Blue Origin sta ricostruendo velocemente il pad di lancio dopo l'esplosione del razzo spaziale New Glenn

Blue Origin sta ricostruendo velocemente il pad di lancio dopo l'esplosione del razzo spaziale New Glenn

Negli scorse ore Dave Limp (CEO di Blue Origin) ha mostrato le novità legate alla ricostruzione del Launch Complex 36A (LC-36A) dopo l'esplosione del razzo spaziale riutilizzabile New Glenn avvenuta alla fine di maggio.

di pubblicata il , alle 20:15 nel canale Scienza e tecnologia
Blue Origin
 

Alla fine del mese di maggio c'è stata una grande esplosione (le cause precise non sono ancora note) che ha coinvolto il Launch Complex 36A (LC-36A) dove un razzo spaziale New Glenn di Blue Origin stava eseguendo uno static fire. La società di Jeff Bezos si è messa subito al lavoro per ripristinare le strutture di terra andate distrutte o danneggiate cercando di tornare velocemente all'operatività considerando che attualmente questo è l'unico pad disponibile per lanciare il grande razzo spaziale riutilizzabile.

new glenn

Le prime immagini hanno mostrato una situazione grave con tempistiche per il lancio incerte (si parla di un anno e mezzo). Secondo quanto riportato invece da Dave Limp, CEO della società statunitense, New Glenn potrebbe tornare a volare entro l'anno, anche se la certezza la si avrà solamente quando i lavori di ripristino del pad LC-36A saranno a buon punto. Nelle scorse ore proprio Limp ha annunciato alcune novità mostrando un certo ottimismo.

Blue Origin: i lavori per lanciare nuovamente New Glenn

Secondo quanto riportato, la grande quantità di dati (telemetria e video) durante l'esplosione del primo stadio del razzo spaziale New Glenn dovrebbe permettere di individuare le cause del problema e risolverlo in vista dei futuri lanci. Le strutture del pad distrutte riguardano la torre parafulmini, il trasportatore-erettore e i cilindri idraulici, oltre ovviamente a un primo stadio e un secondo stadio (GS1 e GS2). Secondo Limp, in 9 giorni dal momento dell'esplosione tutti i detriti generati erano stati rimossi.

Sembrerebbero invece aver subito danni relativamente contenuti le strutture di rifornimento del propellente (metano, ossigeno liquidi, azoto gassoso, etc.), la struttura di integrazione orizzontale, la torre di supporto laterale e la torre dell'acqua. Blue Origin ha trasferito il primo stadio Never Tell Me the Odds e tre secondi stadi GS2 lontano dalla struttura di integrazione orizzontale. La torre di supporto sarà smontata segmento per segmento, sostituendo le parti danneggiate e ripristinando le altre.

Come annunciato in precedenza, la società intende apportare anche alcune modifiche. Anziché puntare sull'integrazione orizzontale si penserà a un'integrazione ibrida orizzontale/verticale che sarebbe utile anche per il futuro New Glenn 9x4, la versione con 9 motori BE-4 per il primo stadio e 4 motori BE-3U per il secondo stadio, che potrebbe essere lanciata in futuro dal pad Launch Complex 36B.

In particolare primo e secondo stadio del razzo spaziale sarebbero integrati orizzontalmente, come ora. Queste componenti sarebbero poi portate al pad e ruotate in verticale attraverso una grande gru. I fairing con il carico utile sarebbero invece posizionati successivamente (utilizzando la medesima gru). Il trasportatore-erettore sarebbe invece sostituito anche per quanto riguarda la fornitura del propellente e delle connessioni elettriche che passerebbero attraverso la torre di supporto. Questa scelta dovrebbe aumentare la cadenza di lancio complessiva, soprattutto in vista della disponibilità di due pad differenti.

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