DOOM sul Casio Loopy, la console giapponese del 1995 pensata per ragazze

DOOM sul Casio Loopy, la console giapponese del 1995 pensata per ragazze

Il motore originale di id Software, via PrBoom e GBADoom, gira sull'Hitachi SH-1 del 1995: sei mappe del primo episodio, musica sul sintetizzatore uPD937, effetti PCM affidati a un RP2040 e i fotogrammi sullo scontrino termico della console

di pubblicata il , alle 09:11 nel canale Scienza e tecnologia
DooM
 

Nella lista ormai lunghissima dei dispositivi capaci di far girare DOOM entra una delle console più improbabili mai prodotte: il Casio Loopy, macchina giapponese del 1995 pensata per un pubblico femminile e rimasta ai margini della storia videoludica. Nell'intero suo ciclo di vita, chiuso con la fine della produzione hardware nel 1998, il Loopy vide arrivare undici soli titoli, e nessuno era lo sparatutto di id Software. A rimediare ci ha pensato lo sviluppatore noto come Throaty Mumbo.

Il progetto, battezzato LoopyDOOM, monta il motore autentico e non una riscrittura da zero: la DOOM di id Software passata attraverso PrBoom e la conversione per Game Boy Advance GBADoom, con un nuovo strato hardware scritto per il chip video, i timer, il pad e l'audio del Loopy. Lo stesso autore lo descrive come poco rifinito, in linea con ciò che è una demo tecnica.

Sei mappe e 8-15 fotogrammi al secondo

Il cuore della console è un Hitachi SH-1 a 16 MHz, big-endian e privo di istruzione di divisione, affiancato da circa 512 KB di RAM. Il limite più stringente è però lo spazio di memoria: i 2 MB di ROM originali, portati a 4 MB dalla cartuccia Floopy Drive necessaria per l'esecuzione su hardware reale, bastano per sei mappe, da E1M1 a E1M6 del primo episodio. Le prestazioni si attestano sugli 8-15 fotogrammi al secondo, con una risoluzione bassa dovuta allo stato ancora non ottimizzato del codice.

Musica MIDI, effetti su un secondo chip e la stampa termica

La parte sonora è la più curiosa. La musica è vero MIDI: le tracce di DOOM, in formato MUS, vengono decodificate e riversate sul sintetizzatore uPD937 del Loopy, i cui preset sono quelli proprietari di Casio e non lo standard General MIDI, così l'abbinamento degli strumenti è stato scelto a orecchio, brano per brano. Il chip ignora la dinamica delle note e ha un'uscita di suo poco potente, tratto del suo stadio analogico che nessun software può correggere.

Gli effetti sonori non potevano uscire dallo stesso chip, privo di percorso PCM: l'SH-1 invia brevi comandi via seriale a un RP2040 montato sulla cartuccia, che mixa otto voci dei campioni PCM di DOOM e le riproduce attraverso un DAC esterno. Servono dunque, oltre alla cartuccia, un firmware dedicato e un po' di cablaggio altrimenti il gioco resta muto a parte la musica.

Il tocco che più diverte arriva da un'altra dote nativa del Loopy, che tra le sue peculiarità aveva una stampante termica integrata per adesivi. Dal menu delle opzioni si può stampare su carta il fotogramma corrente: uno screenshot fisico dei propri scontri, ammesso che la stampante non si inceppi.

I destinatari potenziali sono pochissimi: le stime parlano di poche decine di esemplari ancora in circolazione, e per l'esecuzione servono Floopy Drive e il suo strumento di flashing. Chi non ne possiede e vuole provare l'ebbrezza uno può ripiegare sull'emulatore LoopyMSE, dove peraltro il codice gira più veloce che sulla console originale.

1 Commenti
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supertigrotto13 Luglio 2026, 11:22 #1
Mi ero dimenticato che esistesse questa consolle.....

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