Colpisce droni in movimento senza fermarsi: la nuova tecnologia dell'Esercito USA cambia le regole del gioco

Colpisce droni in movimento senza fermarsi: la nuova tecnologia dell'Esercito USA cambia le regole del gioco

L'Esercito degli Stati Uniti d'America ha testato una nuova capacità di controllo del fuoco per contrastare i droni, integrando il sistema Gunslinger con una stazione d'arma telecomandata. La soluzione permette di individuare e colpire piccoli UAV mentre il veicolo è in movimento, migliorando precisione, efficienza e riducendo il consumo di munizioni.

di pubblicata il , alle 13:01 nel canale Scienza e tecnologia
 

L'Esercito degli Stati Uniti continua a investire nello sviluppo di tecnologie dedicate al contrasto dei droni, una minaccia che negli ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più rilevante nelle guerre in corso, dallo scontro russo-ucraino a quello tra Stati Uniti e Iran.

Il DEVCOM Armaments Center (Combat Capabilities Development Command) ha messo a punto e dimostrato una nuova capacità di controllo del fuoco pensata per consentire ai veicoli militari - mentre sono in movimento - di individuare, tracciare e neutralizzare piccoli velivoli senza pilota.

Il progetto è stato sottoposto a una prima campagna di prove nell'aprile 2026 presso l'Aberdeen Proving Ground, nel Maryland. I test hanno evidenziato la possibilità di mantenere il puntamento sul bersaglio e ingaggiare efficacemente droni in volo anche con il mezzo terrestre in movimento, un aspetto considerato cruciale per aumentare la sopravvivenza delle unità sul campo di battaglia.

Alla base della soluzione c'è l'integrazione della tecnologia di controllo del fuoco Gunslinger con una stazione d'arma telecomandata già impiegata dall'esercito statunitense – tecnicamente nota come Common Remotely Operated Weapon Station (CROWS). Gunslinger era stato originariamente sviluppato nell'ambito del programma Future Attack Reconnaissance Aircraft (FARA) per applicazioni aeronautiche, ma è stato successivamente adattato all'ingaggio di bersagli aerei da piattaforme terrestri.

Un software combina algoritmi avanzati di controllo del fuoco con le informazioni provenienti da diversi sensori installati sul veicolo. L'elaborazione in tempo reale consente di seguire il movimento del drone, calcolare continuamente la soluzione di tiro e mantenere l'arma puntata sul bersaglio nonostante gli spostamenti del mezzo.

Secondo Nick Cascia, responsabile del progetto, l'obiettivo è fornire una capacità avanzata di contrasto ai droni che possa essere adottata rapidamente dall'Esercito. Cascia ha definito i risultati ottenuti nei test "un ottimo inizio", sottolineando come le prime distruzioni dei bersagli abbiano confermato il lavoro svolto dal team di sviluppo sugli algoritmi di controllo del fuoco.

Uno degli elementi distintivi della piattaforma è l'adozione di un'architettura software modulare e aperta. Questo approccio consente di condividere il software tra differenti sistemi dell'Esercito e di integrare futuri aggiornamenti senza dover riprogettare l'intera soluzione. Oltre ad aumentare la precisione d'ingaggio, il sistema punta anche a ridurre il numero di colpi necessari per neutralizzare un drone, migliorando così l'efficienza logistica e contenendo il consumo di munizioni.

Il team prevede ora una nuova serie di prove con condizioni operative progressivamente più impegnative, incrementando sia la velocità dei veicoli sia quella dei droni utilizzati come bersagli, così da affinare ulteriormente le prestazioni del sistema.

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