere valori adeguati di tensione e corrente.
Ma alla fine non esce niente.
L'energia elettrica si produce solo da nucleare, petrolio, carbone, idroelettrico.
Tutto il resto serve solo a spillare soldi (anche i 4 sopra, ma in cambio danno tanta energia)
Se solo l'1% di queste cose fosse utile e vera e economica, adesso avremmo strade e palazzi produttori del 50% dell'energia necessaria.
E comunque nella terra c'e' cosi tanto carbonio che potremmo usarlo per alimentare la terra per i prossimi milioni di cicli di universi.
Ma la fame dei soldi hanno fatto in modo che produrre energia con il carbonio sia Out (dico carbonio nel senso di tutto cio' che e' combinabile tra C H O, gli atomi piu' abbondanti)
in pratica funziona così:
1: all'uomo piace giocare a chi ce l'ha più lungo
2: chi ce l'ha più lungo si vanta
3: gli affreschi più famosi sono stati commissionati per vantarsi col vicino
4: per gli architetti è uguale: fare opere sempre più grandi per vantarsi (o far vantare il committente)
5: i ricercatori sono a loro modo degli architetti
6: i ricercatori di base lavorano per scoprire nuovi metodi per fare qualcosa che spesso esiste già
7: il ricercatore che dice "se schiacci qui fai energia elettrica da batteri" sta giocando a chi ce l'ha più lungo con gli altri ricercatori del mondo, o se preferisci con chi dice "tanto l'energia elettrica si produce solo da nucleare, petrolio, carbone, idroelettrico".
Quindi la spiegazione è che i comunicati di questo tipo, sono le classiche sfide da bar a chi è più forte a braccio di ferro o semplicemente, chi ce l'ha più lungo, o chi vuole aver ragione "hai visto? è come dicevo io gne gne gne gne"
Ritengo che questa gara di dimensioni/bravura vada avanti da qualche milione di anni...e direi grazie al cielo.
Ed io sono il primo a dire che un po' di sano orgoglio e vanto nel dire "e che cazz, io posso fare di meglio" oppure "eh no, io sono più bravo di te" sia una delle chiavi per progredire.
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