Bill Gates: ritorno al nucleare per combattere il riscaldamento globale

Bill Gates: ritorno al nucleare per combattere il riscaldamento globale

Il co-fondatore di Microsoft si è lanciato in un'iniziativa inerente le tecnologie alla base delle centrali nucleari, ma ha bisogno di sostegno politico ed economico

di pubblicata il , alle 18:41 nel canale Scienza e tecnologia
 

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332 Commenti
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finalX04 Febbraio 2019, 22:20 #21
Ma le centrali al torio non le propone piu nessuno? Mi ricordo che aveva solo vantaggi rispetto all'uranio.
icoborg04 Febbraio 2019, 23:00 #22
è solo una questione di interessi...e tempi...
fotte sega delle prossime n generazioni....daglie col nucleare...
che è un'altra mattonata alla spinta all'innovazione.

poi con le scorie ci fate i panini
demon7704 Febbraio 2019, 23:06 #24
Originariamente inviato da: omerook
ho io una domanda per te. andresti a vivere oggi a Cernobyl? e sono passati 30 anni


Le cose però vanno anche guardate con senso critico.
Il disastro di Chernobyl coinvolge non solo una incredibile quntità di leggerezze ed errori della peggior specie ma anche e soprattutto una centrale che era un vero dinosauro, una struttura tecnologicmante antidiluviana per non dire preistorica.

La tecnologia nel campo delle centrali ad oggi è distante anni luce da quella tipologia di reattore.
Sarebbe come paragonare un motore a scoppio dei primi del 900 con l'ultimo ritrovato della tecnica in fatto di propulsori a benzina.

In soldoni una ipotetica centrale moderna, esattamente come succede per i motori a scoppio avrebbe livelli di affidabilità, sicurezza ma anche di rendimento neanche lontanamente paragonabili.

Anche le scorie, che sarebbero di gran lunga meno a partità di Mw prodotti, verrebbero oggi trattate in maniera enormemente più efficace e sicura: ci sono processi sperimentati che le trasformano in rocce molto stabili con emissioni estremamante basse. Anche un ipotetico disastro in un sito di stoccaggio non potrebbe di fatto causare alcun genere di disastro ecologico.

Detto questo, chiaro che il nucleare rimane una cosa pericolosa che va gestita con attenzione.. ma è un cosa che vale per quasiasi tipo di cobustibilie.

Aggiungo anche che con questo discorso non voglio dire che il settore delle rinnovabili è da accantonarsi, ritengo piuttosto che le due cose debbano convivere nel soddisfare il crescente bisogno di energia a basso impatto ambientale.
Nurgiachi05 Febbraio 2019, 00:12 #25
Senza troppi giri di parole, son passati 32 anni dal referendum italiano sul nucleare e quel risultato mi ha sempre trovato d'accordo. C'è però da dire che un'alternativa sostenibile non è saltata fuori ed anzi, i problemi di una produzione energetica "vecchio stile" si sono acuiti. Non secondo l'aumento del 40% delle emissioni globali nell'atmosfera da quella data che, nel mondo odierno, fan sembrare la problematica del buco dell'ozono uno scherzoso tormentone estivo.

Non è però passato inutilmente questo tempo, in questi tre decenni abbiamo giustamente classificato come "illusioni" i progetti di un salvifico nuovo stile di vita planetario che abbattesse i consumi con conseguente calo drastico dell'inquinamento. Anche le miracolistiche produzioni energetiche da fonti rinnovabili come sole e vento si son dovute ridimensionare a coadiuvanti.

Banalmente non ho ne dati ne conoscenze culturali per esprimere un giudizio di valore ma, per quel che vedo, non posso che esser favorevole ad investimenti e studi per migliorare anche quel fronte.

Originariamente inviato da: demon77
.

Chi approccia al dibattito portando come tesi degli eventi che coinvolgono tecnologie vecchie di 50 anni non merita neppur la tua replica. È come pretendere di intavolare un discorso sull'esplorazione spaziale usando però le basi dell'aeronautica ignorando volutamente l'astronautica odierna.
robertoivs05 Febbraio 2019, 00:28 #26
Prima o poi tutte le tecnologie devono fare i conti con l'obsolescenza. Mi fanno rabbrividire quelli che si autoconvincono che le nuove tecnologie nucleari sono sicure, magari così solo per sentito dire.
Nurgiachi05 Febbraio 2019, 00:43 #27
Originariamente inviato da: robertoivs
Prima o poi tutte le tecnologie devono fare i conti con l'obsolescenza. Mi fanno rabbrividire quelli che si autoconvincono che le nuove tecnologie nucleari sono sicure, magari così solo per sentito dire.

Non fare un minestrone di pensieri, l'obsolescenza non rende meno sicura qualcosa ma solamente obsoleta. Una Beretta 92 degli anni '70 è oggettivamente un'arma obsoleta, ciononostante se la butti per terra nel 2019 con il colpo in canna questa non sparerà accidentalmente con maggiori probabilità rispetto al passato.
Sono invece più che d'accordo sul fatto che non si possa esprimere un giudizio sul sentito dire o, peggio ancora, sulla base di preconcetti.

Questo non significa che ti sto smentendo perché contrario alla tua posizione ma perché la tua è un'argomentazione scalcinata.
demon7705 Febbraio 2019, 00:46 #28
Originariamente inviato da: robertoivs
Prima o poi tutte le tecnologie devono fare i conti con l'obsolescenza. Mi fanno rabbrividire quelli che si autoconvincono che le nuove tecnologie nucleari sono sicure, magari così solo per sentito dire.


O magari possiamo girarla così:
Mi fanno rabbrividire quelli che si autoconvincono che le tecnologie nucleari sono il male assoluto a prescindere, magari così solo per sentito dire.

L'obsolescenza riguarda tutte le cose.
Le centrali nucleari così come le centrali a gas o eoliche quando sono a fine del ciclo vitale programmato vengono smantellate e rimpiazzate.

Ragionare oggi coi parametri di una scalcinata centrale russa del 1986 (anzi già preistorica nel 1986) è tanto ridicolo quanto ragionare sul tempo di percorrenza di un viaggio ai giorni nostri ipotizzando di dover percorrere il tragitto in groppa ad un asino.
Flortex05 Febbraio 2019, 01:14 #29
Originariamente inviato da: demon77
In soldoni una ipotetica centrale moderna, esattamente come succede per i motori a scoppio avrebbe livelli di affidabilità, sicurezza ma anche di rendimento neanche lontanamente paragonabili.


Questo è indubbio.

Ma, per fare l'avvocato del diavolo (parlo da favorevole al nucleare), qualcuno potrebbe obiettare che Fukushima ha mostrato due cose:

1) abbiamo avuto un incidente di una certa gravità anche con una centrale fatta dai bravissimi giapponesi e gestita dai bravississimi giapponesi, e non dai russi che giocano a fare gli irresponsabili, sia nella progettazione che nella gestione.

2) che il rischio risiede anche nell'imprevisto, nell'imprevedibile.
Avevano pensato agli tsunami, ma l'altezza dell'onda ha superato le previsioni e li ha fregati: è stata imprevista.
Adottare misure di sicurezza efficaci per ciò che non puoi prevedere non è così banale, per definizione.

In generale segnalo che, nei decenni in cui in Italia abbiamo speso un mare di soldi per spegnere tutto e buttare il know how, la Corea del Sud ha sviluppato una industria nucleare nazionale decisamente fiorente, con cui soddisfa circa il 30% della domanda e che si sta votando anche all'export.
Il tutto al netto di qualche ripensamento recente.
Phantom II05 Febbraio 2019, 01:49 #30
Originariamente inviato da: demon77
Le centrali nucleari così come le centrali a gas o eoliche quando sono a fine del ciclo vitale programmato vengono smantellate e rimpiazzate

I parametri di ragionamento richiederebbero però anche un briciolo di onestà intellettuale per riconoscere che smantellare una centrale a combustibili fossili oppure eolica, richiede costi decisamente più contenuti rispetto a una centrale nucleare.
Non a caso queste ultime sono frequentemente soggette a interventi di estensione della vita utile perchè spegnimento e decommissione delle strutture ha mostrato di avere costi abnormi (soprattutto in un regime economico in cui la centrale è gestita da un soggetto privato o comunque secondo logiche privatistiche, in base alle quali lo smantellamento è un costo che erode pesantemente i profitti).
In tutto questo resta poi inevasa la criticità della gestione delle scorie, cui nessuno, ad oggi, ha fornito una soluzione applicabile che, data la materia in questione, non va pensata in decenni, ma nell'arco di secoli.

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