Bambini più veloci degli adulti nell'adozione dell'IA: l'allarme UNICEF su 20 milioni di under 18

Bambini più veloci degli adulti nell'adozione dell'IA: l'allarme UNICEF su 20 milioni di under 18

Un'analisi UNICEF su 10 paesi stima 20 milioni di bambini già utenti di IA, con adozione tre volte più rapida di quella adulta. Un bambino su dieci chiede consigli personali ai chatbot, un quarto teme deepfake sessualmente espliciti: la governance non li tratta ancora come gruppo distinto

di pubblicata il , alle 09:41 nel canale Scienza e tecnologia
 

Almeno 20 milioni di bambini in dieci paesi hanno già usato l'intelligenza artificiale, e la adottano a una velocità più di tre volte superiore a quella degli adulti. È la stima di un'analisi UNICEF pubblicata il 30 giugno 2026, alla vigilia del primo Global Dialogue on AI Governance, secondo cui i sistemi di governance faticano a tenere il passo con la rapidità dell'adozione.

I dati vengono da Disrupting Harm Phase 2, il programma di ricerca guidato da UNICEF Innocenti, ECPAT International e INTERPOL e finanziato da Safe Online: circa mille bambini fra 12 e 17 anni e altrettanti genitori intervistati per ciascuno dei dieci paesi coinvolti (Armenia, Brasile, Colombia, Repubblica Dominicana, Giordania, Messico, Montenegro, Macedonia del Nord, Pakistan e Serbia), con campionamento IPSOS ponderato sui dati di popolazione ONU 2024.

Circa 13 milioni di bambini usano l'IA come supporto per lo studio e i compiti a casa. Ma oltre 2 milioni, uno su dieci, dichiarano di rivolgersi a un sistema di intelligenza artificiale per consigli su questioni personali che li preoccupano: un uso ben più delicato del semplice aiuto scolastico, che sposta l'IA nel territorio del supporto emotivo senza quelle garanzie normalmente richieste a chi lo offre.

Le paure dei bambini stessi

Un terzo dei bambini intervistati teme che l'IA venga usata per truffe, inganni o disinformazione. Un quarto teme che le proprie immagini o i propri video vengano manipolati in deepfake sessualmente espliciti. Non è un timore astratto: in un precedente comunicato UNICEF dello scorso 4 febbraio 2026, sempre nell'ambito di Disrupting Harm Phase 2 ma su undici paesi, almeno 1,2 milioni di bambini avevano dichiarato che le proprie immagini erano già state manipolate in questo modo nell'anno precedente, pari a circa un bambino su venticinque in alcuni dei paesi coinvolti.

UNICEF descrive la situazione attuale come "un esperimento globale" in cui un'intera generazione sta crescendo. L'organizzazione osserva che i bambini sono più esposti dei bambini adulti ai sistemi IA, incluse le scelte di design, i modelli di business e l'uso dei loro dati, ma hanno molto meno potere di evitarli o contestarli: sentono per primi gli effetti di una governance debole, e ne vivranno le conseguenze più a lungo.

Le cinque richieste di UNICEF

Nel comunicato, ripreso anche da UN News, UNICEF chiede cinque azioni concrete: investimenti in ricerca sugli effetti dell'IA sullo sviluppo infantile; leggi più rigide e responsabilità aziendale contro lo sfruttamento sessuale generato tramite IA; sistemi progettati con il massimo livello di sicurezza e trasparenza; programmi di alfabetizzazione digitale rivolti sia ai bambini sia ai genitori; investimenti nella connettività per ridurre il divario digitale tra e all'interno dei paesi.

Il nodo di fondo, secondo l'organizzazione, è che la maggior parte dei sistemi di governance dell'IA non tratta ancora i bambini come un gruppo distinto, con esigenze e vulnerabilità proprie rispetto agli utenti adulti.

1 Commenti
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supertigrotto03 Luglio 2026, 12:47 #1
Prima di usare uno strumento potente,sono dell' idea che devi sapere gestire degli strumenti più pratici.
Prima si sviluppa la mente,con la matematica,le lingue,la lettura,la scrittura,la fisica e tutte quelle materie che ti aiutano a ragionare,a sviluppare il pensiero,anche la fantasia, poi si passa al livello successivo.
La mente va allenata come se fosse un muscolo,altrimenti, tendenzialmente,l'essere umano è pigro,cerca di scansare il più possibile la fatica,anche quella mentale,la IA è un ottimo strumento,la si potrebbe paragonare a un monopattino,se devi fare 5 km e hai tante commissioni,il monopattino è utile se usato bene,se devi spostarti di 100 metri per andare dal tabacchi o al bar a prendere il caffè,usarlo è un farsi del male da soli perché,anche quei 100 metri sono utili per il fisico e la circolazione.
Se passa il messaggio che non devi fare la più piccola fatica mentale perché c'è la IA,allora comincerà il decadimento cognitivo.

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