COVID Voice Detector promette di individuare i contagiati da Coronavirus tramite impronta vocale

COVID Voice Detector promette di individuare i contagiati da Coronavirus tramite impronta vocale

Tra i gruppi al lavoro da diversi anni sul riconoscimento biometrico vocale di patologie mediche ci sono anche i ricercatori della Carnegie Mellon University, che ora hanno messo a punto un'app - COVID Voice Detector - che promette di individuare i contagiati da COronaVIrus Disease 19 tramite l'impronta vocale

di pubblicata il , alle 20:01 nel canale Scienza e tecnologia
 

In questo periodo di emergenza Covid-19 chiunque faccia ricerca sta cercando di dare il suo contributo positivo per la soluzione del problema. Gli ambiti in cui maggiormente si concentrano i progetti di ricerca sono quelli della diagnostica, della scoperta delle dinamiche di contagio e della cura della polmonite virale da SARS-CoV-2. In molti di questi campi la tecnologia può essere di grande aiuto e abbiamo visto in queste settimane diverse realtà del mondo tecnologico provare a fare la propria parte.

In questi anni lo sviluppo di intelligenze artificiali sempre più complesse ha permesso di applicare questo tipo di algoritmi con successo a diversi tipi di screening. Tra i progetti di ricerca ci sono anche quelli che utilizzano la voce per la rilevazione, anche precoce, di tutta una serie di problematiche di salute: dalla demenza senile, ai problemi cardiaci. La tecnica individua alcuni biomarcatori vocali e analizzando molti audio riesce a stabilire una correlazione tra le variazioni di tono, altezza, volume e ritmo e alcune patologie.

Tra i gruppi al lavoro da diversi anni su questa tematica ci sono anche i ricercatori della Carnegie Mellon University, che ora hanno messo a punto un'app - COVID Voice Detector - che promette di individuare i contagiati da COronaVIrus Disease 19 tramite l'impronta vocale. Il sistema chiede di registrare tre colpi di tosse, tre tracce con le vocali a, e, o tenute più a lungo possibile, i numeri da 1 a 20 e l'alfabeto. I file audio vengono inviati al sistema che li analizza e restituisce un punteggio che indica il grado di sovrapposizione tra la propria traccia vocale e quella di pazienti Covid-19.

Sia alla registrazione dell'account per accedere al servizio, sia alla presentazione dei risultati viene ricordato che al momento lo strumento è sperimentale, ancora in fase di raccolta dati e non garantisce pertanto nessun livello di accuratezza e soprattutto che non è testato o approvato da enti come FDA e CDC per l'utilizzo come esame medico.

In un'intervista a Futurism, i ricercatori sottolineano come al momento lo scopo è raccogliere più campioni di voce possibili per affinare l'algoritmo, per poi creare un sistema che possa passare al vaglio delle autorità sanitarie. Fino a quel momento precisano e invitano le persone a non utilizzare l'app per prendere decisioni relative alla loro salute e ai comportamenti da tenere.

I ricercatori spiegano anche che il test non potrà mai essere preciso come quelli basati su campioni biologici, ma che questo tipo di screening offre un mezzo molto rapido e semplice (basta un dispositivo dotato di microfono) per monitoraggi su scala molto ampia e per individuare precocemente e tracciare eventuali focolai.

Il principio su cui si basa il test è semplice: l'attuale coronavirus ha un impatto molto forte a livello polmonare e porta a una modifica importante dei pattern respiratori e di altri parametri vitali, che possono portare a variazioni riscontrabili nella firma vocale. I ricercatori hanno allenato l'algoritmo confrontando campioni di voce di individui sani e malati, ma hanno anche inserito nei dati sottoposti all'esame dell'intelligenza artificiale pazienti affetti da altri tipi di polmonite, per ottenere un test che possa essere specifico per il coronavirus. Naturalmente è da gestire con cura il tema dei falsi positivi e negativi, e il team di ricerca ha optato per un approccio che predilige i primi rispetto ai secondi: in questo caso specifico meglio far credere a una persona sana di essere malata, rispetto a rassicurare di essere sana una persona che invece è malata (e contagiosa).

Non mancano le voci critiche nei confronti di questo tipo di progetti, che hanno delle buone intenzioni, ma non rispondono in modo efficace al reale bisogno di sistemi diagnostici certificati, di dispositivi di protezione per il personale medico e di ventilatori per i malati.

A proposito di colpi di tosse, potresti esserti perso l'articolo "Coronavirus: con la strioscopia i ricercatori tedeschi ci mostrano quanto può viaggiare un colpo di tosse".

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2 Commenti
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zbear02 Aprile 2020, 22:17 #1
Finalmente ho capito .... il problema non è il "coronavirus" ma i vari "cretinovirus" del mondo!
NeverKnowsBest02 Aprile 2020, 22:30 #2
A quando l’app per diagnosticare il tumore all’intestino dal suono delle scoregge?

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