Arianespace Ariane 6: eseguito uno static fire del razzo spaziale completamente assemblato
Arianespace, ESA e CNES hanno eseguito correttamente uno static fire del motore Vulcain 2.1 per il nuovo razzo spaziale Ariane 6. Il motore dello stadio principale è stato acceso per tutti gli 8 minuti richiesti e non sono state rilevate anomalie.
di Mattia Speroni pubblicata il 23 Novembre 2023, alle 22:31 nel canale Scienza e tecnologiaArianeGroupArianespaceESA
Negli scorsi giorni SpaceX ha eseguito un nuovo test del suo grande razzo spaziale completamente riutilizzabile, Starship. A distanza di quasi una settimana è stato anche il momento per il nuovo vettore pesante Ariane 6 (non riutilizzabile) di eseguire un test importante in vista del primo volo nel corso del 2024. Come sappiamo questo razzo spaziale, successore di Ariane 5, è in ritardo di diversi anni rispetto a quanto annunciato ma rappresenta un'occasione importante per l'Europa, l'ESA e Arianespace di avere una certa indipendenza per l'accesso allo Spazio.
In precedenza era stato eseguito uno static fire del motore dello stadio superiore mentre il 5 settembre era stato eseguito uno static fire del motore Vulcain 2.1 dello stadio principale per prepararsi alla prova di questa sera (ora italiana) che ha visto l'accensione del motore principale per tutta la durata di un'ipotetica missione spaziale. Come scritto sopra, è stato un momento fondamentale per dimostrare che i sistemi di terra ma anche quelli del razzo spaziale funzionano correttamente e sono quasi pronti per il lancio inaugurale.
L'hot fire test del razzo spaziale europeo Ariane 6
Dopo un iniziale ritardo per la partenza del test allo spazioporto di Kourou nella Guyana francese tutto sembrava procedere come previsto. Il conto alla rovescia si è però fermato quando mancavano 2:42 all'accensione del motore Vulcain 2.1 a causa di un'anomalia nella pressione rilevata per l'elio che era differente da quanto previsto (utilizzato mettere in pressione i serbatoi di propellente).

Durante la prova sono stati bruciate 150 tonnellate di ossigeno e idrogeno liquidi (a temperature criogeniche) con il sistema di accensione che è stato spostato dal razzo alla torre di lancio a differenza di quanto visto per Vulcain 2.0, utilizzato su Ariane 5. Questo rende il motore principale meno complesso e più economico con una possibile affidabilità superiore.

Il conto alla rovescia per questo test di Ariane 6 è stato riportato a T -6:30 minuti per ricominciare la fase finale della sequenza di accensione. Per questo test, pur essendo montati, non è stata prevista l'accensione dei quattro booster laterali con propellente allo stato solido che contribuiscono a gran parte della spinta per il decollo del vettore pesante (può essere in configurazione da quattro o due booster).

Sempre negli ultimi minuti del conto alla rovescia è il computer di bordo che prende il controllo della sequenza analizzando i vari dati che arrivano dai sensori e sottosistemi garantendo che il razzo spaziale possa decollare correttamente. La durata complessiva prevista del test è stata di circa 7 minuti di accensione e ha compreso anche diversi movimenti dell'ugello del motore per le manovre di correzione della traiettoria (come se si trattasse di una vera missione). Dopo 3 minuti dall'accensione, in caso di lancio reale, Ariane 6 si troverebbe a 100 km di quota e i fairing si sarebbero aperti a quel punto mostrando il carico utile.
Il test è stato eseguito correttamente per tutta la sua durata. Come in altri casi, ora gli ingegneri dovranno ricontrollare i dati raccolti per verificare che effettivamente tutto si sia svolto come previsto. Il prossimo passo sarà uno static fire del motore dello stadio superiore a Lampoldshausen per verificare anche quest'ultimo componente. Sappiamo anche che lo sviluppo del vettore europeo riutilizzabile Themis sta proseguendo (recentemente MT Aerospace ha mostrato i supporti di atterraggio) ma non sostituirà Ariane 6, che rimarrà il razzo spaziale di punta per l'Europa per i prossimi anni.










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