Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti e la NASA collaboreranno per i reattori nucleari dedicati alla Luna
In un recente incontro tra alti esponenti del Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti e la NASA è stata ribadita la necessità dello sviluppo di reattori nucleari dedicati alle missioni sulla Luna con equipaggio del programma Artemis.
di Mattia Speroni pubblicata il 14 Gennaio 2026, alle 15:20 nel canale Scienza e tecnologiaArtemisNASA
La missione Artemis II è quasi pronta a essere lanciata in direzione della Luna (pur non atterrando sul satellite). Si tratterà di un momento importante in quanto l'essere umano uscirà nuovamente dall'orbita bassa terrestre per avventurarsi nello Spazio profondo. La NASA e le altre agenzie (come quella cinese) guardano alla Luna per insediamenti di lunga permanenza al contrario di missioni di pochi giorni come in passato. Per riuscirci sarà necessario avere energia stabile e a sufficienza, per questo si sta pensando all'utilizzo di reattori nucleari.

Diverse agenzie stanno guardando in quella direzione, compresa Roscosmos. Anche il nuovo amministratore della NASA, Jared Isaacman, ha parlato diffusamente della costruzione di reattori nucleari sulla Luna in accoppiata con altre tecnologie, come i pannelli solari e le batterie. Nelle scorse ore il Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti (DoE) e la NASA hanno annunciato il rinnovo della collaborazione per l'utilizzo dell'energia nucleare sulla superficie lunare.
Secondo quanto riportato DoE e NASA proseguiranno la partnership in tema di ricerca e sviluppo per reattori nucleari dedicati alle missioni su Luna, Marte e più in generale per lo Spazio. Nel memorandum d'intesa siglato dalle due agenzie federali vengono citati reattori destinati al satellite naturale ma anche in orbita con un possibile obiettivo di installare il primo reattore nucleare lunare entro il 2030 così da aiutare gli astronauti delle missioni Artemis (che dovrebbero atterrare nel 2028).

Chris Wright (Segretario del DoE) ha ricordato come questo genere di tecnologie "promuove la visione del Presidente Trump di superiorità spaziale americana" aggiungendo che "la storia dimostra che quando la scienza e l'innovazione americane si uniscono, dal Progetto Manhattan alla Missione Apollo, la nostra nazione guida il Mondo nel raggiungere nuove frontiere un tempo ritenute impossibili. Questo accordo prosegue questa tradizione. Grazie alla leadership del Presidente Trump e alla sua politica spaziale -America First -, il Dipartimento è orgoglioso di collaborare con la NASA e l'industria spaziale commerciale su quella che sarà una delle più grandi conquiste tecniche nella storia dell'energia nucleare e dell'esplorazione spaziale".










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5 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoCome dissipano la quantità mostruosa di calore necessario al raffreddamento? E' noto che nello spazio dissipare calore è un problema.
Come dissipano la quantità mostruosa di calore necessario al raffreddamento? E' noto che nello spazio dissipare calore è un problema.
É un problema ma non é irrisolvibile, inoltre sulla Luna i reattori possono disperdere molto piú calore (e radiazioni) per irraggiamento (niente schermature pesanti) o usando il terreno lunare come "dissipatore" del circuito di raffreddamento secondario.
Il vero problema sono massa e volume del reattore e/o dei suoi componenti e relativa procedura di "installazione" (il costo di trasporto ed i rischi di trasporto).
Oltre a questo, non basta un singolo reattore, ne serviranno 4..5 per avere ridondanza sufficiente in caso di danni da micrometeoriti ecc. ; li la notte dura circa 2 settimane ed in caso di guasto serio ai reattori sarebbero costretti rientrare a Terra.
Il vero problema sono massa e volume del reattore e/o dei suoi componenti e relativa procedura di "installazione" (il costo di trasporto ed i rischi di trasporto).
Sicuramente una macchina del genere non sara' "leggera" (leggo sei tonnellate). Ma e' comunque l'opzione piu' leggera in confronto a portare pannelli solari e batterie per produrre la medesima potenza in maniera affidabile. Fino a che il reattore non viene acceso i rischi sono minimi anche in caso di incidente durante il lancio visto che al massimo viene dispersa una minima quantita' di uranio (che non e' particolarmente radioattiva in confronto ai prodotti di fissione che vengono creati [U]dopo [/U]l'accensione).
Oltre a questo, non basta un singolo reattore, ne serviranno 4..5 per avere ridondanza sufficiente in caso di danni da micrometeoriti ecc. ; li la notte dura circa 2 settimane ed in caso di guasto serio ai reattori sarebbero costretti rientrare a Terra.
Non so se i micrometeoriti sono un grande problema per questo sistema. E al limite puoi sempre sotterrarlo sotto la regolite per avere protezione aggiuntiva. Cosa che non puoi ovviamente fare con i pannelli solari che sarebbero invece esposti a qualsiasi cosa che piove sulla luna.
Inoltre questi oggetti dovrebbero essere molto semplici e con una quantita' minima di parti in movimento visto le potenze in gioco relativamente basse rispetto ad un reattore "terrestre" (100kW vs 100-1000MW) . Ergo l'affidabilita' dovrebbe essere piuttosto elevata e la necessita' di manutenzione bassa o nulla.
Il vero problema sono massa e volume del reattore e/o dei suoi componenti e relativa procedura di "installazione" (il costo di trasporto ed i rischi di trasporto).
Oltre a questo, non basta un singolo reattore, ne serviranno 4..5 per avere ridondanza sufficiente in caso di danni da micrometeoriti ecc. ; li la notte dura circa 2 settimane ed in caso di guasto serio ai reattori sarebbero costretti rientrare a Terra.
se dissipi radiazioni intorno, vuol dire che una volta acceso non ti puoi avvicinare... mi sembra una cazzata pazzesca: manutenzione impossibile, rifornimento impossibile, controllo impossibile.
Dissipare per irraggiamento hai bisogno di superfici enormi, anche questo mi sembra improbabile.
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