Capelli umani trasformati in display OLED flessibili? Succede in Australia
Un gruppo di ricercatori ha pensato di riutilizzare i capelli tagliati da un parrucchiere per realizzare schermi OLED flessibili che potrebbero essere usati, per esempio, per dirci se il latte nel cartone è scaduto.
di Manolo De Agostini pubblicata il 08 Giugno 2020, alle 12:41 nel canale Scienza e tecnologiaQuando si dice "economica circolare": un gruppo di ricercatori della QUT (Queensland University of Technology) ha trasformato i capelli umani tagliati da un parrucchiere di Brisbane in schermi flessibili che potrebbero essere usati in futuri dispositivi smart. Gli studiosi hanno messo a punto un processo in due passaggi, che prevede la rottura dei capelli e di scaldati a 240 °C, per trasformare piccole ciocche di capelli in "nanodot" di carbonio, ovvero piccoli punti uniformi con una grandezza di un milionesimo di millimetro.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Advanced Materials, rappresenta il primo esempio di trasformazione dei capelli umani scartati dopo un taglio in nanomateriali di carbonio altamente luminescenti dai quali ottenere dispositivi flessibili capaci di emettere luce. I nanodot, sottoposti al processo in due passaggi, sono poi sono stati dispersi in modo uniforme su un polimero, su cui si sono autoassemblati formando delle "nano isole", utili per preservare la capacità emissiva.
Le "nano isole" sono state usate come uno strato attivo in un dispositivo OLED (organic light-emitting diode) in grado di illuminarsi di blu con una tensione modesta, equivalente a circa due o tre pile AA. "I rifiuti sono un grosso problema", ha affermato il professore associato Prashant Sonar.

I nanodot di carbonio prodotti dai capelli umani non sono sufficientemente luminosi da poter essere usati per le TV ma "potrebbero essere usati in alcune applicazioni come le confezioni intelligenti dove è richiesta una piccola sorgente luminosa, ad esempio nella segnaletica stradale o nei dispositivi medici, grazie alla non tossicità del materiale", ha aggiunto il professore.
Un esempio concreto potrebbe essere quello di una bottiglia di latte smart, con un sensore incorporato all'interno che fornisce un aggiornamento in tempo reale sulla scadenza del latte, con le informazioni visualizzate su uno schermo all'esterno. La scelta di usare i capelli e non qualcos'altro per estrarre punti di carbonio si deve al fatto che è una fonte naturale di carbonio e azoto, elementi chiave per ottenere particelle che emettono luce. Un altro elemento era quello di evitare che finissero in discarica.
I capelli umani sono composti da proteine (polimeri di aminoacidi) come la cheratina, che si decompone con i riscaldamento controllato. Il materiale che rimane dopo questo passaggio ha sia carbonio che azoto nella sua struttura molecolare, e ciò conferisce proprietà elettroniche favorevoli.

"Abbiamo dimostrato che funziona con i capelli umani. Ora siamo interessati a capire se è possibile ottenere gli stessi risultati con i peli degli animali", ha affermato il professor Sonar. "Forse potremmo produrre OLED flessibili usando piccoli fili di lana di pecora o peli di cane ottenuti dai saloni di toelettatura per animali domestici".










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11 Commenti
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Mi spiegate perché ad ogni annuncio di una nuova tecnologia c'è chi dice "c'è questo problema nel mondo, che pensaste a quello". Tu stai sviluppando una tecnologia per riutilizzare la plastica? Se no, perché loro non possono pensare a creare display coi capelli invece di riutilizzare la plastica? C'è sicuramente chi si dedica anche a quello. Seguendo questa logica tutti gli scienziati di questo mondo dovrebbe smettere di fare quello che stanno facendo e mettersi a cercare una soluzione per il riutilizzo della plastica.
è il solito utente medio che affligge qualunque forma di social media, spesso spinto dall'effetto Dunning-Kruger che lo rende sempre in possesso di un'opinione forte su qualsiasi argomento.
Un gruppo di ricercatori ha pensato di riutilizzare i capelli tagliati da un parrucchiere per realizzare schermi OLED flessibili che potrebbero essere usati, per esempio, per dirci se il latte nel cartone è scaduto.
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perchè giustamente c'è bisogno dell'oled per sapere quando scade il latte
È la solita e diffusissima fallacia logica che si chiama "falsa dicotomia", ovvero pensare "o questo, o quello", in modo mutuamente esclusivo, quando ovviamente si può fare questo *e* quello.
mmm...quindi facciamo ricerca per inquinare meno! usiamo i capelli per non buttarli! li mettiamo dentro un circuito e cosi abbiamo nuovo materiale usa e getta da smaltire oltre alla carta per i cartoni del latte!.....la ricerca va benissimo, ma da li a dire che lo si fa per inquinare meno ce ne vuole
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