Catturata una nuova immagine della formazione di un esopianeta a 430 anni luce di distanza dalla Terra
Grazie allo strumento SPHERE del VLT di ESO è stato possibile catturare una nuova immagine della formazione di un esopianeta in un sistema protoplanetario (RIK 113) a ben 430 anni luce di distanza dalla Terra.
di Mattia Speroni pubblicata il 11 Giugno 2025, alle 18:28 nel canale Scienza e tecnologiaESO
I ricercatori nel corso degli anni si sono concentrati non solo sul conoscere il nostro Sistema Solare ma anche sistemi planetari lontani molti anni luce. Lo scopo ultimo è capire quanto possa essere diffusa la vita nell'Universo (e trovarne le tracce al di fuori della Terra) ma anche capire quali tipologie di esopianeti esistono, come si sono formati, come si possono evolvere e avere, più in generale, un grande numero di informazioni. Dopo le speranze riposte nell'esopianeta K2-18 b e le potenziali tracce di vita o l'analisi dell'atmosfera di TOI-421 b è il momento di guardare verso la stella RIK 113 e al suo disco di formazione protoplanetario.

In un nuovo studio dal titolo Disk Evolution Study Through Imaging of Nearby Young Stars (DESTINYS): Evidence of planet-disk interaction in the 2MASSJ16120668-3010270 system è stato possibile catturare nuove immagini, attraverso il VLT (Very Large Telescope) dell'ESO. Capire come si forma un esopianeta è importante perché permette di guardare al passato del Sistema Solare o a sistemi differenti così da comprendere come si è giunti alla costituzione di varie tipologie planetarie.
VLT e le immagini di un esopianeta in formazione
Secondo quanto riportato il disco protoplanetario era stato scoperto inizialmente utilizzando ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array) ma è stato grazie allo strumento SPHERE del VLT che è stato possibile aggiungere ulteriori informazioni e dettagli su questo sistema protoplanetario conosciuto anche come e 2MASS1612 che si trova a circa 430 anni luce dalla Terra.

Questi dischi sono comuni intorno a giovani stelle e sono formati da polveri e gas che gli orbitano attorno. Si tratta dei costituenti di futuri esopianeti che via via potrebbero aggregarsi attirando a sé sempre più materia condensandosi sotto l'influenza della gravità, formando così oggetti più grandi come i protopianeti. Questi "quasi-pianeti" iniziano a "ripulire" la propria orbita dalla polvere formando strutture simili ad anelli.
Con ALMA era stato possibile individuare il disco protoplanetario e la presenza di uno spazio vuoto nella polvere. Questo aveva fatto pensare alla presenza di un esopianeta in formazione. Per questo si è passati a VLT scoprendo la presenza di ben due potenziali candidati che orbitano attorno a RIK 113.

Attualmente mancano ancora le prove definitive che ci siano effettivamente uno o due pianeti in formazione ma potrebbero essere presto disponibili grazie a un'osservazione diretta. Secondo le prime analisi l'esopianeta in formazione potrebbe avere una massa cinque volte quella di Giove (al massimo). Nuove informazioni potrebbero arrivare grazie alle osservazioni del telescopio spaziale James Webb che potrebbe aiutare ad avere una migliore comprensione della struttura del sistema.










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