Blue Origin propone di utilizzare Blue Ring per modificare l'orbita di un asteroide pericoloso per la Terra
Secondo quanto riportato nelle scorse ore Blue Origin, con JPL e Caltech, avrebbero proposto di utilizzare il veicolo spaziale Blue Ring per modificare l'orbita di un asteroide pericoloso per la Terra all'interno del programma di difesa planetaria.
di Mattia Speroni pubblicata il 12 Marzo 2026, alle 20:31 nel canale Scienza e tecnologiaBlue OriginNASA
Come abbiamo avuto modo di scrivere in passato, Blue Origin è impegnata su diversi fronti per quanto riguarda il suo business spaziale. Una delle attuali priorità è quella di aumentare in maniera significativa la cadenza di lancio del razzo spaziale riutilizzabile New Glenn (tanto da sospendere i lanci di New Shepard) oltre a sviluppare i lander lunari delle missioni Artemis (Blue Moon MK1 e MK2). La società di Jeff Bezos non si ferma qui!

Ci sono molti progetti all'attivo come un aerofreno di grandi dimensioni ripiegabile oppure Blue Alchemist sfruttare la regolite lunare. Un altro progetto, che era a bordo del primo lancio di New Glenn sotto forma di prototipo, è il veicolo spaziale Blue Ring. Si tratta di un sistema con diverse finalità e in grado di supportare sia società commerciali che agenzie governative statunitensi, ma non solo. Un altro obiettivo potrebbe essere la difesa planetaria.
Blue Origin: con Blue Ring si potrebbero deviare asteroidi pericolosi
Secondo quanto riportato da Blue Origin insieme al JPL e alla Caltech, Blue Ring potrebbe utilizzare due strategie differenti per deviare l'orbita di un asteroide pericoloso per la Terra (almeno secondo i calcoli). Si tratterebbe sostanzialmente di una missione NEO Hunter (Near-Earth Objects) così da mettere al sicuro il nostro Pianeta da un impatto potenzialmente devastante (almeno localmente).

Una delle strategie studiata sarebbe quella fare in modo che Blue Ring si trovi vicino all'asteroide bersaglio. A quel punto potrebbe rilasciare una seri di Cubesat che potrebbero caratterizzare l'oggetto spaziale così da capirne massa, densità e composizione e come potrebbe reagire a un intervento esterno.
Una volta studiato, si tratterebbe di impiegare un fascio ionico sfruttando i propulsori elettrici ad alto impulso specifico integrati nel veicolo per generare una spinta diretta verso l'asteroide che potrebbe così modificare la propria traiettoria in una direzione sicura per il Pianeta. A quel punto Blue Ring potrebbe allontanarsi per una nuova missione (o per la dismissione).

Un'altra strategia sarebbe quella dell'impatto cinetico. Secondo Blue Origin, Blue Ring ha una massa di circa 5,3 tonnellate e potrebbe quindi generare una modifica dell'orbita maggiore rispetto a quella della sonda spaziale NASA DART (al momento dell'impatto con Dimorphos la sua massa era di 570 kg) considerando anche una velocità massima di 10,1 km/s rispetto ai 6,1 km/s della missione dell'agenzia spaziale.
Il veicolo potrebbe ospitare anche un Cubesat in grado di osservare a distanza di sicurezza l'impatto permettendo di acquisire nuove informazioni. Chiaramente a causa dell'impatto Blue Ring andrebbe distrutto e non potrebbe più operare per altre missioni.

Nelle stesse ore del rilascio delle nuove informazioni da parte di Blue Origin, anche il JPL ha annunciato un nuovo studio basato su NASA DART dal titolo Direct detection of an asteroid’s heliocentric deflection: The Didymos system after DART. Qui si può leggere che l'impatto del veicolo spaziale non solo ha modificato il periodo orbitale nel sistema Didymos-Dimorphos ma anche di come l'impatto abbia modificato l'orbita dei due oggetti intorno al Sole.

Certo, la modifica è stata molto piccola ma bisogna considerare che la sonda spaziale aveva una massa ridotta e che è stato colpito l'asteroide con massa minore. Per questo l'orbita del sistema binario che ha una durata di 770 giorni intorno al Sole è stata modificata di 0,15". Il periodo orbitale di Dimorphos (170 metri di diametro) intorno a Didymos (quest'ultimo misura 805 metri di diametro) aveva una durata di circa 12 ore si è ridotto di 33 minuti dopo l'impatto di NASA DART.
Thomas Statler (della NASA) ha dichiarato "questo è un piccolo cambiamento per l'orbita, ma avendo abbastanza tempo, anche un piccolo cambiamento può crescere fino ad avere una deviazione significativa. La misurazione incredibilmente precisa del team convalida nuovamente l'impatto cinetico come tecnica per difendere la Terra contro i pericoli degli asteroidi e mostra come un asteroide binario potrebbe essere deviato influenzando solo un membro della coppia".










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